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I nuovi media e il rischio del cyberbullismo: quali segnali?

Cyberbullismo: atto aggressivo condotto da un individuo usando varie forme di contatto elettronico contro una vittima che non può facilmente difendersi.

ID Articolo: 41716 - Pubblicato il: 10 aprile 2014
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I nuovi media e il rischio del cyberbullismo- quali segnali?. -Immagine:© rnl - Fotolia.com Il cyberbullismo è definito come un atto aggressivo, intenzionale condotto da un individuo o un gruppo usando varie forme di contatto elettronico, ripetuto nel tempo contro una vittima che non può facilmente difendersi. Esso ha però delle caratteristiche identificative proprie: il bullo può mantenere nella rete l’anonimato, ha un pubblico più vasto, ossia il Web, e può controllare le informazioni personali della sua vittima.

In tutti i paesi europei, un terzo dei bambini tra i 9 e i 10 anni e più dei due terzi (l’80%) dei quindici-sedicenni usano internet quotidianamente. In Italia il 60% usa internet tutti i giorni o quasi. Inoltre, l’età di chi utilizza tale strumento è diminuita, infatti i bambini cominciano a usare internet sempre prima. L’età media in cui si inizia ad andare online è 7 anni in Danimarca e Svezia, 8 anni negli altri paesi nordici e 10 anni in Grecia, Italia, Turchia, Cipro, Germania, Austria e Portogallo.

Molti bambini e ragazzi hanno dei profili in dei social network e l’accesso a internet da un dispositivo mobile è una pratica diffusa in oltre il 20% dei ragazzi e delle ragazze in Svezia, Regno Unito e Irlanda. In Italia il 59% dei ragazzi e delle ragazze accede a internet dalla propria camera e solo il 9% da un dispositivo mobile (Livingstone, S., Haddon, L., Görzig, A., & Ólafsson, K., 2010)).

Questi dati mettono in allarme poiché stiamo assistendo sempre più a dei fenomeni che in passato abbiamo conosciuto, come il bullismo, ma tuttavia, adesso hanno uno scenario diverso e pongono delle  questioni di classificazione e di prevenzione adeguata.

Andiamo ad esaminare il fenomeno del bullismo che può essere descritto come un comportamento, intenzionale e ripetitivo, da parte di un individuo o un gruppo, che hanno lo scopo di danneggiare un’altra persona e tra la vittima e l’aggressore c’è uno squilibrio di potere (Olweus, D., 2003).

Il bullismo è un fenomeno complesso che comprende sia fattori legati alla personalità di coloro che sono coinvolti (bulli, vittime e spettatori), sia fattori sociali, come ad esempio il clima scolastico, che è stato descritto come un fattore di rischio o di protezione.

Il cyberbullismo è definito come un atto aggressivo, intenzionale condotto da un individuo o un gruppo usando varie forme di contatto elettronico, ripetuto nel tempo contro una vittima che non può facilmente difendersi (Smith, P. K., del Barrio, C., & Tokunaga, R. S., 2013). Esso ha però delle caratteristiche identificative proprie: il bullo può mantenere nella rete l’anonimato, ha un pubblico più vasto, ossia il Web, e può controllare le informazioni personali della sua vittima.

La vittima invece, può avere delle difficoltà a scollegarsi dall’ambiente informatico, non sempre ha la possibilità di vedere il volto del suo aggressore, e può avere una scarsa conoscenza circa i rischi insiti nella condivisione delle informazioni personali su Internet (Casas, Del Rey,  Ortega-Ruiz, 2013).

Sono molti gli studi che si sono occupati dell’effetto della vittimizzazione da parte dei cyberbulli. Infatti, queste esperienze si associano a bassi livelli di rendimento scolastico, ad una inferiore qualità dei rapporti familiari e problemi legati inoltre a bassa autostima e problemi affettivi (Machmutow, K., Perren, S., Sticca, F., & Alsaker, F. D., 2012). Tuttavia, questi i risultati sono molto simili a quelli riportati dalle vittime di bullismo tradizionale. In entrambi i fenomeni l’intervento di prevenzione si basa sulla capacità di offrire consapevolezza ai giovani  della gravità e delle conseguenze che le diverse forme di bullismo può creare (Salmivalli, C., 2010).

Messaggio pubblicitario San Giorgio fino al 15 Luglio Ecco sinteticamente alcune strategie di prevenzione per i minori:

1. Non fornire mai informazioni personali, le password, numeri PIN, ecc .

2. Non credere a tutto quello che si vede o si legge, non è detto che sia la verità.

3. Usare la gentilezza con gli altri che sono on-line, proprio come si farebbe off-line. Se qualcuno usa toni sgarbati o minacciosi è meglio non rispondere. I Bulli online sono proprio come off-line.

4. Non inviare un messaggio quando si è arrabbiati. Attendere fino a quando si ha avuto il tempo di pensare.

5. Non aprire un messaggio da qualcuno che non si conosce. In caso di dubbio è bene rivolgersi ai genitori, tutori o un altro adulto.

6. Durante la navigazione in Internet, se si trova qualcosa che non piace, che fa sentire a disagio o  spaventa, spegnere il computer e raccontare l’accaduto un adulto.

7. Concedetevi una pausa da Internet, mettendo la modalità off-line per trascorrere del tempo con la famiglia e gli amici.

8. Se si è stati vittima di un cyberbullo è importante parlare con un adulto che si conosce e di cui si ha fiducia.

9. Non cancellare o eliminare i messaggi dei cyberbulli. Non c’è bisogno di rileggerlo, ma tenerlo è la prova.

10. Non organizzare un incontro con qualcuno conosciuto online a meno che i genitori non vengano con te.

Molti sono gli interrogativi che si pongono i genitori, ad esempio come fare a capire se il proprio figlio o figlia è vittima di Cyberbullismo.

I  segnali di vittimizzazione possono essere così sintetizzati:

• Utilizzo eccessivo di internet.

• Chiudere le finestre aperte del computer quando si entra nella camera.

• Rifiuto ad utilizzare Internet.

• Comportamenti diversi dal solito.

• Frequenti invii attraverso Internet dei compiti svolti.

• Lunghe chiamate telefoniche ed omissione dell’interlocutore.

• Immagini insolite trovate nel computer.

• Disturbi del sonno.

• Disturbi dell’alimentazione.

• Disturbi psicosomatici (mal di pancia, mal di testa, ecc).

• Mancanza di interesse in occasione di eventi sociali che includono altri studenti.

• Chiamate frequenti da scuola per essere riportati a casa.

• Bassa autostima.

• Inspiegabili beni personali guasti, perdita di denaro, perdita di oggetti personali.

Ma una cosa molto importante è insegnare ai vostri figli a comunicare con voi, a raccontare ciò che è accaduto per non rimanere nel dolore del silenzio.

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