Il Progesterone: trattamento sperimentale per il Trauma Cranico Acuto

Il progesterone potrebbe ridurre la mortalità e la disabilità legata a gravi traumi cerebrali se somministrato immediatamente dopo il trauma

ID Articolo: 12152 - Pubblicato il: 27 giugno 2012
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Rassegna Stampa - State of Mind - Il Giornale delle Scienze Psicologiche

Un nuovo studio finanziato dal National Institutes of Health e condotto presso la Emory University di Atlanta (GA, USA) è in corso per verificare se un trattamento inaspettatamente innovativo potrà minimizzare i danni conseguenti a una lesione cerebrale da trauma. Questo trial multicentrico prevede il coinvolgimento di circa 1.140 pazienti nell’arco di tre anni.

Il trattamento in questione è la somministrazione di progesterone, l’ormone della riproduzione. Nello specifico l’ipotesi da verificare è se il progesterone possa ridurre la mortalità e la disabilità legata a gravi traumi cerebrali se somministrato in tempi immediatamente successivi – e cioè entro quattro ore al massimo dall’evento traumatico. Il trial prevede una valutazione a 6 mesi dalla somministrazione del trattamento; i primi dati di outcome a disposizione sembrano ben promettenti e hanno già generato entusiasmo e ottimismo tra i ricercatori.

Il tema progesterone in relazione al decorso di un trauma cerebrale non è nuovo: già nel 2007 i ricercatori della Emory hanno rilevato un tasso di mortalità a trenta giorni del 13% nei pazienti trattati con progesterone a differenza di un tasso del 30% nel gruppo di controllo. Inoltre, pazienti con lesioni cerebrali a carattere traumatico di moderato livello di gravità trattati con progesterone hanno riportato un miglioramento funzionale significativo.

L’idea che il progesterone possa influenzare il decorso delle lesioni cerebrali è nata dagli esperimenti di Donald Stein, professore e neuroscienziato della Emory University, che già anni fa dimostrò che i topi di genere femminile con elevati livelli di progesterone (soprattutto in gravidanza), a seguito di lesioni cerebrali traumatiche indotte presentavano performance migliori rispetto ai maschi in specifici task cognitivo-motori, quale per esempio ricordare il percorso di un labirinto. I ricercatori sottolineano che il progesterone è presente oltre che nel cervello delle donne anche in quello degli uomini, e si ipotizza una funzione neuroprotettiva di questo ormone che sembra influenzare diversi processi di recupero neurocognitivo nella fase acuta conseguente a un trauma cerebrale.

 

 

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