Neuroscienze: gli effetti delle emozioni intense nei gruppi di persone.

Quando i membri di un gruppo condividono le stesse emozioni, il loro cervello elabora le informazioni dell'ambiente in maniera sincrona.

ID Articolo: 9811 - Pubblicato il: 29 maggio 2012
Messaggio pubblicitario SFU Magistrale
Condividi

– Rassegna Stampa – 

Rassegna Stampa - State of Mind - Il Giornale delle Scienze PsicologicheLe emozioni umane sono così contagiose, che il provare forti emozioni avrebbe l’effetto di sincronizzare l’attività cerebrale tra le persone. È quanto scoperto in una ricerca condotta in Finlandia alla Aalto University e al Turku PET Centre.

Osservare le emozioni nelle espressioni facciali degli altri, per esempio il sorriso, determina in noi la risposta emozionale corrispondente. Questa sincronizzazione degli stati emotivi tra gli individui supporta l’interazione sociale: infatti quando tutti i membri del gruppo condividono uno stato emotivo comune, il loro cervello elabora le informazioni provenienti dall’ambiente in un modo simile.

Nella ricerca in questione mentre i partecipanti allo studio vedevano brevi filmati piacevoli, neutri o sgradevoli la loro attività cerebrale è stata analizzata con la risonanza magnetica funzionale.

I risultati hanno rivelato che sono sopratutto le emozioni spiacevoli e intense a sincronizzare le reti di elaborazione nelle regioni frontali e mediane; mentre vivere situazioni molto eccitanti provocherebbe la sincronizzazione dell’attività nelle reti che supportano la visione, l’attenzione e il senso del tatto.

Secondo Lauri Nummenmaa, principale autore dello studio e professore alla Aalto University, la condivisione degli altri stati emotivi offre agli osservatori un quadro somatosensoriale e neurale che facilita la comprensione delle intenzioni e delle azioni dell’altro e permette di sintonizzarsi con lui. Tale sintonizzazione automatica facilita l’interazione sociale e i processi di gruppo.

Questi risultati hanno importanti implicazioni per gli attuali modelli neurali delle emozioni umane e dei comportamenti di gruppo, ma anche nella comprensione più approfondita di disturbi mentali che comportano un’anomala elaborazione delle informazioni socio-emotive.

 

 

BIBLIOGRAFIA:

 

VOTA L'ARTICOLO
(voti: 1, media: 5,00 su 5)
State of Mind © 2011-2019 Riproduzione riservata.
Condividi
Messaggio pubblicitario

Messaggio pubblicitario

Argomenti

Scritto da

Sono citati nel testo

Università e centri di ricerca

Categorie

Messaggio pubblicitario