Cooperazione ed Evoluzione dell’intelligenza.

Nuovo studio: la cooperazione e il lavoro di gruppo influenzano l'evoluzione dell'intelligenza e lo sviluppo delle dimensioni del cervello.

ID Articolo: 8420 - Pubblicato il: 23 aprile 2012
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– Rassegna Stampa – 

Rassegna Stampa - State of Mind - Il Giornale delle Scienze PsicologicheSecondo uno studio condotto da due ricercatori del Trinity College di Dublino in collaborazione con il dottor Sam Brown dell’Università di Edimburgo la cooperazione e il lavoro di gruppo influenzerebbero l’evoluzione dell’intelligenza e lo sviluppo delle dimensioni del cervello.

L’idea che le interazioni sociali siano alla base della evoluzione dell’intelligenza si sviluppa sin dalla metà degli anni ’70, e il supporto a questa ipotesi è venuto in gran parte dagli studi di correlazione che hanno osservato cervelli di grandi dimensioni negli animali sociali. Gli autori dello studio in questione forniscono la prima evidenza che collega meccanicamente il processo decisionale nelle interazioni sociali con l’evoluzione dell’intelligenza.

I ricercatori hanno costruito modelli computerizzati di organismi artificiali con cervelli artificiali, ognuno con un massimo di 10 processi interni e 10 nodi di memoria associati; nel corso dello studio 50 di questi cervelli semplici sono stati messi in competizione gli uni con gli altri con l’uso di giochi classici che condensano l’interazione sociale umana, come “Il dilemma del prigioniero”. La competizione nella quale sono stati ingaggiati i cervelli artificiali, proprio come nella vita reale, ha favorito gli individui di successo; i migliori, cioè quelli che hanno ottenuto il punteggio più alto, al netto della grandezza del loro cervello, potevano riprodursi e dare così vita alla seconda generazione di organismi.

Permettendo ai cervelli digitali di evolvere liberamente, i ricercatori sono riusciti a dimostrare che il passaggio alla società cooperativa favorisce fortemente la selezione dei cervelli più grandi. I cervelli più grandi in sostanza lavorano meglio quando la cooperazione aumenta.

Le strategie sociali che emergono spontaneamente in questi cervelli più grandi e più intelligenti mostrano una memoria complessa e processi decisionali. Comportamenti come il perdono, la pazienza, l’inganno e astuzia machiavellica evolvono all’interno del gioco quando i singoli cercano di adattarsi al loro ambiente sociale.

Questo modello, sostiene l’autore principale dello studio Luke McNally, si differenzia da quelli precedenti in quanto combina la teoria dell’evoluzione con l’uso delle reti neurali artificiali per dimostrare che effettivamente c’è un vero e proprio meccanismo di causa-effetto tra un cervello di grandi dimensioni e il bisogno di competere-contro e collaborare-con gli altri membri del proprio gruppo sociale.

Il nostro livello di intelligenza straordinaria ci definisce come esseri umani e ci distingue dal resto del regno animale. Ci ha dato l’arte, scienza e linguaggio, e soprattutto la capacità di mettere in discussione la nostra stessa esistenza e meditare le origini di ciò che ci rende unici, sia come individui e come specie“, conclude McNally.

 

 

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