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Neuroscienze e spiritualità. Mente e coscienza nelle tradizioni religiose (2014) – Recensione

In questo testo diversi autori provenienti da diverse discipline si confrontano sul tema della coscienza e sulle connessioni tra neuroscienze e spiritualità

ID Articolo: 106448 - Pubblicato il: 13 febbraio 2015
Neuroscienze e spiritualità. Mente e coscienza nelle tradizioni religiose (2014) – Recensione
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Che cosa è la coscienza? Che rapporti essa ha con la mente e il corpo? 

In questo testo a cura di Franco Fabbro un gruppo di autori provenienti da diverse discipline, dalla filosofia alle scienze bibliche passando per la storia delle religioni e della spiritualità orientale sino alle neuroscienze, dialogano sul tema della coscienza, con particolare attenzione per le connessioni tra neuroscienze e spiritualità.

L’opera è il resoconto scritto di una serie di seminari sul tema tenutisi presso l’Università di Udine nel 2013, coordinati da Fabbro e finanziati attraverso la fondazione nordamericana Mind and Life.
L’obiettivo di Fabbro vuole essere quello di favorire una riflessione critica su come poter promuovere una “ricerca scientifica” che coinvolga più discipline provenienti dal mondo scientifico ed umanistico. Obiettivo questo che potrebbe per alcuni sembrare scontato ai giorni nostri, ma che ad una più attenta analisi appare di grande complessità, poiché richiede un “cambio di prospettiva”, un graduale passaggio da una concezione riduzionistica della realtà (così produttiva e limitante allo stesso tempo) verso una concezione pluralista del sapere, fondata sul costante dialogo tra discipline differenti, ognuna di eguale valore.

E se ci pensiamo bene questa “federazione delle coscienze”, così come la chiama Fabbro, non è intuitivamente sbagliata, laddove sempre più ci rapportiamo con il tentativo di spiegare una realtà intrinsecamente complessa e multi-fattoriale. È questo il caso del problema della coscienza, il cui tentativo di comprensione è forse antico quanto l’uomo e multi sfaccettato tanto quanto lo sono le discipline scientifiche (e non) che hanno tentato di spiegarlo. Intorno a questo tema si snodano i contributi dei diversi autori di questo libro, che da prospettive differenti analizzano il problema della coscienza e della sua natura.

Messaggio pubblicitario Di grande interesse è quindi il contributo di Gabriele De Anna, che dedica un capitolo alla descrizione accurata degli obiettivi e dei metodi della filosofia, esplicitando in che modo tale disciplina può giocare un ruolo centrale nel pensiero e nella ricerca scientifica. Ecco che quindi la filosofia, da “non scienza” diventa valore aggiunto per la scienza, laddove è possibile instaurare una discussione aperta e consapevole tra filosofi e neuroscienziati sui temi della coscienza, della religione e della spiritualità.

I capitoli successivi offrono al lettore la possibilità di addentrarsi nello studio della mente e della coscienza secondo la prospettiva delle neuroscienze da un lato e dell’ interpretazione naturalistica dell’autocoscienza dall’altro, sino alle interessanti riflessioni sulla natura della coscienza che sono state elaborate da pensatori provenienti dalla cultura ebraica, cristiana, induista e buddista. Sotto questo punto di vista sono riportati alcuni recenti dati circa l’attivazione neuronale connessa con la pratica meditativa ispirata alla tradizione induista e buddista, che vedono il dominio delle strutture dei lobi temporale e parietale nella prima e le strutture del lobo frontale nella seconda.

Messaggio pubblicitario Di grande interesse e attualità appare la trattazione della pratica della meditazione mindfulness tra neuroscienze e spiritualità, soprattutto visto il suo sempre più frequente utilizzo in ambito medico e psicologico. Basti pensare al metodo Mindfulness-Based Stress Reduction (MBSR) e alla più recente Terapia Cognitiva Basata sulla Mindfulness (MBCT) sempre più utilizzate nel trattamento della sofferenza mentale. Fabbro e Crescentini a questo proposito sottolineano come l’uso clinico e sperimentale di tali pratiche non dovrebbe ignorare il contesto spirituale e religioso in cui esse sono state sviluppate, ma dovrebbe invece integrarlo fortemente, alla luce degli effetti che la spiritualità può avere nel processo di guarigione.

Un esempio di questa nuova integrazione tra meditazione e spiritualità nella pratica clinica è la Meditazione Orientata alla Mindfulness (MOM), un percorso meditativo ideato all’Università di Udine, che integra la dimensione neuropsicologica con quella storico-religiosa e spirituale.

L’opera di Fabbro, ed i contributi in essa racchiusi, offre una scorrevole lettura e rappresenta un ottimo tentativo di stimolare nel lettore la curiosità e la riflessione verso un nuovo modo di fare ricerca sulla coscienza e la spiritualità, dove le discipline umanistiche diventano di indispensabile valore per le neuroscienze così come di grande rilievo nella pratica clinica meditativa.

 

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BIBLIOGRAFIA:

  • Fabbro, F. (2014). Neuroscienze e spiritualità. Astrolabio Editore: Roma.   ACQUISTA ONLINE
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