Inciviltà tra colleghi: Emozioni a confronto tra uomini e donne.

L'inciviltà sul luogo di lavoro è pratica comune e la mancanza di rispetto verso i colleghi colpisce emotivamente non solo le vittime ma anche gli osservatori. Un campione di 453 uomini e donne, dipendenti nel campo della ristorazione, sono stati interrogati circa le emozioni di rabbia, demoralizzazione, la paura e l'ansia, provate nell'assistere a comportamenti incivili nei confronti dei colleghi.

ID Articolo: 4839 - Pubblicato il: 23 gennaio 2012
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Rassegna Stampa - State of Mind - Il Giornale delle Scienze PsicologicheSecondo un recente studio, quando nell’ambiente di lavoro assistiamo a comportamenti ingiusti e poco civili nei confronti dei colleghi, reagiamo con un ampia gamma di emozioni negative, soprattutto quando si tratta di colleghi dello stesso sesso.

L’inciviltà sul luogo di lavoro è pratica comune e la mancanza di rispetto verso i colleghi colpisce emotivamente non solo le vittime ma anche gli osservatori. Un campione di 453 uomini e donne, dipendenti nel campo della ristorazione, sono stati interrogati circa le emozioni di rabbia, demoralizzazione, la paura e l’ansia, provate nell’assistere a comportamenti incivili nei confronti dei colleghi.

I risultati mostrano che le donne sperimentano livelli significativamente più alti di rabbia, demoralizzazione, paura e ansia quando la mancanza di rispetto è diretta ad altre donne, rispetto a quando colpisce gli uomini. La demoralizzazione inoltre è l’emozione negativa più intensa nel caso in cui le vittime siano altre donne. Gli osservatori di sesso maschile invece sono risultati significativamente più arrabbiati, impauriti e preoccupati, nel caso in cui osservavano dipendenti dello stesso sesso rispetto a quelli dell’altro sesso. È interessante notare che demoralizzazione non è stata un’emozione negativa vissuta dagli osservatori maschi.

Questi risultati sottolineano il ruolo delle differenze di genere nella percezione dei maltrattamenti e nelle risonanze emotive nei contesti organizzativi.

 

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