Le motivazioni alla base dei comportamenti altruistici – Neuroscienze

Uno studio dell’università di Tokio ha indagato, tramite tecniche di imaging cerebrale, le motivazioni che stanno alla base dei comportamenti altruistici...

ID Articolo: 41157 - Pubblicato il: 17 marzo 2014
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Uno studio condotto da Takamitsu e colleghi presso l’università di Tokio ha indagato, tramite tecniche di imaging cerebrale, le motivazioni che stanno alla base di comportamenti altruistici.

Ne è emerso che quando aiutiamo gli altri lo facciamo per ricavarne un riconoscimento sociale, in termini di generosità; il secondo motivo che sta alla base dei nostri comportamenti altruistici riguarda la ricompensa emotiva che ne deriva, in termini, per esempio, di manifestazione di gratitudine da parte degli altri.

Quando aiutiamo un estraneo da cui non possono arrivarci vantaggi diretti, nel cervello si attivano aree cerebrali diverse a seconda di ciò che aspettiamo dal nostro gesto. Se speriamo che la nostra generosità sia riconosciuta socialmente, si attiva una regione che sovrintende ai processi cognitivi di ordine superiore. Se invece siamo convinti che saremo ripagati da una terza persona, in una sorta di catena di Sant’Antonio della cooperazione, si attiva una regione cerebrale che implementa i processi emotivi.

 

Riconoscimento o gratitudine, le due ricompense dell’altruista – Le ScienzeConsigliato dalla Redazione

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Quando aiutiamo un estraneo da cui non possono arrivarci vantaggi diretti, nel cervello si attivano aree cerebrali diverse a seconda di ciò che aspettiamo dal nostro gesto. Se speriamo che la nostra generosità sia riconosciuta socialmente, si attiva una regione che sovrintende ai processi cognitivi di ordine superiore. Se invece siamo convinti che saremo ripagati da una terza persona, in una sorta di catena di Sant’Antonio della cooperazione, si attiva una regione cerebrale che implementa i processi emotivi. (…)

Tratto da: Le Scienze

 

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