Archeologia della Mente di Jaak Panksepp e Lucy Biven – Recensione

Neuropsicologia: alla scoperta dell'affettività e delle emozioni, e dei meccanismi neurali dell'espressione emotiva. Recensione

ID Articolo: 105757 - Pubblicato il: 20 gennaio 2015
Archeologia della Mente di Jaak Panksepp e Lucy Biven – Recensione
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Il libro di Panksepp e Biven offre una tassonomia evolutiva delle emozioni e degli affetti basata sul metodo sperimentale e una base neuroscientifica per il trattamento dei disturbi psichiatrici.

Nel 2012 Jaak Panksepp e Lucy Biven hanno pubblicato la summa del loro lavoro e del loro pensiero e nel 2014 è uscita la traduzione italiana: “Archeologia della Mente. Origini neuroevolutive delle emozioni umane”. Panksepp e Biven ci guidano in questo viaggio nell’affettività e nelle emozioni con il loro armamentario neuroscientifico, e riescono a farci comprendere con linguaggio piano e comprensibile i meccanismi neurali dell’espressione emotiva.

Il nocciolo del libro è l’identificazione di sette sistemi affettivi di base -ricerca, paura, collera, desiderio sessuale, cura, sofferenza e gioco– sette aree che definiscono sette bisogni di base che “sentiamo” in maniera irriflessiva e sui quali poi costruiamo la nostra vita mentale consapevole.

Il bisogno di esplorazione del mondo e di ricerca nel mondo, la paura del pericolo, la rabbia e la collera di fronte agli ostacoli, il desiderio sessuale, il bisogno di accudimento e di cura, lo stato di sofferenza, tristezza e panico quando non sono soddisfatti i nostri bisogni e, infine, il bisogno di gioco sociale. Questi sistemi sono spiegati nel loro funzionamento, nella loro localizzazione neurale e nella loro origine evolutiva.

Messaggio pubblicitario La critica che in genere è fatta contro questo tipo di lavori è che in fondo siano solo delle descrizioni in un altro linguaggio di concetti già noti. Questo può essere in parte vero, ma anche ingeneroso.

Senza voler necessariamente idolatrare le neuroscienze, è vero che una base biologica consente di validare definitivamente varie intuizioni cliniche. Tutti i bisogni emotivi individuati da Panksepp e Biven erano stati già descritti in vari modelli clinici, da Freud a Erikson, da Jung a Beck. Tutti questi modelli, però avevano il torto di privilegiare un solo sistema emotivo, in genere a scapito degli altri che erano fatti derivare da quello preferito.

Migliore esempio di questa tendenza è la psicoanalisi freudiana che tentava di derivare tutto dal desiderio sessuale. La sistemazione neuroscientifica consente di dire che questi sono i sette sistemi definitivi, o quasi, senza che nessuna sia privilegiato.

Inoltre, la ricerca neuroscientifica consente di comprendere come interagiscono i sistemi emotivi con le funzioni consapevoli superiori, ovvero in che modo possiamo padroneggiare e integrare le varie funzioni e in che misura invece dobbiamo rassegnarci a un certo grado di incontrollabilità emotiva.

Si tratta delle funzioni auto-riflessive e metacognitive superiori e della loro maggiore o minore efficienza in rapporto alla storia personale. Soprattutto attaccamento, socializzazione e traumi sembrano in grado di rafforzare o danneggiare le capacità integrative superiori. Una relazione calda e protettiva con una figura di attaccamento affidabile, una socialità stimolante  continua e l’assenza di traumi gravi facilitano queste funzioni. Importante anche la possibilità di realizzazione personale e di oddisfazione affettiva nella maturità.

Insomma, il libro di Panksepp e Biven offre una tassonomia evolutiva delle emozioni e degli affetti basata sul metodo sperimentale e una base neuroscientifica per il trattamento dei disturbi psichiatrici.

 

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BIBLIOGRAFIA:

  • Panksepp, J., Biven, L. (2012). The Archeology of Mind. New York. Neuroevolutionary Origins Of Human Emotions. W. W. Norton & Company. Tr. It. Archeologia della mente. Origini neuroevolutive delle emozioni umane. Milano, Cortina, 2014. ACQUISTA ONLINE
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