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Bilinguismo e Flessibilità Cognitiva negli Anziani

Bilinguismo negli anziani: maggiore velocità nel passare da un compito all’altro, diverso modello di funzionamento neurale.

Di Serena Mancioppi

Pubblicato il 18 Gen. 2013

Aggiornato il 25 Feb. 2013 12:14

 

FLASH NEWS

Rassegna Stampa - State of Mind - Il Giornale delle Scienze PsicologicheSecondo uno studio apparso su The Journal of Neuroscience gli anziani che parlano due lingue fin da bambini sono più veloci dei monolingue nel passare da un compito ad un altro, mostrando anche un diverso modello di funzionamento neurale rispetto a quello usato dai monolingue.

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I risultati di questo studio sottolineano l’importanza di una regolare e stimolante attività mentale durante tutto il corso della vita per prevenire il declino cognitivo legato all’età.La perdita di flessibilità cognitiva – cioè la capacità di adattarsi alle circostanze non familiari o inattese – può essere prevenuta dal bilinguismo che allena gli individui, in modo continuo e permanente, a passare da una lingua all’altra.

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I ricercatori della University of Kentucky College of Medicine, hanno usato la risonanza magnetica funzionale (fMRI) per confrontare l’attività cerebrale di anziani bilingue con quella di anziani monolingue impegnati in un compito usato per testare la loro flessibilità cognitiva, e hanno scoperto che entrambi i gruppi hanno svolto il compito con precisione. Tuttavia, gli anziani bilingui erano più veloci a completare il compito rispetto ai loro coetanei monolingue, nonostante il minor dispendio di energia nella corteccia frontale – una zona notoriamente coinvolta nello svolgimento di questo tipo di compiti.
I ricercatori hanno anche misurato l’attività cerebrale di giovani adulti monolingue e bilingue, mentre svolgevano lo stesso compito per testarne la flessibilità cognitiva.
Nel complesso, i giovani adulti sono stati più veloci rispetto agli anziani a svolgere il compito, ma il bilinguismo non ha influenzato le prestazioni al compito o l’attività cerebrale nei giovani partecipanti. Al contrario, gli anziani bilingui hanno svolto il compito più velocemente rispetto ai loro coetanei monolingue e speso meno energia nelle parti frontali del loro cervello.
Questo suggerisce, secondo i ricercatori, che gli anziani bilingue usino il cervello in modo più efficiente dei monolingua, inoltre il bilinguismo permanente può avere una forte influenza benefica sul funzionamento delle regioni frontali del cervello durante l’invecchiamento.
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Serena Mancioppi
Serena Mancioppi

Psicologa Psicoterapeuta Sistemico Relazionale e Cognitivo-Evoluzionista

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