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La Regina di Biancaneve, lo Specchio e la Dismorfofobia.

I dati in letteratura ci dicono che ai pazienti affetti da dismorfismo corporeo osservarsi allo specchio causa un notevole disagio.

Di Irene Giardini

Pubblicato il 22 Mar. 2012

 

Regina: Mago dello specchio magico, sorgi dallo spazio profondo, tra vento e oscurità io ti chiamo. Parla! Mostrami il tuo volto!


Specchio: Che vuoi conoscere mia Regina?

Regina: Specchio, servo delle mie brame, chi è la più bella del reame?


Specchio: Bella, tu sei bella oh mia Regina, ma attenta: al mondo una fanciulla c’è, vestita sol di stracci, poverina, ma ahimè, assai più bella è di te!


Regina: Guai a lei! Dimmi il suo nome!

Specchio: Ha la bocca di rose, e ha d’ebano i capelli, come neve è bianca.

Regina: Biancaneve!

 

LA Regina di Biancaneve, lo Specchio e la Dismorfofobia. - Immagine: Author: Franz Jüttner This image is in the public domain because its copyright has expired.Quelli che, come me, sono cresciuti con le favole dei fratelli Grimm e con i cartoni animati della Disney, non possono essersi dimenticati di questo dialogo. Lo specchio e la propria immagine riflessa sono al centro di uno studio pubblicato su Behaviuor Research and Therapy, i cui risultati sorprendono gli autori stessi: dopo un primo ed iniziale sentimento positivo e di piacevolezza, anche in chi per natura è ottimista e felice, se ci si guarda per più di dieci minuti, si entra pian piano in uno stato di ansia e tristezza. Passare troppo tempo davanti allo specchio ci farebbe vedere anche i difetti che non abbiamo, facendoci sprofondare in uno stato di ansia e depressione.

 

Specchio specchio delle mie brame.... Le derive della dismorfofobia. - Immagine: © Danomyte - Fotolia.com
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I dati in letteratura ci dicono che ai pazienti affetti da dismorfismo corporeo osservarsi allo specchio causa un notevole disagio ed è da questo che sono partiti i ricercatori britannici. Il loro obiettivo era quello di andare a studiare meglio le caratteristiche di questo disturbo, di cui di fatto ad oggi si sa ben poco se non che si esprime in un’eccessiva preoccupazione per una o più parti del proprio corpo, anche se queste in realtà appaiono del tutto normali. Altra cosa conosciuta di questo disturbo è che correla positivamente con la depressione.

I ricercatori hanno convocato due gruppi di 25 persone, sia maschi che femmine. Un gruppo era formato da soggetti di controllo mentre l’altro da pazienti con diagnosi di dismorfismo corporeo; quindi si sono analizzate le diverse reazioni di fronte alla propria immagine allo specchio.

La prima parte del test consisteva nel far compilare ai soggetti sperimentali un questionario, che andava ad indagare le aree della soddisfazione del sé e della propria immagine corporea; poi si chiedeva ai soggetti, finito di compilare il questionario, di guardarsi allo specchio per 25 secondi. Nella seconda parte del test è stato chiesto ai soggetti di osservarsi allo specchio per almeno 10 minuti. Quindi veniva chiesto loro di dare una valutazione del proprio aspetto.

Mentre non stupiscono segnali di disagio nei pazienti con dismorfismo corporeo davanti alla propria immagine riflessa allo specchio, quello che ha stupito i ricercatori è stata la crescente ansia e disagio provata anche dalle persone “sane” nel guardarsi allo specchio per circa dieci minuti.

Una possibile spiegazione a questo dato potrebbe essere il tempo di osservazione: secondo i ricercatori, infatti, nella quotidianità nessuno, per quanto vanitoso, passa più di qualche minuto davanti allo specchio. Un tempo così lungo può, di fatto, far emergere tutti quelli che pensiamo essere i nostri difetti, mentre ad un occhiata veloce possiamo tutto sommato essere soddisfatti del nostro aspetto.

Evitiamo dunque di sostare troppo tempo davanti allo specchio, così da evitare anche il rischio di trovare un difetto nuovo ogni giorno.

 

 

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