expand_lessAPRI WIDGET

Alti livelli di ketamina possono spegnere momentaneamente il cervello

Lo studio fornisce un’iniziale spiegazione sulle esperienze di depersonalizzazione e sullo stato di oblio che occorrono quando si fa uso di ketamina

Di Marco Dicugno

Pubblicato il 30 Giu. 2020

I ricercatori hanno identificato due fenomeni cerebrali che possono spiegare gli effetti collaterali dell’uso di ketamina.

 

Lo studio condotto su una pecora a cui sono state somministrate dosi di ketamina, fornisce un’iniziale spiegazione sulle esperienze di depersonalizzazione e sullo stato di oblio che occorrono quando si fa uso di questa droga (Nicol & Morton, 2020).

In uno studio volto a comprendere l’effetto dei farmaci terapeutici sul cervello delle persone affette dalla malattia di Huntington, i ricercatori hanno utilizzato l’elettroencefalografia per misurare i cambiamenti immediati nelle onde cerebrali degli animali una volta che la ketamina – un farmaco anestetico e antidolorifico – veniva loro somministrato. Mentre le pecore dormivano, si registrava un’attività cerebrale a bassa frequenza. Quando il farmaco svaniva, e le pecore riprendevano conoscenza, si osservava un’oscillazione tra le onde a bassa e ad alta frequenza: queste alterazioni all’inizio erano irregolari, ma diventavano regolari in pochi minuti (Nicol & Morton, 2020). L’insorgere degli insoliti schemi dell’attività cerebrale delle pecore corrisponde al tempo in cui, quando un soggetto umano assume ketamina, riferisce di sentirsi disconnesso dal proprio corpo; secondo i ricercatori, è probabile che le oscillazioni cerebrali causate dal farmaco possano impedire che le informazioni provenienti dal mondo esterno vengano elaborate normalmente.

I risultati sono emersi nell’ambito di un più ampio progetto di ricerca sulla malattia di Huntington, una condizione che impedisce al cervello di funzionare correttamente.

Nello studio in questione sono state scelte le pecore come soggetti sperimentali, perché sono riconosciute come un adeguato modello preclinico di disturbi del sistema nervoso umano, inclusa la malattia di Huntington (Nicol & Morton, 2020). A sei pecore su dodici è stata somministrata una dose più elevata di ketamina, 24 mg / kg, questo dosaggio è considerato anestetico, tuttavia nella realtà dei fatti si misura una risposta analoga anche con dosi più basse; entro due minuti dalla somministrazione del farmaco, l’attività cerebrale di cinque delle sei pecore si è fermata completamente, un fenomeno mai visto prima. Sebbene le pecore anestetizzate sembrassero addormentate, il loro cervello era in realtà spento, ma pochi minuti dopo si registrava un’attività cerebrale normale (Nicol & Morton, 2020).

I ricercatori ritengono che questa pausa nell’attività cerebrale possa corrispondere a ciò che i tossicodipendenti descrivono come il “buco K”, uno stato di oblio paragonato a un’esperienza di pre-morte, seguito da una sensazione di grande serenità. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Scientific Reports (Nicol & Morton, 2020).

È noto che i tossicodipendenti assumono dosi spesso superiori a quelle somministrate alle pecore in questa ricerca; si verifica inoltre (come in tutte le droghe) lo sviluppo di tolleranza verso la ketamina, cioè per arrivare ad avere effetti medesimi è necessario assumere dosi sempre più elevate della sostanza.

Gli effetti collaterali fisiologici che spesso risultano fatali quando si assume ketamina, sono la compromissione irreversibile del fegato e l’arresto cardiaco (Nicol & Morton, 2020).

La ketamina è ampliamente utilizzata come anestetico sicuro per il trattamento di animali di grossa taglia, inclusi cani, cavalli e pecore. Viene anche usato in medicina, noto come un ‘anestetico dissociativo’ dato che i pazienti possono apparire svegli e muoversi, ma non sentono dolore e non sono in grado di elaborare normalmente le informazioni provenienti dall’ambiente (Berman et al., 2000).

A dosi più basse la ketamina ha un effetto antidolorifico e il suo uso nell’uomo adulto è principalmente limitato a situazioni militari, soprattutto per dare sollievo dal dolore quando un soldato viene ferito.

La ketamina è stata recentemente proposta come nuovo trattamento per la depressione e il disturbo da stress post traumatico. Al di là delle sue azioni anestetiche, tuttavia, si sa molto poco sugli effetti che provoca alle funzioni cerebrali (Nicol & Morton, 2020).

Si parla di:
Categorie
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
Ecstasy: quali effetti sui comportamenti sociali e sulla cooperazione
L’ecstasy migliorerebbe la cooperazione…ma ad una condizione

Ecstasy: una recente ricerca afferma che l'assunzione di questa sostanza aumenterebbe, in alcuni casi, la propensione delle persone a cooperare

ARTICOLI CORRELATI
Microdosing e sostanze psichedeliche: a che punto sono gli studi sulla salute mentale?

Le ricerche sul microdosing delle sostanze psichedeliche nel trattamento dei disturbi psichici stanno assumendo sempre maggiore rilevanza

Sindrome di Korsakoff

La Sindrome di Korsakoff deriva da una grave carenza di vitamina B1 e da un consumo eccessivo e prolungato di alcool

cancel