La sindrome da Negligenza Spaziale Unilaterale – Definizione Psicopedia

E' una sindrome neuropsicologica caratterizzata dall’incapacità di percepire oggetti collocati in un emicampo visivo solitamente controlaterale alla lesione

ID Articolo: 109015 - Pubblicato il: 22 aprile 2015
La sindrome da Negligenza Spaziale Unilaterale – Definizione Psicopedia
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Il Neglect è una sindrome neuropsicologica caratterizzata dall’incapacità da parte del paziente di percepire o prestare attenzione a oggetti, persone, rappresentazioni, collocati in un emicampo visivo (solitamente controlaterale alla lesione), e di agire in quel lato dello spazio (Robertson, 1999).

Essa ha completamente perduto l’idea di “sinistra”, per quanto riguarda sia il mondo esterno sia il proprio corpo. Talvolta si lamenta che le sue porzioni sono troppo piccole, ma il fatto è che mangia solo quello che è a destra del piatto, non le viene in mente che il piatto abbia anche una sinistra […] non ha la minima consapevolezza di sbagliarsi. Lo sa intellettualmente, è in grado di capire e ride; ma le è impossibile saperlo direttamente

(Oliver Sacks)

Il Neglect è una sindrome neuropsicologica caratterizzata dall’incapacità da parte del paziente di percepire o prestare attenzione a oggetti, persone, rappresentazioni, collocati in un emicampo visivo (solitamente controlaterale alla lesione), e di agire in quel lato dello spazio (Robertson, 1999). Nonostante spesso si associ a emianopsia, emianestesia o emiparesi, la sindrome non dipende da deficit sensoriali o motori.

Messaggio pubblicitario Non è un fenomeno univoco, può coinvolgere diverse modalità sensoriali e rappresentazionali: parliamo per esempio di neglect personale, extrapersonale e peripersonale (la dissociazione tra questi diversi tipi di neglect è ben spiegata dalla Teoria delle rappresentazioni neurali di Rizzolatti; Rizzolatti & Berti, 1990). Possono inoltre essere presenti dissociazioni anche importanti come pazienti che mostrano neglect ai test di barrage ma copiano una figura perfettamente. Tipicamente può presentarsi a seguito di un ictus o di un trauma cranico; nella maggior parte dei casi il lato che viene “negato” è quello sinistro a seguito di un evento cerebrale occorso nell’emisfero destro. Il neglect può presentarsi anche a seguito di lesioni a sinistra ma diversi studi e review hanno mostrato come questi casi siano meno frequenti e meno gravi; inoltre questi pazienti sono più difficili da valutare a causa dell’afasia (Robertson & Marshall, 1993). La condizione di negligenza varia lungo un gradiente temporale che va da pochi giorni a periodi prolungati.

Spesso i pazienti con neglect presentano anosognosia per il proprio deficit: credono che la loro rappresentazione e percezione dell’ambiente sia assolutamente normale. Per questo motivo alla sintomatologia si aggiunge anche una componente di negazione che rende quindi più difficoltoso l’intervento e la relazione con il paziente. Altri sintomi che possono trovarsi associati sono la somatoparafrenia, la misoplegia (avversione contro la parte del corpo lesa) e l’anosodiaforia (disinteresse per le conseguenze del deficit).

Come si valuta la presenza del neglect? Prima di tutto è fondamentale l’osservazione del paziente nel corso delle sue attività quotidiane. A questa vanno ad aggiungersi diverse prove standardizzate (diverse proprio perché sono frequenti le dissociazioni). La valutazione neuropsicologica del neglect può essere resa difficile dalla presenza di ulteriori difficoltà come la disprassia, l’atassia ottica e un disorientamento topografico. Inoltre c’è da sottolineare che il neglect può essere anche “compito-specifico” nel senso che un paziente può mostrare emi-inattenzione per quanto riguarda compiti di disegno ma nessuna difficoltà nella lettura e nella scrittura (Costello & Warrington, 1987).

Per il neglect peripersonale vengono utilizzati test di barrage (per esempio il test delle campanelle), test di copia di figure e di bisezione di linee. Questi compiti implicano sia competenze visive e attentive che motorie; aiutano inoltre a distinguere pazienti con neglect da pazienti emianoptici che al contrario dei primi compensano il loro deficit con movimenti del capo e del corpo. Nel valutarli bisogna considerare il tipo e la localizzazione degli errori, l’accuratezza, le modalità di esplorazione, l’eventuale presenza di perseverazione e la velocità. Altri test come la descrizione di immagini oppure il conteggio di target non implicano invece componenti motorie.

Il neglect rappresentazionale può essere indagato tramite compiti di disegno spontaneo o su comando verbale. Pazienti con neglect tenderanno a confinare il loro disegno nella parte destra del foglio disegnando perfettamente tutto ciò che è rappresentato a destra e omettendo o riportando grossolanamente la parte sinistra; tale comportamento si può osservare sia nei compiti di copiatura di un disegno sia quando viene chiesto di produrre un disegno dalla memoria, facendo quindi riferimento a proprie rappresentazioni. La valutazione del neglect personale passa invece da compiti non standardizzati come il test di Bisiach in cui viene chiesto al paziente di toccare con la mano ipsilaterale alla lesione il braccio collocato nello spazio che “neglige” oppure chiedendo al paziente di svolgere alcune attività tipiche del quotidiano.

Per quanto riguarda le basi neuroanatomiche del neglect, sono state chiamate in causa singole aree dell’emisfero destro (lobo parietale inferiore, lobo frontale e giro temporale superiore) ma si è parlato anche della possibilità di una “sindrome da disconnessione” per cui verrebbe a mancare l’interazione di diversi distretti cerebrali funzionalmente collegati tra loro (Halligan et al., 2003; Bartolomeo et al., 2007). Tra le diverse teorie patogenetiche possiamo fare riferimento a quelle di tipo attenzionale e a quelle rappresentazionali. Tra le prime rientra l’ipotesi attenzionale di Kinsbourne (1970) secondo il quale il neglect deriverebbe da un iperorientamento dell’attenzione verso sinistra. Questo perché l’attenzione sarebbe mediata da due vettori, uno di destra più potente e uno di sinistra più debole; lesioni a sinistra non porterebbero grandi squilibri, cosa che invece avverrebbe nelle lesioni parietali a destra. Secondo Posner invece il neglect dipenderebbe da un’incapacità di sganciare l’attenzione dall’emicampo ipsilesionale per spostarla a quello controlesionale a causa di un danno al lobo parietale.

Messaggio pubblicitario Tuttavia la sola componente attentiva non spiega come mai fenomeni di neglect si possano verificare anche solo chiedendo al paziente di rappresentare nella propria mente una scena o un’immagine (ormai famoso il caso dei pazienti con neglect a cui venne chiesto di immaginare piazza Duomo a Milano e descriverla: dopo la prima descrizione che comprendeva soltanto il lato sinistro, ai pazienti venne chiesto di immaginare la piazza dalla prospettiva opposta. In questo modo, descrivendo sempre la parte sinistra della piazza, in realtà riportarono quella che nella descrizione precedente sarebbe stata la metà destra; Bisiach & Luzzatti, 1978). Appare dunque necessario integrare le componenti attentive con quelle rappresentazionali.

TRATTAMENTO E RIABILITAZIONE

STIMOLAZIONE SENSORIALE: la più utilizzata è la stimolazione calorica vestibolare (CVS) che consiste nella stimolazione delle afferenze vestibolari al cervello tramite l’immissione di acqua fredda nell’orecchio sinistro.

LENTI PRISMATICHE: utilizzate per correggere la dismetria. Attraverso queste lenti il sistema motorio di adatta a quella che è la nuova visione lungo il piano orizzontale.

EYE – PATCHING: consiste in una forma di bendaggio monoculare o binoculare con l’obiettivo di potenziare l’emisfero lesionato aumentando i movimenti oculari diretti verso l’emicampo visivo sinistro inibendo l’attività del collicolo superiore controlesionale (Teoria “Sprague effect”, Beis et al., 1999). La tecnica si basa sul fenomeno del “learned non-use” (l’inattività genera una sostenuta incapacità di recuperare una funzione accompagnata da una riorganizzazione corticale, impedendo quindi il recupero in sé della funzione; Taub et al., 2006).

VISUAL SCANNING TRAINING: l’obiettivo è di ri-orientare la visione del paziente nell’emicampo “negato” mediante un programma di training basato su istruzioni esplicite nella credenza che i sistemi di linguaggio intatti possano favorire il recupero del controllo volontario (Luautè et al., 2006).

LIMB ACTIVATION: si basa sull’attivazione congiunta di mappe cerebrali spazio-motorie che incrementano la rappresentazione cosciente di specifici settori spaziali. Miglioramenti nei sintomi del neglect si possono avere quando il paziente compie un movimento volontario con l’arto controlesionale nello spazio controlesionale (Priftis et al., 2013). E’ stato creato un dispositivo apposito per questo tipo di riabilitazione (LAD – limb activation device; Robertson et al., 1998).

 

ARTICOLO CONSIGLIATO:

Consapevolezza corporea: neglect, anosognosia e somatoparafrenia

 

BIBLIOGRAFIA:

  • Bartolomeo, P., Thiebaut de Schotten, M., and Doricchi, F. (2007). Left unilateral neglect as a disconnection syndrome. Cereb Cortex 17, 2479 – 2490.
  • Beis J., Andre J., Baumgarten A., Challier B. (1999). Eye patching in unilateral spatial neglect: efficacy of two methods. Arch. Phys. Med. Rehabil. 80, 71–76.
  • Bisiach, E. & Luzzatti, C. (1978). Unilateral neglect of representational space. Cortex ,14, 129-133.
  • Costello, A., & Warrington, E. K. (1987). The dissociation of visuospatial neglect and neglect dyslexia. Journal of Neurology, Neurosurgery, and Psychiatry, 50, 1110 – 1116.
  • Halligan, P.W., Fink, G.R., Marshall, J.C., Vallar, G. (2003). Spatial cognition: evidence from visual neglect. Trends Cogn Sci,7(3), 125 – 133.
  • Kinsbourne, M. (1979). The cerebral basis of lateral asymmetries in attention. Acta Psychologica, 33, 193 -201.
  • Luautè, J. et al. (2006). Visuo-spatial neglect: A systematic review of current interventions. Neuroscience and biobehavioral reviews and their effectiveness
  • Priftis, K. et al. (2013). Visual Scanning Training, Limb Activation Treatment, and Prism Adaptation for Rehabilitating Left Neglect: Who is the Winner? Frontiers in Human Neuroscience, 7, 360.
  • Rizzolatti, G. & Berti, A. (1990). Neglect as a neural representation deficit. Review Neurologique, 146, 626 -634.
  • Robertson, I. H. & Marshall, J. C. eds (1993). Unilateral Neglect: Clinical and experimental Studies.
  • Robertson, I. H., Hogg, K., Mac Millan, T.M. (1998). Rehabilitation of unilateral neglect: improving function by contralesional limb activation. Neuropsychological Rehabilitation 8, 19–29.
  • Robertson, I. H. & Hawkins, K. (1999). Limb activation and unilateral neglect. Neurocase, 5, 153 – 160.
    Sacks, O. L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello. (1985). Gli Adelphi.
  • Taub, E., Uswatte, G., Mark, V.W., Morris D.M. (2006). The learned nonuse phenomenon: implications for rehabilitation. Eura. Medicophys. 42, 241–256
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