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Disturbo da Alimentazione Incontrollata: La Storia di Carmela

Carmela è una persona con Disturbo da Alimentazione Incontrollata, che mangia per la rabbia, per la tristezza o per la noia, senza sentirsi affamata

ID Articolo: 104378 - Pubblicato il: 19 novembre 2014
Disturbo da Alimentazione Incontrollata: La Storia di Carmela
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Carmela è una persona con Disturbo da Alimentazione Incontrollata. Era una bambina paffuta. Veniva consolata, premiata e viziata con il cibo. Oggi per lei questa è una sensazione familiare. Mangia per la rabbia, per la tristezza o per la noia, senza sentirsi affamata.

Carmela non conosce la sensazione di sentirsi piena. Carmela è grassa e indifesa. Soprattutto le persone che le sono più vicine non lo vedono. È la collega più servizievole, l’amica paziente, la madre che si sacrifica. Generalmente è molto apprezzata.

Nella sua vita personale ha un trattamento iniquo – ma non quando mangia, e questo ha delle conseguenze. Soprattutto di sera, quando è sola, il frigorifero la invita. Anche se ha tempo, mangia in fretta e spesso direttamente nell’incarto. Distoglie semplicemente lo sguardo! In seguito si sente sempre di più e sempre più spesso nauseata e viene assalita dai rimproveri. Inizia ad avere la coscienza sporca, perché in fondo Carmela è consapevole della sua responsabilità. Cerca senza successo una risposta che le spieghi perché si lasci andare così, pur essendo consapevole delle conseguenze. Spesso si sente come se qualcun altro la stesse controllando, qualcuno che la terrorizza.

Dopo numerosi tentativi di dieta ha gettato la spugna. A volte ha funzionato, quando Carmela riusciva davvero a tenersi “sotto controllo”. E per quanto tempo? Mesi di disciplina per avere per due settimane il peso dei suoi sogni? Carmela ha rinunciato a cercare di nascondere il suo corpo sotto i vestiti. Tanto tutto sembra una tenda. E se qualcuno la ama, allora dovrebbe accettarla per quello che è. Ma ultimamente non c’è niente da segnalare in questo campo.

Messaggio pubblicitario Una donna “corazzata” spaventa anche il più forte degli uomini, e oltretutto c’è questo maledetto ideale di bellezza. Carmela oscilla tra il disprezzo e la tristezza, la rabbia e l’impotenza. Carmela sente sempre più il bisogno di fare qualcosa per se stessa. Il suo medico le conferma che è in sovrappeso e le consiglia di chiedere qualche consiglio sull’alimentazione. Lei esita, sa già tutto. Sul giornale trova la pubblicità di una clinica per i disturbi alimentari. Tenterà la sorte? Cosa ha da perdere?

Durante l’incontro di consulenza, le risulta evidente quanto la sua speranza in una soluzione veloce e senza problemi sia utopistica. Tuttavia si sente compresa e inizia a affrontare alcune cose. L’idea di riconoscere la funzione compensatoria del cibo, di sviluppare una nuova relazione con esso e il rischio si modificano passo dopo passo… Carmela è piena di dubbi, come le altre donne nel suo gruppo di auto-aiuto.

Solo dopo alcune settimane impara davvero a essere più paziente con se stessa e a abbandonare il suo precedente motto – Meglio un’infelicità conosciuta che una felicità sconosciuta. Accarezza l’idea di richiedere anche un aiuto terapeutico o di trovare un posto in una clinica. Nel centro di consulenza Carmela riceve anche le informazioni più aggiornate sul trattamento del Disturbo da Alimentazione Incontrollata. Lì viene indirizzata nella giusta direzione rispetto ai tipi di sport che sono adatti a lei. Esercizio fisico – Mente – Alimentazione – Carmela ora si prenderà cura di queste tre aree. Si prenderà il suo tempo perché aggiustare il suo stile di vita è un obiettivo sia eccitante che stressante.

 

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