Blogga che ti passa: i benefici psicologici del diario online

Il blogging può indurre benefici psicologici negli adolescenti che soffrono di ansia sociale e disagio emotivo, migliorare la loro autostima e aiutarli a comprendere meglio i loro amici, aumentando anche il numero di comportamenti prosociali.

ID Articolo: 4513 - Pubblicato il: 12 gennaio 2012
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– Rassegna Stampa –

Rassegna Stampa - State of Mind - Il Giornale delle Scienze PsicologicheSecondo una recente ricerca, pubblicata dalla American Psychological Association, il blogging può indurre benefici psicologici negli adolescenti che soffrono di ansia sociale e disagio emotivo, migliorare la loro autostima e aiutarli a comprendere meglio i loro amici, aumentando anche il numero di comportamenti prosociali.

“La ricerca ha dimostrato che scrivere un diario personale e altre forme di scrittura espressiva sono un ottimo modo per liberare lo stress emotivo o anche solo sentirsi meglio”, ha detto l’autore principale dello studio, Meyran Boniel-Nissim, PhD, della University of Haifa, Israele. “Gli adolescenti comunque passano molto tempo on-line, quindi il blog permette la libera espressione e facilita la comunicazione con gli altri.”

In particolare gli studenti più tormentati, che normalmente esprimono le loro ansie e le preoccupazioni sociali in un diario, hanno goduto degli effetti benefici del blogging, che si sono rivelati maggiori rispetto all’uso del tradizionale diario privato; anche la possibilità di ricevere commenti da parte della comunità on-line ha intensificato questi benefici. “Nonostante il cyberbullismo e gli abusi on-line siano comuni, abbiamo notato che quasi tutte le risposte ricevute ai messaggi pubblicati sul blog dai partecipanti allo studio, sono state positive e di supporto”, ha detto il co-autore dello studio, Azy Barak, PhD.

L’unico limite dello studio è stato, secondo gli stessi ricercatori, la mancanza di proporzione tra i partecipanti dei due sessi (124 femmine e 37 maschi). Tuttavia, i ricercatori hanno analizzato i risultati separatamente per sesso e hanno scoperto che i ragazzi e le ragazze hanno reagito in modo simile alle situazioni sperimentali e che non c’erano grandi differenze nei risultati; la ricerca futura dovrebbe comunque verificare sperimentalmente eventuali differenze di genere.

 

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