Madri lavoratrici vs Madri Casalinghe.

Secondo un nuovo studio pubblicato sull' APA's Journal of Family Psychology le madri che lavorano si sentono meglio delle madri che non lavorano.

ID Articolo: 4112 - Pubblicato il: 15 dicembre 2011
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– Rassegna Stampa –

Rassegna Stampa - State of Mind - Il Giornale delle Scienze PsicologicheSecondo un nuovo studio pubblicato sull’ APA’s Journal of Family Psychology le madri che lavorano si sentono meglio delle madri che non lavorano.

Un gruppo di ricercatori, dal 1991 ad oggi, ha intervistato più di 1300 neo-mamme, completando l’indagine nel corso dei 10 anni successivi con ulteriori interviste e osservazioni. La variabile lavoro è stata declinata in tre diverse condizioni: il lavoro a tempo pieno, il part-time (max 32 ore settimanali) e l’assenza di lavoro.

L’analisi dei risultati indica che la condizione di lavoratrice part-time, rispetto al full-time, coincide con una maggiore opportunità di partecipazione alla vita familiare e permette anche di ridurre l’eventuale conflitto tra lavoro e famiglia, ma nel complesso non è stata registrata una differenza significativa nel benessere di mamme con lavoro full-time o part-time; sembra infatti che a fare la differenza sia proprio la presenza o l’assenza della vita lavorativa in aggiunta a quella familiare, indipendentemente dalla quantità di ore che impegna.

Le madri lavoratrici infatti hanno un migliore stato di salute generale e minori sintomi depressivi delle madri casalinghe; nessuna differenza invece tra lavoratrici part-time e full-time per quanto riguarda percezione del proprio lavoro come sostegno per la famiglia, incluso l’essere un genitore migliore.

Il limite della ricerca, secondo gli stessi ricercatori, sta nell’aver considerato solo le mamme con figlio unico e di aver preso in esame solo il numero di ore lavorative. In futuro la ricerca dovrà essere raffinata differenziando ulteriormente le condizioni lavorative da esaminare in relazione al benessere, includendo per esempio il livello professionale, la flessibilità, l’impegno richiesto e l’orario dei turni lavorativi.

 

 

BIBLIOGRAFIA:

 

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