La sala degli specchi: comunicazione e psicologia gruppale (2016) – Recensione del libro

'La sala degli specchi: comunicazione e psicologia gruppale' offre una coraggiosa guida per il lettore verso una comprensione arcaica dello stare in gruppo

ID Articolo: 142943 - Pubblicato il: 30 gennaio 2017
La sala degli specchi: comunicazione e psicologia gruppale (2016) – Recensione del libro
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La sala degli specchi: comunicazione e psicologia gruppale è un denso contributo teorico e metodologico in cui esperienze e prospettive si fondono nel tentativo di dare coerenza, organicità e concretezza a un numero considerevole di indagini, teorie e tecniche che riguardano i gruppi.

 

La sala degli specchi: comunicazione e psicologia gruppale, scritto da Antonio Lo Iacono (psicologo del lavoro e psicoterapeuta)  e Pietro Milazzo (psicologo clinico, psicoterapeuta, gruppo analista) è un denso contributo teorico e metodologico in cui esperienze e prospettive si fondono nel tentativo di dare coerenza, organicità e concretezza a un numero considerevole di indagini, teorie e tecniche che riguardano i gruppi.

 

La sala degli specchi: comunicazione e psicologia gruppale: il valore terapeutico del gruppo

La sua forma è stata concepita per accompagnare il lettore lungo un itinerario in prima battuta esperienziale, vivo e intenso, in modo da facilitare, in seguito, una curiosa attenzione a ripercorrere temporalmente gli sviluppi del gruppo nelle sue varianti aggregative e trasformative.

Messaggio pubblicitario La presentazione suggella la nascita del gruppo ed è seguita dalla sua strutturazione. In questo processo generativo si sperimenta il contatto con le parti più distanti di sé, il timore di essere esclusi, i propri confini e le proiezioni, l’efficacia della comunicazione interpersonale e l’empatia, la condivisione e lo scambio, la narrazione della storia di gruppo, la difesa della sua omeostasi emotiva. La sala degli specchi: comunicazione e psicologia gruppale risulta un lavoro interessante quanto suggestivo in cui si utilizza il potenziale evolutivo e creativo, nonché di esplorazione e terapeutico del gioco.

In questa corrente di emozioni si procede “navigando a vista”, per usare un’espressione di Lo Iacono e ci s’imbatte nella possibilità di conoscere e entrare in contatto con il corpo, lo psicodramma, il sogno, la fiaba. Si offrono occasioni di sciogliere conflitti e tensioni che dimorano nel corpo attraverso la bioenergetica, drammatizzare aspetti della propria esistenza per un migliore stato personale e relazionale, dare voce a contenuti onirici intrapersonali e interpersonali che riflettono stati affettivi multiformi, migliorare le capacità di problem solving con la fiaba.

Il conduttore investito di gratificazioni e responsabilità guida il gruppo sfruttando il rumore e il silenzio, l’agire e il fermarsi nell’avvicendarsi di trame relazionali, affettive e trasformative. Il suo lavoro assomiglia a quello di uno scultore, fa notare l’autore de La sala degli specchi: comunicazione e psicologia gruppale, impegnato a togliere l’eccesso e nasce dall’integrazione di molti ruoli, che vanno dall’animatore all’interprete.

Le origini, le peculiarità, gli effetti del gruppo e le sue molteplici tipologie chiudono La sala degli specchi: comunicazione e psicologia gruppale con una varietà di prospettive teoriche e proposte metodologiche che incoraggiano a lavorare con i gruppi.

Messaggio pubblicitario Questi ultimi, nati da un iniziale bisogno di cacciare, difendersi e garantire la continuazione della specie, hanno risposto alla necessità sempre crescente di una raffinata differenziazione, propria di organizzazioni complesse dagli esiti fausti e infausti.

Il loro utilizzo per finalità terapeutiche è attribuito a Joseph Pratt che intorno al 1905 impiegò il setting gruppale con pazienti tubercolotici, poco meno di un ventennio più tardi l’ambiente scientifico viene stimolato dalle ricerche di Moreno, Lewin, Bion Foulkes. I gruppi nascenti, sotto la spinta di nuovi studi, non rispondono solo a finalità terapeutiche ma anche di ricerca, educazione e apprendimento. Da una contenuta dimensione di partecipanti, che accomuna la maggior parte dei gruppi, ci s’imbatte in realtà più ampie, come i gruppi allargati di Ancona, nei quali la stessa eterogeneità è il motore del cambiamento. I gruppi costituiscono inoltre, lo spazio in cui il sogno rappresenta pensieri connessi con l’ambiente sociale e su cui il socialdreaming sposta il focus attenzionale. Si apprende dal gruppo e con il gruppo, si fa ricerca ricorrendo ad esso e pianificando a partire da esso l’intervento con il focus group e i gruppi di training.

Per concludere, la visione multifocale proposta da La sala degli specchi: comunicazione e psicologia gruppale coinvolge e confonde, persino potrei dire scoraggia quella sicurezza che si cela dietro la necessità di guardare la realtà gruppale da un unico punto di vista. Essa costituisce un coraggioso impegno a guidare il lettore verso una comprensione arcaica dello stare in gruppo, a patto che ci si faccia condurre verso il non consueto; una tappa che nel professionista in divenire, stimolato da una curiosità permanente, conduttore e non solo di gruppi, mi sembra necessaria.

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Bibliografia

  • Lo Iacono, A. & Milazzo, P. (2016). La sala degli specchi: comunicazione e psicologia gruppale. Strumenti di lavoro per la comunicazione di gruppi in ambito psicoterapeutico e psicosociale. Milano: Franco Angeli.
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