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Schizofrenia: la CBT come trattamento evidence-based

Schizofrenia: la CBT come trattamento evidence-based per i pazienti resistenti al trattamento farmacologico, senza escludere l’alleanza anche farmacologica

ID Articolo: 39788 - Pubblicato il: 17 febbraio 2014
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Rassegna Stampa - State of Mind - Il Giornale delle Scienze Psicologiche

Il trial è annoverabile tra gli studi che supportano la CBT come trattamento evidence-based a maggior ragione per i pazienti che sono resistenti al trattamento farmacologico, senza che questo significhi forzatamente escludere in maniera definitiva la ricerca dell’alleanza anche farmacologica.

 

Un nuovo trial che analizza gli effetti della CBT (cognitve-behavioural therapy) su pazienti schizofrenici è stato recentemente pubblicato sulla rivista The Lancet.

L’aspetto interessante è che i soggetti che hanno costituito il campione del trial sono pazienti schizofrenici che al momento dello studio non stavano assumendo alcuna terapia farmacologica, quindi completamente depurati da eventuali effetti co-occorrenti delle terapie farmacologiche solitamente associate agli interventi psicologici in tale tipologia di pazienti.

Chiaramente lo studio ha sfruttato una delle difficoltà che si incontra con una certa frequenza nel trattare i pazienti schizofrenici: la loro scarsa compliance alla terapia farmacologica in termini di netto rifiuto o assunzione discontinua contrariamente al parere medico.

Messaggio pubblicitario Il trial è stato effettuato in Inghilterra tra il 2010 e il 2013 e ha coinvolto 74 pazienti con diagnosi di schizofrenia (età compresa tra i 16-65 anni) che non stavano assumendo alcuna terapia psicofarmacologica.

La metà di essi è stato assegnato alla condizione CBT, l’altra metà a una condizione di trattamento usuale non specifico. Come misura di outcome è stata utilizzata la scala PANSS (Positive and Negative Syndrome Scale) alla baseline e a diversi punti di follow-up (fino a 18 mesi dal termine del trattamento).

Dai dati emerge che i punteggi totali della scala PANSS sono significativamente inferiori nel gruppo sottoposto alla terapia cognitiva rispetto al gruppo di controllo. Il trial è dunque annoverabile tra gli studi che supportano la CBT come trattamento evidence-based a maggior ragione per i pazienti che sono resistenti al trattamento farmacologico, senza che questo significhi forzatamente escludere in maniera definitiva la ricerca dell’alleanza anche farmacologica.

Come dire una valida alternativa per questa specifica categoria di pazienti, in attesa di trial successivi che rafforzino ulteriormente queste conclusioni.

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BIBLIOGRAFIA:

 

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