Psicologia delle emozioni: Lie to Me, Cal Lightman come Paul Ekman?

Lie To Me è una serie televisiva statunitense ispirata alla vita e all’attività di Paul Ekman, psicologo studioso delle emozioni, e ne ripercorre il lavoro attraverso le riflessioni del protagonista, il Dr. Cal Lightman.

ID Articolo: 6294 - Pubblicato il: 28 febbraio 2012
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Lie to me. - Immagine: © Fox Broadcasting Company -Lie To Me è una serie televisiva statunitense ispirata alla vita e all’attività di Paul Ekman, psicologo studioso delle emozioni, e ne ripercorre il lavoro attraverso le riflessioni del protagonista, il Dr. Cal Lightman.

  •  1885: George Eastam inventa la pellicola cinematografica
  • 14 ottobre 1888: Louis Aimé Augustin Le Prince realizza la prima ripresa cinematografica, Roundhay Garden Scene, un cortometraggio di 2 secondi appena.
  • 28 dicembre 1895, Gran Cafè del Boulevard des Capucines, Parigi: grazie all’invenzione dei fratelli Louis e Auguste Lumière viene proiettata la prima pellicola stampata ad un pubblico pagante. Nasce la cinematografia.
  • 25 marzo 1925, Selfridges, Londra. L’ingegnere scozzese John Logie Baird presenta per la prima volta al mondo la Televisione. Circa un anno dopo il 27 gennaio 1926 riesce a mandare in onda la prima trasmissione televisiva in bianco e nero. Appena due anni dopo fu già in grado di creare la prima trasmissione a colori. Chissà se questi grandi uomini erano consapevoli dell’immenso cambiamento culturale al quale avevano dato origine?

Da allora sono stati prodotti circa 2.101.345 titoli: di cui 1.243.050 episodi di serie televisive, 268.752 film , 62.582 serie televisive e 62.512 film per la televisione (per ulteriori statistiche consultare il sito IMDB).  Da quando sono nate nei lontani anni trenta, le serie televisive sono state il prodotto mediatico per eccellenza nel piccolo schermo. Nella scalata al trono autori e produttori di serie tv e sit-com hanno spesso preso spunto dal mondo della psicologia per creare dei veri successi, ne sono un buon esempio serie come The Mentalist, Profliler, Dexter, e Lie to me.

Lie to me nasce dalla mente geniale di Samuel Baum, già autore di The Evidence, e dai produttori esecutivi di 24 e Arrested Development. Questa serie è ispirata alla vita e all’attività di Paul Ekman, psicologo studioso del comportamento e delle emozioni umane, e ne ripercorre le riflessioni attraverso il lavoro del Dr. Cal Lightman (Tim Roth), affiancato dalla sua preziosa assistente, la Dottoressa Gillian Foster (Kelli Williams).

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Lightman, analista delle espressioni facciali e del linguaggio del corpo e fondatore della Lightman Group, usa queste sue capacità per capire se la persona che ha di fronte sta dicendo o meno la verità. Capacità che risultano molto preziose per l’FBI, la polizia locale, gli studi legali, le grandi aziende o semplici privati, che richiedono il suo aiuto per risolvere casi complessi e pericolosi che possono coinvolgere omicidi, politici corrotti, truffatori e giornalisti senza scrupoli.

FoxTv riporta “Lie to Me vanta un’integrità realistica costruita sul bagaglio scientifico della criminologia e mescola sapientemente psicologia e attualità, con risultati assolutamente originali”. Sarà veramente possibile capire quando una persona mente e soprattutto riuscire a farlo così velocemente? Secondo il dott. Ekman la risposta è sì!.

Ekman studia le emozioni e come esse si esprimono attraverso il linguaggio non verbale da più di 15 anni, famose sono le “Espressioni Facciali di Ekman” che vengono ancora oggi utilizzate per condurre gli studi sulle emozioni. Anche le ricadute cliniche del suo lavoro sono state subito evidenti: i clinici si sono rivolti a lui per comprendere se i pazienti mentivano oppure no. Per rispondere a questa annosa domanda il dott. Ekman ha studiato accuratamente per ore ed ore in slow – motion, una moltitudine di video di pazienti e condotto diversi esperimenti analizzando ogni minima espressione facciale e gesto nel tentativo di identificare quelli associati alla bugia.

  Messaggio pubblicitario Dopo anni di studi quindi Ekman sostiene che il mentire sia preceduto da micro espressioni, spesso subito coperte con un sorriso, e micro gesti della durata di pochi decimi di secondo (Ekman, 2009). Un scrollata di spalle appena abbozzata, un gesto mancato, un espressione facciale mantenuta troppo a lungo, un repentino cambio del tono della voce o un rapido movimento degli occhi e molti altri sono tutti indizi che segnalano che si sta mentendo e che non sfuggono all’occhio dell’esperto.

Ecco quindi svelato un altro mistero che attanaglia tutti gli adolescenti del mondo: come fa la mamma a capire sempre quando dico una bugia? Semplice ha fatto il corso da Ekman!

 

 

BIBLIOGRAFIA:  

  • Ekman P. (2009) Telling Lies. New York: Times Books (US).
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