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Stress e disturbi cardiaci nelle donne

Un nuovo studio ha valutato gli effetti dello Stress Psicologico sull’insorgenza di fattori di rischio per i disturbi cardiaci nelle donne.

ID Articolo: 8551 - Pubblicato il: 27 aprile 2012
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– Rassegna Stampa – 

Rassegna Stampa - State of Mind - Il Giornale delle Scienze PsicologicheUn gruppo di ricercatori del Penn State College of Medicine hanno valutato gli effetti dello stress psicologico sull’insorgenza di fattori di rischio per i disturbi cardiaci nelle donne. I risultati evidenziano che il flusso sanguigno coronario di fatto aumenta negli uomini sottoposti a una condizione di stress psicologico, ma rimane stabile nelle donne. Questo rappresenterebbe un fattore di rischio per le donne che quindi sotto stress sarebbero maggiormente suscettibili a disturbi cardiaci. Lo studio dal titolo “Effect of Mental Stress on Coronary Blood Flow in Humans” è stato presentato presso la conferenza Experimental Biology 2012 tenutasi dal 21 al 25 Aprile a San Diego, California. 

I partecipanti allo studio sono stati sottoposti alla misurazione della frequenza cardiaca, della pressione sanguigna, della conduttanza vascolare coronarica e del relativo flusso sanguigno sia in una condizione di controllo/tranquillità sia in una condizione di induzione di stress.

Nella condizione di stress indotto ai soggetti è stato richiesto di effettuare mentalmente complicate operazioni aritmetiche mentre gli sperimentatori li spingevano a dare risposte sempre più velocemente oppure dicevano loro che avevano sbagliato anche quando davano la risposta corretta. Dai dati emerge che nella condizione di controllo (tranquillità) uomini e donne non presentano differenze significative nei diversi indici biologici presi in considerazione; similmente durante la condizione di stress indotto sia uomini che donne mostrano un aumento nella frequenza cardiaca e nella pressione sanguigna. Ad ogni modo, mentre negli uomini in condizione di stress è presente un aumento della conduttanza vascolare coronarica, tale cambiamento non si verifica nelle donne.

Ricerche future dovranno esplicare al meglio tale meccanismo che sembrerebbe alla base di un maggior rischio di disturbi coronarici nelle donne in un’ottica di miglioramento delle strategie preventive.

 

 

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