La Psicoterapia Cognitiva tra Linee Guida e Protocolli

L'aderenza a protocolli e linee guida: Il report del Seminario SITCC Lombardia del 21 gennaio 2017 a Milano. Relatori: Dalle Grave, Nicolò e Ruberti

ID Articolo: 142890 - Pubblicato il: 24 gennaio 2017
La Psicoterapia Cognitiva tra Linee Guida e Protocolli
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C’è stato un importante evento SITCC Lombardia in questo fine-settimana che noi del Direttivo SITCC Lombardia vorremmo condividere con voi. Sabato 21 gennaio all’Hotel Madison di Milano si è svolto il Seminario “Psicoterapia Cognitivo comportamentale: tra protocolli e linee guida“. Relatori erano Riccardo dalle Grave, Giuseppe Nicolò e Saverio Ruberti. I membri del Direttivo, Francesco Centorame, Laura Fortunati e Giovanni M. Ruggiero, hanno promosso questa giornata e hanno fatto in modo che non solo avvenisse ma che fosse soprattutto un successo.

Francesco Centorame, Laura Fortunati e Giovanni M. Ruggiero – Direttivo SITCC Lombardia

 

La CBT-E e l’aderenza ai protocolli

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Riccardo Dalle Grave, responsabile dell’Unità di Riabilitazione Nutrizionale della casa di Cura Villa Garda, ha raccontato la sua originale attività di formatore e supervisore della terapia cognitivo comportamentale migliorata (CBT-E) per i disturbi dell’alimentazione sviluppata da Christopher Fairburn. Il nocciolo del suo intervento è mostrare nella pratica clinica le difficoltà di applicazione reale di un protocollo concepito in ambiente universitario. L’operazione di Riccardo rende chiari gli ostacoli ma dimostra anche la sua fattibilità. Lo sforzo di aderenza si rispetta non attraverso una accentuazione della rigidità, di per sé dannosa, ma con un incremento dell’attività di formazione, supervisione e intervisione non generica, ma focalizzata sulle procedure. Molto chiaramente sono stati esposti, nell’intervento di Riccardo, anche i rischi di deterioramento di una pratica clinica abitudinaria, fenomeno osservabile proprio negli operatori più esperti e inclini a fidarsi della propria perizia clinica.

 

Tra pratica privata e servizio pubblico: l’importanza di linee guida applicabili

nicolo-ruberti-seminario-sitcc-lombardiaSulla stessa falsariga ha proseguito Giuseppe Nicolò, nella sua doppia veste di psicoterapeuta privato presso il III Centro di Psicoterapia Cognitiva di Roma che di Direttore del Dipartimento di Salute Mentale ASL Roma 5 e Direttore dell’SPDC Colleferro. Giuseppe ha offerto il suo punto di vista unico sulle diverse caratteristiche che assume l’applicazione della psicoterapia cognitiva nel servizio pubblico e nel privato. Giuseppe ha particolarmente insistito sulla necessità di attenersi a linee guide che si rifacciano a prove di fatto. A differenza di Riccardo, ha maggiormente sottolineato la necessità di linee guida realistiche piuttosto che di veri e propri protocolli, strumenti al momento troppo complessi da eseguire in ambiente pubblico. Tuttavia ha anche sottolineato la necessità di avvicinarsi il più possibile a pratiche cliniche supportate da prove di fatto.

 

I rischi di un applicazione rigida dei protocolli nel servizio pubblico

Messaggio pubblicitario Saverio Ruberti ha proseguito il discorso, ulteriormente insistendo sulla maggiore applicabilità clinica di linee guida realistiche e in grado di non schiacciare la sensibilità clinica. Anche Saverio vanta una doppia esperienza, essendo sia psicoterapeuta sia direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASST (Azienda Socio Sanitaria Territoriale) Nord Milano. Saverio si è mostrato particolarmente sensibile ai rischi di una applicazione rigida dei protocolli di terapia e li distingue dalle Linee Guida che consentono di praticare interventi controllabili in maniera più flessibile.

 

L’importanza di supervisione e intervisione per l’aderenza alle linee guida

Messaggio pubblicitario Nella discussione finale i vari interventi hanno sottolineato i punti di forza delle varie relazioni. Il realismo clinico delle linee guida è sicuramente da non trascurare, come ha detto Saverio Ruberti. Tuttavia al momento il rischio di un irrigidimento in Italia appare ancora lontano e forse dobbiamo prendere più coscienza delle difficoltà di apprendimento delle abilità necessarie a ottenere una buona e diffusa aderenza almeno alle linee guida, se non ai protocolli. In particolare, le attività di intervisione e supervisione reciproca focalizzate sull’aderenza potrebbero essere maggiormente promosse.

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