L’aumento dei Suicidi per la Crisi: una brutta favola pericolosa.

Studi dimostrano con certezza che le notizie dei suicidi da crisi economica presentate in modo sensazionalistico, inducono altri suicidi.

ID Articolo: 8955 - Pubblicato il: 09 maggio 2012
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– Rassegna Stampa – 

Rassegna Stampa - State of Mind - Il Giornale delle Scienze PsicologicheDaily Wired pubblica oggi l’articolo: I suicidi non sono aumentati per la crisi. ( di Daniela Cipolloni). 

Il Succo del’articolo è qualcosa che abbiamo già letto altrove e che probabilmente era nel sentire di molti italiani: non è vero che i suicidi sono aumentati, non si può e non si deve parlare di epidemia dei suicidi a causa della crisi economica.

 

“Ogni gesto estremo, come quelli che le cronache recenti raccontano, nasconde una tragedia umana e impone il massimo rispetto. Ma è difficile affermare, a oggi, che vi sia un aumento statisticamente significativo dei suicidi dovuto alla crisi economica. Temo che si stiamo facendo affermazioni forti, senza robuste evidenze scientifiche”.   (Stefano Marchetti, responsabile dello studio ISTAT)

Dove le tabelle mostrano come il suicidio per ragioni economiche sia al penultimo posto nella scala delle motivazioni. I dati mostrano anche come la Grecia (economicamente allo sfascio) sia all’ultimo posto nella classifica dei suidici per nazioni, mentre la Finlandia (con una qualità della vita in termini economici superiore di 4 volte all’Italia) è al quarto posto per numero di suicidi (quadrupli rispetto all’Italia che si trova al terzultimo posto in Europa). 
 

Claudio Mencacci, direttore del dipartimento di Neuroscienze dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano: 

“È giusto affrontare il problema, ma interpretare la situazione attuale come una drammatica emergenza legata alla crisi è una forzatura. Ed è pericoloso, perché il fenomeno dei suicidi è a forte rischio emulazione.

Questo sì, è scientificamente provato. Studi epidemiologici internazionali dimostrano con certezza che le notizie dei suicidi da crisi economica, se presentate in modo sensazionalistico, inducono altri suicidi, innescando un pericoloso ‘effetto domino ’”… “Le persone che compiono questi gesti estremi sono nella grande maggioranza dei casi entrate da tempo nel tunnel della patologia psichica, prevalentemente depressiva, che toglie la possibilità di trovare soluzioni alternative. I gesti estremi possono essere scatenati da fatti contingenti che esasperano una situazione economica già complessa, ma s’innescano in personalità da tempo fragili e vulnerabili che non hanno avuto la possibilità di chiedere aiuto per la loro sofferenza psichica. L’appello rivolto a chi governa è che potenzino i servizi di salute mentale, in questo periodo di recessione. Perché c’è tanta gente che non sa a chi chiedere aiuto, ma non solo per motivi economici”.  

 

Sandra Sassaroli commentando l’articolo Precario il lavoro, Stabile l’Ansia

“…Credo anche e mi costa dirlo, che in questi suicidi di imprenditori ci sia tristezza, paura per il futuro, senso di fallimento, ma che spesso sia presente una storia depressiva pregressa, che la situazione di difficoltà slatentizza, o porta alla luce. Si è più vulnerabili ad affrontare le difficoltà, ma si era vulnerabili da tanto tempo e non appariva perché le cose andavano bene. Molti imprenditori disperati oggi sono lì che lottano come matti, da vivi, per riinventarsi una vita decente e portarsi fuori dalle difficoltà. Non sono migliori degli altri, erano meno vulnerabili al dolore e a una definizione tragica della loro esperienza. Questo vuol dire che il dolore per le difficoltà c’è stato, le difficoltà sono vere, ma la lettura che queste persone danno è di tipo depressivo e tragico. Non è determinato dagli eventi che attraversano in modo necessario. Questo è diverso dallo scrivere: “si uccide perché la sua azienda va male”

Questo è importante perché non mi piace mai dare la colpa alle cose e basta ma ragionare sugli aspetti psicologici in modo più utile che applicare tout court a una difficoltà oggettiva le categorie diagnostiche dell’ansia. o della depressione senza metterci in mezzo la lettura idiosincratica che ciascun individuo costruisce della sua realtà. Occorre guardare a ciascun individuo, alle sue storie, al suo modo di reagire in modo psicologico, fine. Questo ci aiuterebbe ad aiutare ciascun ragazzo precario depresso e passivo. Parlo da psicoterapeuta ovviamente, non da politica in questa sede…”

 

Articoli sul Suicidio su State of Mind 

 

BIBLIOGRAFIA: 

Cipolloni D. (2012). I Suicidi non sono aumentati per la crisi. Daily Wired. 9 Maggio 2012

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