Riabilitare il dolore da arto fantasma con la tDCS

La tDCS è una tecnica di stimolazione cerebrale, applicata con l’intento di modulare il dolore da arto fantasma difficilmente trattabile con i farmaci.

ID Articolo: 35371 - Pubblicato il: 16 ottobre 2013
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Rassegna Stampa - State of Mind - Il Giornale delle Scienze Psicologiche

La tDCS (transcranical direct current stimulation) è una tecnica di stimolazione cerebrale, in questo studio è stata applicata con l’intento di modulare il dolore da arto fantasma (PLP, phantom limb pain), difficilmente trattabile con i farmaci

E’ una tecnica non invasiva, di recente e crescente impiego nelle neuroscienze per la riabilitazione di svariate patologie neurologiche e non: afasia, emiplegia, negligenza spaziale unilaterale, demenza, emicrania, depressione, dipendenze e altre patologie psichiatriche.

La tDCS influenza l’eccitabilità corticale attraverso l’erogazione di corrente elettrica continua sullo scalpo a bassa intensità (2 mA), attraverso due elettrodi: l’anodo e il catodo; la stimolazione anodica provoca la depolarizzazione del potenziale di membrana, inducendo un incremento nell’attività neurale spontanea e quindi un aumento dell’eccitabilità corticale nell’area stimolata della corteccia cerebrale, mentre il catodo, al contrario, attraverso l’iperpolarizzazione del potenziale di membrana inibisce l’attività della corteccia sottostante.
In questo studio la tDCS è stata applicata con l’intento di modulare il dolore da arto fantasma (PLP, phantom limb pain), difficilmente trattabile con i farmaci. A seguito dell’amputazione di un arto è possibile che il paziente abbia la sensazione cinestesica, motoria e/o sensoriale che la parte amputata sia ancora presente (sensazione fantasma).

Quando la sensazione fantasma si associa a dolore si parla di PLP. Le cause di questo fenomeno sono rintracciabili in meccanismi psicologici, periferici, a livello spinale e a livello corticale; è a quest’ultimo livello, sui meccanismi di plasticità corticale, che agisce la tDCS.

Messaggio pubblicitario La letteratura disponibile sul dolore da arto fantasma imputa il fenomeno a meccanismi di riorganizzazione corticale: a livello di S1 (corteccia somatosensoriale primaria) l’area di rappresentazione del volto si espande invadendo l’area deafferentata nell’emisfero controlaterale all’arto amputato, e a livello sia di S1 che di M1 (corteccia motoria primaria) l’area in cui è rappresentata la bocca invade l’area deputata alla rappresentazione dell’arto amputato.
In un primo studio sono stati confrontati gli effetti sul fenomeno dell’arto fantasma in 4 condizioni diverse: stimolazione eccitatoria di M1, eccitatoria e inibitoria di PPC (corteccia parietale posteriore) e sham (un altro vantaggio della tDCS è che permette di condurre studi in doppio cieco, in quanto nella condizione sham l’apparecchio interrompe l’erogazione di corrente impercettibilmente dopo 30 secondi e la condizione sham o real è determinata dal codice che viene inserito nell’apparecchio alla sua accensione).

Le valutazioni del dolore sono state eseguite mediante la compilazione di VAS (scale graduate di 10 cm), prima dell’inizio della seduta, al suo termine e dopo 90 minuti. I risultati hanno mostrato una diminuzione statisticamente significativa del dolore, immediatamente dopo la fine della seduta di stimolazione eccitatoria su M1, effetto che svanisce dopo 90 minuti, e non è presente in seguito nelle altre 3 condizioni di stimolazione.
Alla luce di questi risultati la tDCS eccitatoria è stata applicata su M1 controlaterale al lato dell’amputazione in 10 sedute da 15 minuti di cui 5 sham stimulation e altre 5 real stimulation (sempre in doppio cieco) in uno studio single case.

I risultati mostrano che la stimolazione eccitatoria di M1 in 5 sessioni ripetute è in grado di ridurre il PLP a lungo termine (follow-up fino a 2 mesi), e anche il dolore al moncone.

 

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