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Fagocitosi: il cervello ha bisogno di fare pulizia per rimanere in buona salute

Il processo della fagocitosi nel cervello consiste nell'eliminazione dei neuroni morti da parte di cellule specializzate. 

ID Articolo: 122253 - Pubblicato il: 04 luglio 2016
Fagocitosi: il cervello ha bisogno di fare pulizia per rimanere in buona salute
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Fagocitosi: La ricerca che è stata condotta dal Centro di neuroscienze presso l’Università dei Paesi Baschi ha indagato i meccanismi che mantengono il cervello pulito in soggetti con malattia cerebrale, in particolar modo valutando cosa accade durante le malattie neurodegenerative.

Silvia Ciresi

 

Introduzione: cos’è la fagocitosi

Quando i neuroni muoiono, i loro residui devono essere rimossi velocemente per permettere al tessuto cerebrale circostante di continuare a funzionare correttamente e non essere danneggiato. L’eliminazione dei neuroni morti avviene tramite un processo chiamato fagocitosi ed è effettuato da cellule altamente specializzate nel cervello chiamate cellule microglia. Queste piccole cellule hanno molte ramificazioni, sono in costante movimento e sono specializzate ed attrezzate per rilevare e distruggere qualsiasi elemento estraneo presente, inclusi i neuroni morti. O almeno così si pensava fino ad ora.

 

Lo studio sul processo della fagocitosi

Messaggio pubblicitario Questo studio, che è stato pubblicato il 26 maggio 2016 su Biology, indaga per la prima volta il processo di morte neuronale ed il processo della fagocitosi da parte della microglia nel cervello malato ed in particolar modo nei pazienti con epilessia. A tale scopo, gli scienziati hanno effettuato gli studi sia su cervelli di pazienti affetti da epilessia sia su quelli di topi epilettici.

È noto che durante la crisi epilettica associata a convulsioni, i neuroni muoiono. Tuttavia, contrariamente a quanto accade nel cervello sano, durante un attacco epilettico, la microglia sembra essere “cieca” e non essere in grado di individuare i neuroni morti e distruggerli. Data la premessa effettuata precedentemente, risulta chiaro come questo comportamento appaia anomalo: in tal caso, i neuroni morti non possono essere eliminati e si accumulano, espandendo i danni della morte cellulare anche ai neuroni limitrofi, fino a tale momento preservati dal danno e così si innesca una risposta infiammatoria che peggiora il danno cerebrale già presente.

 

Conclusioni

Questa scoperta apre nuove strade future da esplorare per individuare nuove terapie farmacologiche che potrebbero alleviare gli effetti delle malattie cerebrali. Infatti, lo stesso gruppo di ricerca sta attualmente sviluppando nuovi farmaci, con l’obiettivo di scoprire terapie efficaci capaci di incrementare il processo di fagocitosi (pulizia cerebrale) nei pazienti con epilessia e crearne una nuova speranza di trattamento.

Le conclusioni di questa ricerca sono davvero importanti, non solo per la scoperta in sè, ma soprattutto per le notevoli implicazioni che tale ricerca potrebbe avere nello studio e nel trattamento, non solo dell’epilessia, ma anche di altre patologie cerebrali degenerative; apre quindi la strada a nuovi percorsi di ricerca, dando soprattutto una speranza ai pazienti.

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