La felpa di Mark Zuckerberg a Wall Street e il Razionalismo Pragmatico

Felpa e infradito di Zuckerberg, maglioncini e piedi nudi di Jobs: sono messaggi hippy e trasgressivi oppure feroci: "contano solo i soldi?"

ID Articolo: 9247 - Pubblicato il: 14 maggio 2012
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La felpa di Mark Zuckerberg a Wall Street. - Immagine: Facebook. https://www.facebook.com/photo.php?fbid=409670752382205Mark Zuckerberg quota in borsa Facebook e si è presentato nel tempio di Wall Street in felpa.

La sua solita felpa col suo solito cappuccio che cade disinvolto dalle spalle. L’analista finanziario Michael Patcher (o, secondo altre fonti, Marc Patcher; non si capisce bene) parlandone sul canale Bloomberg TV si è risentito. I suoi argomenti possono essere convincenti: presentarsi in borsa significa cercare fondi, convincere un po’ di gente a investire denaro in un’azienda. In fondo si tratta di chiedere soldi. E i soldi non si chiedono andando in giro vestiti come un mendicante.

Oppure si? Oppure è proprio così che si cercano i soldi? Temo che Marc Patcher si dovrà rassegnare. La felpa di Zuckerberg, gli infradito di Zuckerberg, i maglioncini di Jobs, i piedi nudi e puzzolenti (lo dice la biografia) di Jobs sono dei messaggi. Messaggi molto hippy e trasgressivi. Oppure messaggi feroci: contano i soldi e null’altro.

Temo che Michael (o Marc?) Patcher si dovrà rassegnare. È il razionalismo pragmatico che trionfa.

Psicoterapia: a che le serve ragionare così? Il Disputing Pragmatico secondo Ellis. - Immagine: © zero13 - Fotolia.com

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Il razionalismo pragmatico e strumentale è quel particolare atteggiamento mentale per il quale ogni abitudine, ogni costume, ogni convinzione o idea (e ogni tradizione) è bene che siano sottoposte a critica, ma a un particolare tipo di critica: la critica pragmatica dell’utilità e dell’efficienza strumentale. In parole più semplici, alla critica che vuole sapere: ma a che serve questo? Quale scopo si prefigge? E quanto efficientemente serve allo scopo? Le idee sono ridotte alla loro efficienza.

Temo che Michael (o Marc?) Patcher si dovrà rassegnare: secondo questo tipo di critica, non c’è differenza tra giacca e felpa e tra cravatta e cappuccio. Sfogliamo i primi capitoli di “L’azione umana” del filosofo ed economista Ludwig von Mises (1966). von Mises sostiene che gli individui scelgono sempre consapevolmente le azioni ritenute più idonee al raggiungimento degli scopi voluti. L’azione è sempre quindi razionale, o meglio umanamente razionale (e non assolutamente razionale).

Messaggio pubblicitario Razionale nel senso che l’individuo sceglie sempre i mezzi da lui ritenuti più idonei in base a quel che sa nel momento della scelta: il suo patrimonio conoscitivo appreso con l’esperienza e/o con i vari mezzi di trasmissione del sapere. Secondo questo principio, un individuo che decide di curare una malattia utilizzando pratiche magiche segue un processo mentale che non è meno razionale di colui che sceglie farmaci testati secondo i protocolli scientifici della medicina moderna. Può essere giudicato un processo ingenuo o erroneo, ma non è irrazionale, nel senso che l’individuo sempre sceglie il mezzo che ritiene migliore in base al proprio interesse.

Temo che Michael (o Marc?) Patcher si dovrà rassegnare. In questa definizione di razionalità suggerita dalla felpa di Zuckerberg troviamo alcuni principi dello spirito di Wall Street. Ovvero, la negazione di ogni razionalità assoluta e la valorizzazione di una razionalità individuale e strumentale. Non esiste un sommo bene, ma solo scopi individuali. E non esistono mezzi da considerarsi assolutamente razionali, ma solo ipotesi plausibili su quali mezzi siano più idonei per ottenere quanto desiderato, ipotesi costruite in base a quel che si sa e a quanto si è appreso nel proprio ambiente culturale.

Temo che Michael (o Marc?) Patcher si dovrà rassegnare. Oppure forse Michael (o Marc?) Patcher potrà festeggiare. Perché nella felpa di Zuckerberg si cela un messaggio: che conta solo il denaro. Una pacchia per Wall Street. Forse per questo non si capisce bene come si chiami Patcher: Michael o invece Marc? Quasi come Zuckerberg.

 

 

BIBLIOGRAFIA:

 

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