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L’alcool e i suoi effetti – Introduzione alla psicologia

L’ alcool è una sostanza la cui assunzione determina effetti ansiolitici, rilassanti, di euforia e benessere e questo induce a consumarne ancora.

ID Articolo: 145949 - Pubblicato il: 18 maggio 2017
L’alcool e i suoi effetti – Introduzione alla psicologia
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Molte sono le sostanze psicoattive esistenti, prima tra tutte troviamo l’ alcool. L’alcool è la sostanza di abuso più diffusa, perché facilmente acquistabile, per questo la più utilizzata. L’alcool è una droga la cui assunzione determina effetti ansiolitici, rilassanti, che costituiscono un rinforzo positivo e invogliano immediatamente a desiderarne ancora.

Realizzato in collaborazione con la Sigmund Freud University, Università di Psicologia a Milano

 

Le sostanze psicoattive, o droghe, sono composte da agenti chimici che producono, alla lunga, alterazioni di alcune funzioni biologiche, psicologiche e mentali.Ogni sostanza chimica assunta agisce a livello cerebrale generando delle modificazioni emotive, cognitive, sensoriali e comportamentali.
E’ noto che l’assunzione di droghe provochi effetti a breve e a lungo termine, da pochi minuti a diversi mesi e anni. Tali effetti variano da persona a persona sia in base alle caratteristiche della sostanza assunta sia rispetto alle caratteristiche individuali di chi la assume.

In seguito a un utilizzo costante e ripetuto della sostanza si manifesta l’assuefazione dell’organismo che consiste nella richiesta di una maggiore quantità di sostanze da assumere in tempi più ravvicinati. Questo comportamento è definito dipendenza e induce alla ricerca costante e irrefrenabile della sostanza da utilizzare.

L’uso delle sostanze psicoattive influenza negativamente la vita di chi le assume e compromette l’esistenza di coloro che sono prossimi alla persona. L’assunzione della sostanza diventa nel tempo una vera e propria schiavitù volta alla dipendenza fisica, comportamentale e emotiva dalla droga assunta.

 

Alcool

Molte sono le sostanze psicoattive esistenti, prima tra tutte troviamo l’alcool. L’alcool è la sostanza di abuso più diffusa, perché facilmente acquistabile, per questo la più utilizzata. L’alcool è una droga la cui assunzione determina effetti ansiolitici, rilassanti, che costituiscono un rinforzo positivo e invogliano immediatamente a desiderarne ancora.

L’alcol deriva dalla fermentazione di zuccheri o amidi di origine vegetale, esso è in parte assorbito dallo stomaco ed in parte dall’intestino e, se lo stomaco è vuoto, l’assorbimento è più rapido e i sui effetti si manifestano più velocemente.

Messaggio pubblicitario SCUOLA DI PSICOTERAPIA L’alcool è assimilato attraverso il sangue e passa al fegato che ha il compito di smaltirlo. Finché il fegato non ha completato la digestione però l’etanolo continua a circolare diffondendosi nei vari organi, tra cui il cervello. L’alcool è una tra le sostanze più tossiche, e per questo potrebbe, in seguito a un abuso, oltrepassare le membrane cellulari e provocare lesioni e, in casi più gravi potrebbe portare alla distruzione delle cellule cerebrali. Quando si è ubriachi l’alcool raggiunge il cervello dove, col tempo, si verifica una perdita della sostanza grigia e necrosi di alcuni neuroni.

L’alcool provoca una iniziale euforia e perdita dei freni inibitori, ma a quantità maggiori corrispondono effetti indesiderati più cospicui, come riduzione della visione laterale (visione a tunnel), perdita di equilibrio, difficoltà motorie, nausea e confusione. Quantità eccessive di alcool possono portare fino al coma e alla morte. La velocità con cui il fegato riesce a sintetizzare l’alcool dal sangue varia da individuo ad individuo; in media, per smaltire un bicchiere di una qualsiasi bevanda alcolica l’organismo impiega 2 ore. Se si beve molto alcool in poco tempo lo smaltimento è più lungo e difficile, e gli effetti più gravi e duraturi.

L’alcool produce conseguenze sull’umore e determina una maggiore rilassatezza, felicità, senso di benessere e euforia. Tali effetti derivano dall’azione che l’alcool svolge sul sistema cerebrale imputato al controllo dell’inibizione.

Esso non ha uno specifico recettore localizzato nel cervello, ma agisce sugli ioni di membrana. Esso, in sostanza, inibisce i recettori per i neurotrasmettitori eccitatori, mentre potenzia quelli dei neurotrasmettitori inibitori. Inoltre, la dopamina, la serotonina, il GABA e i neurotrasmettitori peptidici oppiacei sembrano essere coinvolti nel rinforzo generato dall’assunzione di alcool, che genera non solo effetti ansiolitici, ma anche ricerca costante dell’assunzione di alcool (alcool-seeking behavior).

L’alcool, inoltre, provoca col tempo perdita della coordinazione motoria e distorsioni a carico del sistema percettivo, soprattutto visivo, ma anche uditivo e somatosensoriale. Tali effetti aumentano di intensità in funzione della quantità della dose di alcool assunta. Se la dose supera il livello critico, ovvero il livello di sopportabilità tipico di ciascun individuo, allora gli effetti positivi dell’assunzione lasciano il posto a quelli negativi che sono: incoscienza, coma o addirittura morte. Proprio quest’ultima, deriverebbe da alcune manifestazioni adattative del corpo come il vomito: la persona può soffocare in seguito al vomito perché si trova in uno stato di semi-incoscienza e non è in grado di gestirlo.

 

L’Alcolismo

Messaggio pubblicitario L’alcolismo è la condizione patologica derivante dall’abuso di alcool. Spesso, in molti assumono saltuariamente dosi più o meno elevate di alcool senza diventarne dipendenti. Solo l’assunzione prolungata e regolare di alcool porta alla dipendenza. L’abuso di alcool determina modificazioni adattative a carico del sistema legato alla gratificazione che si occupa di codificare i rinforzi naturali. Il risultato è l’instaurarsi di un comportamento di ricerca della sostanza e, pertanto, di dipendenza.

L’assunzione prolungata di alcool, in generale, determina una serie di disturbi fisici, che comprendono danni agli organi interni coinvolti nella modalità di assunzione (come lo stomaco, fegato, pancreas e sistema cardiocircolatorio) che possono essere a medio-lungo termine, come la gastrite, o permanenti, come la cirrosi cronica a carico del fegato.

L’assunzione costante di alcool provoca dipendenza che si manifesta, a livello comportamentale, come ricerca della sostanza (craving) e sindrome d’astinenza nel caso si interrompa l’assunzione. Il craving è il desiderio irresistibile di assumere alcool, mentre la sindrome d’astinenza è caratterizzata da ipereccitabilità del sistema nervoso centrale e comportamenti come ansia, anoressia, insonnia, disorientamento e talvolta allucinazioni. In alcuni casi gravi la sindrome d’astinenza può diventare delirium tremens ovvero si possono presentare allucinazioni, disorientamento nel tempo e nello spazio e la comparsa di comportamenti irrazionali.

Realizzato in collaborazione con la Sigmund Freud University, Università di Psicologia a Milano

Sigmund Freud University - Milano - LOGORUBRICA: INTRODUZIONE ALLA PSICOLOGIA

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