La guida in curva grazie ai movimenti oculari optocinetici

Neuroscienze: I micro movimenti degli occhi svolgono un ruolo fondamentale permettendo di prevedere la traiettoria del veicolo in una curva.

ID Articolo: 101196 - Pubblicato il: 08 luglio 2014
La guida in curva grazie ai movimenti oculari optocinetici
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I nostri occhi svolgono un ruolo fondamentale quando guidiamo in curva: sarebbero proprio i piccoli movimenti oculari a permettere agli automobilisti di prevedere la traiettoria di un veicolo in una curva.

Il guidatore abile è quello che anche sulle strade piene di curve sa gestire con scioltezza il continuo movimento della ruota. Ma la capacità di gestire la ruota non è tutto nella navigazione in curva.

Lo psicologo ricercatore Otto Lappi dell’ Università di Helsinki, infatti, ha dimostrato che i nostri occhi svolgono un ruolo fondamentale quando guidiamo in curva: sarebbero proprio i piccoli movimenti oculari a permettere agli automobilisti di prevedere la traiettoria di un veicolo in una curva.

Messaggio pubblicitario Lappi e il suo team hanno utilizzato metodi nuovi e innovativi per analizzare i piccoli e sottili movimenti oculari che i guidatori compiono quando guidano in curva. Questi movimenti oculari optocinetici durano solo frazioni di secondo e il conducente non ne ha alcuna consapevolezza. I risultati ottenuti dai ricercatori si basano su un metodo rivoluzionario di analisi del movimento oculare sviluppato dall’University of Helsinki’s Traffic Research Unit. 

Seguire il movimento degli occhi in modo preciso e affidabile durante la guida normale è possibile già dal 1990. Tuttavia è solo negli ultimi anni che i metodi di modellizzazione computerizzata del comportamento in ambiente naturale si sono sviluppati ad un livello che consenta la verifica dei diversi modelli teorici di funzionamento cognitivo e neurale che sottendono i movimenti oculari e di guida in ambienti reali.

Anche se il comportamento e la fisiologia associati alla guida sono stati studiati per quasi un secolo, molte questioni fondamentali rimangono senza risposta. Il merito di questo studio è avere fornito nuove informazioni sul controllo visivo della guida in curva, e nuovi strumenti per analizzare i processi fondamentali alla base del controllo del movimento in ambienti naturali.

 

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