I Disturbi mentali in Italia: Numeri e Dati.

In Italia, studi recenti (2001)condotti sia a livello nazionale che locale, hanno mostrato che la prevalenza annuale dei disturbi mentali nella popolazione generale è dell'8% circa ed un recente sondaggio, condotto su un campione di psichiatri italiani, ha riscontrato un aumento rispetto a dieci anni fa della frequenza con cui vari disturbi mentali giungono all'osservazione clinica

ID Articolo: 9460 - Pubblicato il: 17 maggio 2012
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I Disturbi Mentali in Italia 

Rassegna Stampa - State of Mind - Il Giornale delle Scienze PsicologicheIn Italia, studi recenti (2001)condotti sia a livello nazionale che locale, hanno mostrato che la prevalenza annuale dei disturbi mentali nella popolazione generale è dell’8% circa ed un recente sondaggio, condotto su un campione di psichiatri italiani, ha riscontrato un aumento rispetto a dieci anni fa della frequenza con cui vari disturbi mentali giungono all’osservazione clinica. Anche in Italia, come in altri Paesi industrializzali, i disturbi mentali costituiscono una delle maggiori fonti di carico assistenziale e di costi per il Servizio Sanitario Nazionale; si presentano in tutte le classi d’età, sono associati a difficoltà nelle attività quotidiane, nel lavoro, nei rapporti interpersonali e familiari e alimentano spesso forme di indifferenza, di emarginazione e di esclusione sociale.

Studio del 2001 di Tansella e De Girolamo: DOWNLOAD PDF

 

I Disturbi Alimentari in Italia: (Dati forniti da ProYouth)

  • I disturbi alimentari compaiono con la maggiore frequenza durante l’adolescenza o la prima età adulta, ma possono anche svilupparsi durante l’infanzia o nella tarda età adulta. Le donne e le ragazze hanno maggiori probabilità dei maschi di sviluppare un disturbo alimentare, ma anche i ragazzi e gli uomini possono presentare qualsiasi tipo di disturbo alimentare.
  • Anoressia nervosa: tra lo 0.3 e l’1% delle giovani donne sono anoressiche (il che rende l’anoressia diffusa quanto l’autismo)
  • Bulimia nervosa: dall’1 al 3% delle giovani donne presenta bulimia nervosa
  • Disturbo da alimentazione incontrollata: circa il 3% della popolazione presenta questo disturbo
  • Tra il 4% e il 20% delle giovani donne presenta schemi alimentari non sani come stare a dieta, mettere in atto comportamenti di eliminazione e abbuffarsi.
  • Attualmente, circa una giovane donna su 20 nella popolazione generale ha un disturbo alimentare

 VISITA IL SITO DI PROYOUTH

 

I Disturbi di Personalità in Lombardia (Dati 2009-2011)

Dati tratti dalla tesi di laurea magistrale:  “Metodologia clinica dei disturbi di personalità” di Milko Prati

 

Riportiamo di seguito una tabella riepilogativa dei dati, triennio 2009-2010-2011 e il numero di soggetti che hanno ricevuto una diagnosi di disturbo di personalità.

 

Anno

Numero persone ricorse al CPS

Diagnosi di Disturbo di personalità

Incidenza % Disturbi di personalità

2009

1.017

78

7,67

2010

1.024

77

7,52

2011

851

66

7,76

 

 

 

Incidenza percentuale DDP Maschi vs Femmine

 

Anno

Maschi

Femmine

Totale

Maschi diagnosi DDP

Incidenza % DDP

Femmine diagnosi DDP

Incidenza % DDP

2009

375

642

1.017

36

9,60

42

6,54

2010

372

652

1.024

35

9,41

42

6,44

2011

283

568

851

36

12,72

30

5,28

 

 

Incidenza percentuale per fascia d’età

 

 

2009

2010

2011

Età

Totale M/F

Diagnosi DDP

% DDP

Totale M/F

Diagnosi DDP

% DDP

Totale M/F

Diagnosi DDP

% DDP

< 24

131

10

7,63

125

17

13,60

86

15

17,44

24/34

246

24

9,76

267

22

8,24

248

10

4,03

35-44

230

15

6,52

251

21

8,37

215

21

9,77

45-54

158

17

10,76

174

10

5,75

105

12

11,43

55-64

97

8

8,25

89

5

5,62

79

5

6,33

> 64

155

4

2,58

118

2

1,69

118

3

2,54

Totale

1.017

78

7,67

1.024

77

7,52

851

66

7,76

 

 

 

Anno 2009

Nel corso del 2009 le tipologie di disturbo di personalità maggiormente diagnosticate sono state le seguenti.

A seguito delle evidenze riscontrate, abbiamo ritenuto utile approfondire il livello dell’analisi indagando le percentuali di incidenza dei disturbi, sia nelle diverse fasce d’età che in rapporto alla differenza di genere. Abbiamo, in un primo momento, analizzato la situazione dei soggetti maschi suddividendoli per fascia d’età e, successivamente, la stessa modalità è stata seguita per le femmine.

Com’è possibile rilevare dai risultati emersi, si è confermata anche per i soli soggetti maschi la prevalenza delle diagnosi di Disturbo non specificato di personalità (33,33%), Disturbo paranoide di personalità (25,00%) e Disturbo borderline di personalità (16,67%).

Di rilevante importanza è anche il fatto che detti disturbi si sono concentrati nella fascia d’età 24/34, registrando una percentuale di incidenza pari a 38,89%.

Anno 2010

L’analisi delle incidenze percentuali dei disturbi riferite alle femmine, ha evidenziato un cambiamento rispetto alla graduatoria presentata in occasione dell’analisi dei dati aggregati, infatti le incidenze delle tipologie di disturbi di personalità maggiormente diagnosticati sono stati:

  • Disturbo paranoide di personalità, 11 casi pari al 26,19%

  • Disturbo borderline di personalità, 7 casi pari al 16,67%

  • Disturbo non specificato di personalità, 7 casi pari al 16,67%

 

Anno 2011

Nel corso del 2011 le tipologie di disturbo di personalità maggiormente diagnosticate sono state le seguenti.

  • Disturbo non specificato di personalità, 16 casi pari al 24,24%

  • Disturbo paranoide di personalità, 14 casi pari al 21,21%

  • Disturbo borderline di personalità, 9 casi pari al 13,64%

Le incidenze percentuali delle tipologie di disturbi di personalità maggiormente diagnosticati sono stati:

  • Disturbo borderline di personalità, 8 casi pari al 26,67%

  • Disturbo paranoide di personalità, 7 casi pari al 23,33

 

Le incidenze percentuali dei disturbi rispetto alle fasce d’età sono risultate distribuite maggiormente tra le fasce < 24, 24/34 e 35/44 rispettivamente con la presenza di 8 casi pari al 26,67%, 6 casi pari al 20,00% e 8 casi pari al 26,67%.

Riassumendo (totale di tutto), i risultati della prima parte dell’analisi consentono di affermare quanto segue.

  • Sostanziale stabilità dell’incidenza dei disturbi di personalità nei soggetti che hanno fatto ricorso ad una prestazione presso gli enti afferenti la struttura ospedaliera Niguarda.

  • Maggiore incidenza dei disturbi di personalità nei maschi rispetto alle femmine, nonostante un numero maggiore di femmine abbia richiesto una consultazione.

  • Incremento delle diagnosi di disturbo di personalità nella fascia d’età di soggetti con meno di 24 anni e decremento dell’incidenza percentuale di detti disturbi nella fascia d’età
    24-34.

 

Riassumendo, i risultati della seconda parte dell’analisi consentono di affermare quanto segue.

  • Complessivamente, nel corso del triennio 2009-2010-2011, le tipologie di disturbo di personalità maggiormente diagnosticate sono state il Disturbo non specificato di personalità, il Disturbo paranoide di personalità e il Disturbo borderline di personalità.

  • Negli anni 2009 e 2010 si è registrato un andamento pressoché costante delle tipologie di disturbo di personalità diagnosticate con maggiore frequenza, valutando anche separatamente il gruppo dei maschi da quello delle femmine.

  • Nel corso dell’anno 2011 si è registrata una differenza tra i due gruppi di soggetti: nel gruppo dei maschi il Disturbo borderline di personalità ha avuto un peso minore mentre sono stati maggiormente diagnosticati il Disturbo non specificato di personalità e il Disturbo paranoide di personalità; nel gruppo delle femmine è diminuita l’incidenza percentuale del Disturbo non specificato di personalità mentre sono aumentate quelle dei disturbi borderline e paranoide di personalità.

 

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