Attori e controfigure: perchè il nostro cervello si fa ingannare?

Lo studio rivela il meccanismo cerebrale che ci tiene legati ad un viso anche quando questo cambia e si collega alla necessità di stabilità e continuità

ID Articolo: 103379 - Pubblicato il: 13 ottobre 2014
Attori e controfigure: perchè il nostro cervello si fa ingannare?
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La capacità di riconoscere e distinguere visi è fondamentale per i rapporti sociali ma anche la costanza lo è: se non fossimo in grado di identificare come uguale a se stesso un volto i nostri famigliari e i nostri amici ci apparirebbero ogni volta come persone nuove.

Che gli attori usino controfigure e stuntman durante le riprese è ormai risaputo e scontato, eppure, nonostante si sappia, durante la visione di un film nessuno ci fa caso. Perché? Difficile credere che si possa scambiare la faccia di Johnny Depp per quella di chiunque altro, per cui non è una semplice questione di attenzione.

L’Università di Berkeley, California, ha risolto il mistero ed individuato il meccanismo cerebrale che ci tiene legati ad un particolare viso anche quando questo cambia: è un meccanismo di sopravvivenza che ci dà un senso di stabilità, familiarità e continuità in quello che altrimenti sarebbe un mondo visivamente caotico.

Per questa ricerca è stato chiesto ai partecipanti di confrontare volti che apparivano in rapida sequenza su di uno schermo e individuare i più somiglianti.

  Messaggio pubblicitario Ogni sei secondi un “volto target” veniva proiettato per un secondo seguito da volti leggermente diversi. I risultati mostrano non solo che le facce venivano giudicate più simili di quanto fossero in realtà ma anche che, di volta in volta, i partecipanti sceglievano non il viso più somigliante all’ultimo target visto, ma una combinazione degli ultimi due “volti target”.

Come se il nostro sistema visivo fosse predisposto ad andare contro una tale fluttuazione percettiva in favore della costanza. A conferma dell’esistenza di quello che è stato chiamato un “campo di continuità” in cui fondiamo visivamente oggetti simili visti nell’arco di 15 secondi. 

È ciò che accade nei film: non vediamo le controfigure, i tagli di scena e a volte ci sfuggono persino errori e cambi d’abito repentini. Il tutto per soddisfare la nostra aspettativa, e il nostro bisogno, di stabilità.

La capacità di riconoscere e distinguere visi è fondamentale per i rapporti sociali ma anche la costanza lo è: se non fossimo in grado di identificare come uguale a se stesso un volto i nostri famigliari e i nostri amici ci apparirebbero ogni volta come persone nuove.

Gli esseri umani processano l’informazione visiva momento per momento per stabilizzare il loro ambiente, in questo modo il nostro sistema visivo perde sensibilità ma è un piccolo prezzo da pagare in favore di una percezione delle identità come stabili.

 

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