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Le neuroscienze cognitive in tribunale

Le neuroscienze cognitive in tribunale e tutti i dubbi sul tema: l'intervista all'esperto di neurodiritto Sofia Moratti, Research Associate dell' €œEuropean University Institute€ di Firenze

Pubblicato il 02 Ott. 2013

 

La Redazione di State of Mind consiglia la lettura di questo contenuto:

 

Le neuroscienze cognitive, con riferimento a tecniche di neuroimaging funzionale,  possono influenzare le perizie in ambito penale: punti di vista in contrasto rispetto all’uso o meno di tali tecniche.

Nell’ultimo decennio le neuroscienze cognitive hanno conosciuto un vero e proprio boom. Lo sviluppo dello studio delle basi neurobiologiche delle nostre abilità mentali più alte – come linguaggio, ragionamento, intenzione, memoria e percezione – è stato tumultuoso. Per “osservare” la relazione tra attività cerebrale e abilità mentali, i neuroscienziati cognitivi utilizzano tecnologie di neuroimaging funzionale che misurano il metabolismo del cervello e che sono ormai entrate nelle aule dei tribunali, sia negli Stati Uniti che in altri paesi. Tra questi anche l’Italia. Una delle applicazioni più controverse di questa metodica è la prova del vizio di mente nel processo penale.

 

«Non sono stato io, è stato il mio cervello»Consigliato dalla Redazione

Le neuroscienze cognitive in tribunale e tutti i dubbi sul tema: l\’intervista all\’esperto di neurodiritto Sofia Moratti, Research Associate dell\’ “European University Institute” di Firenze (…)

Tratto da: Giornalettismo

 

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