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Burnout e strategie disadattive di gestione dello stress lavoro-correlato

Sindrome da Burnout: forma di stanchezza, scarsa realizzazione personale e disinteresse per il lavoro correlati a lunghi periodi di stress lavorativo.

Di Serena Mancioppi

Pubblicato il 20 Mar. 2014

 

– FLASH NEWS-

Rassegna Stampa - State of Mind - Il Giornale delle Scienze Psicologiche

Sindrome da Burnout”: forma di stanchezza, senso di scarsa realizzazione personale e cinico disinteresse per il proprio lavoro correlati a lunghi periodi di stress lavorativo.

Con il problema della disoccupazione alle stelle è curioso che negli Stati Uniti l’1,7% dei lavoratori abbia, nell’ultimo anno, lasciato il posto lavoro e che questo valore sia in lenta crescita dal 2009.

Chi si è occupato di interpretare questa tendenza ne ha attribuito la responsabilità alla “ Sindrome da Burnout”, cioè quella forma di stanchezza, senso di scarsa realizzazione personale e cinico disinteresse per il proprio lavoro correlati a lunghi periodi di stress lavorativo.

Un certo livello di stress fa parte inevitabilmente di ogni esperienza lavorativa, ma oltre quale soglia lo stress soverchia le risorse individuali? E cosa rende un individuo più vulnerabile allo stress di un altro?

Una nuova ricerca suggerisce che ci sono almeno tre diversi sottotipi di burnout, e ciascuno di questi ha a che fare con specifiche strategie di coping, tutte disfunzionali rispetto a un’efficace gestione dello stress.

429 lavoratori universitari sono stati oggetto di un sondaggio che ha permesso ai ricercatori di raccogliere dati su diversi sottotipi di burnout e correlarli con differenti strategie di coping dei lavoratori dipendenti.

Il primo tipo di burnout – a cui giunge chi lavora freneticamente per il successo fino all’esaurimento – è quello di chi affronta lo stress lamentandosi della gerarchia organizzativa sul lavoro, con la sensazione che questa rappresenti un limite ai propri obiettivi e alle proprie ambizioni . Questa strategia disadattiva di coping porta ad un sovraccarico di stress e alla fine a gettare la spugna.

Il secondo tipo di burnout nasce dalla noia e dalla mancanza di sviluppo personale ed è più strettamente associato a una strategia di coping di evitamento. Questi lavoratori poco esigenti tendono a gestire lo stress prendendo sempre più le distanze dal lavoro fino ad approdare a un senso di spersonalizzazione e di cinismo.

L’ultimo tipo di Burnout – il sottotipo esausto – sembra derivare da una strategia di coping basata sulla rinuncia a fronte di stress: anche se queste persone desiderano raggiungere un certo obiettivo, non riescono a trovare la motivazione necessaria a superare gli ostacoli per raggiungerlo.

Identificare le strategie di coping dello stress lavoro-correlato associate ai diversi tipi di burnout può essere utile a sviluppare terapie mirate a ciascuna strategia disfunzionale di coping e preventive rispetto al burnout. I trattamenti dovrebbero focalizzarsi sulla regolazione delle emozioni e sull’acquisizione di una maggiore consapevolezza e flessibilità cognitiva, suggerisce il gruppo di ricerca guidato da Jesus Montero Marin dell’Università di Saragozza.

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Serena Mancioppi
Serena Mancioppi

Psicologa Psicoterapeuta Sistemico Relazionale e Cognitivo-Evoluzionista

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