La terapia espositiva di precisione: nuovi sviluppi teorici e clinici
Organizzato dalla clinica inTherapy al fine dell’aggiornamento dei suoi professionisti, si è tenuto sabato 16 novembre 2025 un evento formativo condotto dal dottor Emiliano Toso sulla nascente “terapia espositiva di precisione” ossia su quell’intervento comportamentale che tiene conto, sapientemente, dei diversi fattori coinvolti nel processo di creazione, consolidamento e recupero della memoria di sicurezza in psicoterapia.
Oggi, rispetto al passato, l’opinione maggiormente condivisa è che la terapia espositiva, ossia il ripetuto confronto con stimoli di per sé innocui ma per il paziente fonte di ansia, non comporterebbe una vera e propria cancellazione della “memoria eccitatoria” bensì darebbe vita a un nuovo apprendimento, capace di interferire con essa e con la sua espressione: un apprendimento, dunque, inibitorio (Toso 2021).
Questo recente rinnovamento concettuale e operativo risulta essere un campo decisamente in forte espansione. L’osmosi costante tra il laboratorio e la clinica continua, infatti, a procurare informazioni nuove e affascinanti sul processo di estinzione della paura disegnando, pian piano, un volto completamente nuovo al “modus operandi” della terapia. Nello specifico, dalla ricerca sta emergendo che durante il sistematico confronto con uno stimolo eccitatorio (SC), l’innesco del processo di “creazione inibitoria” dipende oltre che da aspetti intrinseci al processo stesso (errore predittivo, dipendenza dal contesto e rinforzo), anche da aspetti estrinseci a esso, questi ultimi distinguibili in fattori biologici (ad esempio la sintesi proteica, gli ormoni, la neuroplasticità ed il microbiota), psicologici (ad esempio la motivazione, l’ansia di tratto, la motivazione ad esporsi, il comportamento evitante o i comportamenti protettivi) e ambientali (ad esempio l’ansia del terapeuta o dei famigliari).
Verso una terapia espositiva personalizzata e di precisione
Tutte queste nascenti conoscenze indicano la necessità di una pratica espositiva che, a differenza del passato, tenga conto di molti più fattori in gioco. In altre parole, non è più possibile continuare a ragionare in termini di sola abituazione e/o di ristrutturazione del “set cognitivo” del paziente (processi che comunque sono coinvolti durante il confronto con lo stimolo eccitatorio) e non è assolutamente nemmeno più ragionevole utilizzare un approccio standard (seppur “evidence based”) uguale per tutti i pazienti. Serve decisamente un metodo clinico che consideri ogni singola persona come un’entità molto più complessa e diversificata rispetto a come si è soliti fare, permettendo così di creare un profilo diagnostico e terapeutico su misura per ogni paziente, un intervento, dunque, più personalizzato e di “precisione”.
Principi, metodi e nuove tecniche di valutazione e trattamento di una terapia espositiva di precisione (Toso 2023) sono stati presentati durante l’evento formativo, sviluppatosi con grande interesse e partecipazione dei presenti.