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Coenzima Q10 e i benefici nell’Insufficienza Cardiaca Grave

Coenzima Q10: ridurrebbe tutte le cause di mortalità del 50%. E' il primo farmaco a migliorare la mortalità per insufficienza cardiaca in oltre un decennio.

Di Serena Mancioppi

Pubblicato il 05 Giu. 2013

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Rassegna Stampa - State of Mind - Il Giornale delle Scienze Psicologiche

Il Coenzima Q10 ridurrebbe tutte le cause di mortalità del 50%.  E’ il primo farmaco a migliorare la mortalità per insufficienza cardiaca in oltre un decennio e dovrebbe essere aggiunto al trattamento standard.

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Secondo i risultati di uno studio randomizzato in doppio cieco, presentato al congresso Heart Failure 2013 (la principale riunione annuale della Società Europea di Cardiologia), il Coenzima Q10 ridurrebbe tutte le cause di mortalità del 50%. Secondo il professor Svend Aage Mortensen è il primo farmaco a migliorare la mortalità per insufficienza cardiaca in oltre un decennio e dovrebbe essere aggiunto al trattamento standard.

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Il Coenzima Q10 (CoQ10) si trova naturalmente nel corpo ed è essenziale per la sopravvivenza; funziona come un vettore di elettroni nei mitocondri, la centrale elettrica delle cellule, per la produzione di energia ed è anche un potente antiossidante.

È l’unico antiossidante che gli esseri umani sintetizzano nel corpo.
Livelli di CoQ10 sono diminuiti nel muscolo cardiaco di pazienti con insufficienza cardiaca. Le statine sono usate per trattare molti pazienti con insufficienza cardiaca perché bloccano la sintesi del colesterolo, ma questi farmaci bloccano anche la sintesi di CoQ10.
Studi controllati in doppio cieco hanno dimostrato che il CoQ10 migliora i sintomi, la capacità funzionale e la qualità di vita nei pazienti con insufficienza cardiaca, senza effetti collaterali.
Lo studio Q-SYMBIO ha seguito per due anni 420 pazienti con grave insufficienza cardiaca trattati con CoQ10 o placebo. I centri partecipanti erano in Danimarca, Svezia, Austria, Slovacchia, Polonia, Ungheria, India, Malesia e Australia.
Le probabilità di verificarsi di un primo evento cardiovascolare maggiore (MACE) – che comprendeva l’ospedalizzazione non pianificata a causa del peggioramento dell’insufficienza cardiaca, morte cardiovascolare, trapianto cardiaco urgente e supporto circolatorio meccanico – erano dimezzate nei pazienti che avevano assunto il CoQ10. Risultava anche dimezzato il rischio di morte per tutte le cause, nei pazienti nel gruppo di CoQ10 rispetto a quelli nel gruppo placebo.

I pazienti trattati CoQ10 avevano mortalità cardiovascolare significativamente più bassa e più basso numero di ospedalizzazioni per insufficienza cardiaca. Inoltre si verificavano meno eventi avversi nel gruppo CoQ10 rispetto al gruppo placebo.
Il CoQ10 è presente negli alimenti, tra cui carne rossa, piante e pesci, ma i livelli non sono sufficienti per avere un impatto sull’insufficienza cardiaca.

Il CoQ10 è anche venduto come integratore alimentare, ma secondo il professor Mortensen “Gli integratori alimentari possono influenzare l’effetto di altri farmaci tra cui gli anticoagulanti ed i pazienti dovrebbero chiedere consiglio al proprio medico prima di decidere di assumerli.”
Anche i pazienti con cardiopatia ischemica che usano le statine potrebbero beneficiare del CoQ10. “Non abbiamo prove controllate che dimostrano che la terapia con statine più CoQ10 riduca il rischio di mortalità rispetto a quella con sole statine, ma le statine riducono il CoQ10, e questo impedisce l’ossidazione delle LDL in modo efficace, quindi penso che i pazienti ischemici dovrebbero integrare la terapia con statine con il CoQ10.”

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Serena Mancioppi
Serena Mancioppi

Psicologa Psicoterapeuta Sistemico Relazionale e Cognitivo-Evoluzionista

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