Messaggio pubblicitario

6 Segnali che predicono il Divorzio. 5 Regole per salvare il Matrimonio

E' possibile individuare i segnali che predicono la fine di una relazione? Il Prof. John Gottman li ha individuati dopo 16 anni di ricerca.

ID Articolo: 8991 - Pubblicato il: 09 maggio 2012
Messaggio pubblicitario SFU Presentazioni Settembre 2019
Condividi

 

E’ possibile individuare precocemente dei segni che potrebbero portare alla rottura di una relazione?

6 Segnali che predicono il Divorzio. 5 Regole per salvare il MatrimonioSecondo John Gottman, sì! In sedici anni di ricerca, ha imparato a prevedere quali sono le coppie che finiranno per divorziare e quali quelle che rimarranno solide nel tempo. È possibile realizzare questa previsione sulla base di una metodologia effettuata con una accuratezza pari al 91%. Da queste analisi sono emersi dei comportamenti che, se presenti, portano inevitabilmente alla rottura della coppia.

Il primo segno: Un approccio duro.

Il primo di questi segni è il modo in cui inizia una discussione. Quando uno dei partner inizia usando un approccio duro, come l’essere negativo, accusatorio o disprezzante, la discussione è essenzialmente destinata a finire in malo modo. D’altra parte, quando un partner inizia una discussione con dolcezza, molto probabilmente si concluderà con lo stesso tono positivo.

Il secondo segno: I quattro cavalieri dell’apocalisse.

La negatività presente in una coppia nelle sue normali interazioni può devastare un matrimonio o un unione. Infatti, ci sono quattro tipi di scambi negativi, letali in una relazione. Gottman li ha classificati come i Quattro Cavalieri dell’Apocalisse. Di solito, questi quattro cavalieri rappresentano la critica, il disprezzo, la difesa e l’ostruzionismo.

  • La Relazione di Coppia. - Immagine: © popocorn8 - Fotolia.com

    Lettura consigliata: La Relazione di Coppia. Monografia a cura di Serena Mancioppi

    La Critica.
    Il primo dei letali cavalieri è la critica. Le critiche sono diverse dalle lamentele, perché nel secondo caso si tratta di reclami riguardanti alcuni comportamenti dell’altro, che capitano comunemente a tutti. Il problema sorge quando le lamentele si trasformano in vere e proprie denunce, critiche. In pratica quando sorge un problema uno dei due partner decide di affrontare il discorso con l’altro incolpandolo dello stato delle cose. Esempio: “la casa è sempre in disordine perché TU sei disordinato!” Normalmente la critica che potrebbe essere circostanziata alla situazione specifica, viene invece generalizzata a tutta la persona. Gottman dice spesso che chi muove la critica è persino convinto di fare un favore all’altro aiutandolo a capire in cosa sta sbagliando, o meglio in cosa è sbagliato come persona, e non capisce come l’altro non riesca ad apprezzarlo.
  • Il Disprezzo.
    Il secondo cavaliere, il disprezzo, segue spesso la critica. Alcuni esempi di disprezzo si hanno quando una persona utilizza il sarcasmo, il cinismo, gli insulti, la beffa, lo scherno e l’umorismo ostile. Il disprezzo è il peggiore dei quattro cavalieri, perché comunica il disgusto per l’altra persona in maniera diretta e arrogante. Risultato: il conflitto tra i partner si intensifica. In genere, quando un partner usa il disprezzo, l’altro tende a difendersi, ed arriva il terzo cavaliere.
  • La Difesa. 
    Molte persone assumono un atteggiamento di difesa se criticati, ma tale atteggiamento non porta a risolvere il problema, anzi lo intensifica. Difendersi consiste nel dare la colpa all’altro, “il problema non sono io ma sei tu”. Si ottiene, in questo modo un escalation tra i due e ben presto giunge il quarto cavaliere:
  • L’Ostruzionismo. 
    Solitamente quando i primi tre cavalieri sono presenti in una discussione, uno dei partner si sintonizza sull’ostruzionismo, più comune negli uomini che nelle donne. È un modo per evitare la sensazione di essere sommersi che si verifica di solito quando un conflitto si aggrava. Infatti, mentre uno inveisce, l’altro si chiude in un marmoreo silenzio, a dimostrazione del fatto che nulla può scalfirlo. In pratica il dialogo è chiuso ed è completamente inutile parlare, per evitare di esplodere.

Messaggio pubblicitario San Giorgio fino al 15 Luglio Ognuno di questi quattro cavalieri, se presenti, possono predire la fine imminente di un matrimonio o relazione.

Il Terzo Segno: il Flooding.

Quando una persona si sente invasa (sommersa) dai quattro cavalieri tende a proteggersi e a staccarsi dal proprio partner, ignorandolo come più può.

Il Quarto Segno: Linguaggio del corpo.

Si verificano di conseguenza dei cambiamenti fisiologici del corpo, come l‘aumento della frequenza cardiaca, della pressione sanguigna, che rappresentano l’essere costantemente in tensione e la resa dei conti è vicina.

Il Quinto Segno: l’incapacità di rimediare.

Falliti i tentativi di riparazione il quinto segno che il matrimonio è destinato a finire in un divorzio sono l’incapacità di rimediare ai conflitti subiti. I tentativi di riparazione sono sforzi compiuti dalla coppia per cercare di calmare il conflitto, ad esempio usare un gesto semplice come una risata, un sorriso o delle scuse; tutto ciò potrebbe aiutare la coppia a sistemare la tensione. Tuttavia, se un partner si sente soffocare, questi tentativi di riparazione sono fallimentari, perché il compagno si sgancia dalla discussione, rendendo inutile ogni tentativi di riparazione.

Il sesto Segno: Memorie cattive.

Conflitti, Devitalizzazioni e Tempeste: tracce di una coppia in crisi. - Immagine: © laurent hamels - Fotolia.com -

Articolo consigliato: "Conflitti, Devitalizzazioni e Tempeste: tracce di una coppia in crisi"

Il segno finale che il divorzio è inevitabile, è quando la coppia ricorda il passato negativamente e utilizza questo materiale come fonte di costante rabbia nei confronti dell’altro. L’eccessiva negatività porta alla rilettura costante anche del presente. Epilogo doloroso della imminente fine!

 

 

Preservare la relazione di coppia.

Ma cosa significa avere una vita di coppia sana? Sicuramente, non andare d’amore e d’accordo su tutto, non pensarla sempre allo stesso modo, non significa avere un fronte unico sull’educazione dei figli. L’immagine della famiglia felice che corre spensierata sui prati in realtà, credo, non abbia mai convinto nessuno del tutto. Il problema è che in molti si identificano con questa immagine ideale della famiglia perfetta e nel momento in cui è necessario affrontare la realtà, devono fare i conti con un mondo che non collima con l’ideale.

Nella coppia vincente, che funziona, in pratica ognuno è pronto ad assumersi la sua parte di colpa per far sembrare il problema più comune di quanto forse non lo sia. Si tratta di conoscersi a vicenda, di avere il coraggio di raccontarsi i propri sogni, di rivolgersi l’uno all’altra, di cercare una soluzione comune ai problemi, e soprattutto di recuperare dopo un conflitto. La coppia vincente infatti non evita i conflitti, ma li supera senza calpestare uno dei due componenti della coppia. Le discussioni rimangono ad un livello pratico circostanziato al problema, e non vengono portate su un piano personale o tirando via con sé ogni evento del passato. A livello teorico sembra tutto semplice, alla fine si tratta di rispetto reciproco, eppure sappiamo tutti quanto la frustrazione, la stanchezza, la voglia di urlare, prendono facilmente il sopravvento. Quindi, proviamo a fare un esercizio: la prossima volta che abbiamo un problema, un qualcosa che ci infastidisce e di cui vorremmo parlare con il nostro partner proviamo a ricordarci alcune semplici regole.

Tradimento: terapia di copppia. - Immagine: © Maria Aloisi - Fotolia.com -

Articolo consigliato: "Tradimento: terapia di coppia"

(1) Lamentarsi, sì, ma senza incolpare nessuno.
Es: “La casa è in disordine. Mi avevi promesso di passare l’aspirapolvere e non l’hai fatto. Sono proprio arrabbiata/o con te!” Che è molto diverso da “La casa è in disordine. Avevi promesso di passare l’aspirapolvere. Possibile che io non possa mai fidarmi di te? Sei il solito egoista”.

(2) Parlare in prima persona.
Es: “Mi sento trascurato” invece di “Non ti frega nulla di me”.
Oppure: “Vorrei risparmiare soldi” invece di “Spendi tutto lo stipendio in shopping compulsivo”.

(3) Descrivere una situazione senza esprimere un giudizio in merito.
Es:  “Non so più come tenere il bimbo, sembra essere tutto sulle mie spalle oggi” e non “Non ti occupi mai di lui, sei sempre il solito menefreghista?!??”

(4) Essere gentili e ringraziare sempre anche quando un gesto è scontato.

(5) Esprimete con chiarezza i vostri bisogni.

Es: “Mi piacerebbe guardare la Tv anzichè andare a mangiare la pizza, potrebbe essere un problema? magari ordiniamo delle pizze a casa” che è diverso dal dire “Non voglio venire con te, non mi piace, non ho voglia“.

 

 

BIBLIOGRAFIA:  

 

 

VOTA L'ARTICOLO
(voti: 34, media: 3,74 su 5)
State of Mind © 2011-2019 Riproduzione riservata.
Condividi
Messaggio pubblicitario DEFAULT SU NETWORK FORMAZIONE
Messaggio pubblicitario DEFAULT SU NETWORK FORMAZIONE

Messaggio pubblicitario

Scritto da

Sono citati nel testo