Fumo in Gravidanza: i danni sempre più evidenti.

secondo un recente studio pubblicato sul Journal of Human Capital, il fumo in gravidanza provocherebbe dei danni allo sviluppo neurologico del neonato ancora più importanti di quanto già si pensasse: il fumo, infatti, provocherebbe un rischio del 40% maggiore di incorrere in problemi dello sviluppo in bambini dai 3 ai 24 mesi dopo la nascita rispetto ai figli di madri che non fumano. Si tratta di risultati di uno dei più vasti studi in questo settore: 1600 diadi madre-bambino sono state selezionate in Argentina, Brasile e Cile. Dopo avere valutato le abitudini al fumo delle madri, i bambini sono stati sottoposti a test neuro-cognitivi e a valutazione delle abilità di comunicazione

ID Articolo: 3577 - Pubblicato il: 08 dicembre 2011
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Fumo in gravidanza: a nuova ricerca ne evidenzia la portata dei danni neurologici.

Fumo in gravidanza - Immagine: © Alexei Nastoiascii - Fotolia.com Il fumo nuoce gravemente alla salute. Il fumo produce danni a te e a chi ti sta intorno e, ancora di più, al tuo bambino. Tutte informazioni ben note ai fumatori e le notizie delle ultime ricerche non sono certo incoraggianti. Anzi, secondo un recente studio pubblicato sul Journal of Human Capital, il fumo in gravidanza provocherebbe dei danni allo sviluppo neurologico del neonato ancora più importanti di quanto già si pensasse: il fumo, infatti, provocherebbe un rischio del 40% maggiore di incorrere in problemi dello sviluppo in bambini dai 3 ai 24 mesi dopo la nascita rispetto ai figli di madri che non fumano. Si tratta di risultati di uno dei più vasti studi in questo settore: 1600 diadi madre-bambino sono state selezionate in Argentina, Brasile e Cile. Dopo avere valutato le abitudini al fumo delle madri, i bambini sono stati sottoposti a test neuro-cognitivi e a valutazione delle abilità di comunicazione. A un anno, i bambini di madri che avevano fatto uso di sigarette in gravidanza mostravano punteggi significativamente minori a tutti i test. Data la numerosità del campione, è stato possibile osservare che questi dati rimangono validi anche a prescindere da altre variabili, come il concomitante uso di alcool o lo status socio-economico.

Questi dati sono preoccupanti, poiché mentre in passato le ricerche si sono focalizzate principalmente sugli effetti sul feto del fumo in gravidanza, queste nuove evidenze ci informano sui possibili effetti a lungo termine di questa rischiosa abitudine: l’esposizione al fumo in fase prenatale può infatti portare all’aumento di rischio di insorgenza di sintomi psichiatrici nei bambini fino alla comparsa di veri e propri disturbi durante l’adolescenza (Fergusson et al., 1998; Markussen et al., 2006). Tra i rischi più comuni citiamo i problemi del comportamento, le condotte antisociali, la delinquenza, l’abuso di alcool e di altre sostanze (Button et al., 2005).

Al di là della validità di queste ricerche e dell’innegabile effetto dannoso che il fumo ha sul bambino, dal punto di vista psicologico è doveroso sottolineare che donne che decidono di continuare a fare uso di sigarette in gravidanza potrebbero essere caratterizzate da minore consapevolezza dei rischi legati al fumo e, viceversa, degli aspetti benefici legati allo smettere di fumare, così come potrebbero essere persone che richiedono meno aiuto e sostegno durante la gravidanza. Ci sono, infatti, tutta una serie di ricerche che mettono in evidenza proprio la differenza nella personalità e nello stile di vita di fumatori e non – più bassa soglia di auto-regolazione, basso rendimento scolastico e livello di educazione raggiunto, diete non equilibrate ecc…).

Nonostante le numerose campagne antifumo e l’aumento della consapevolezza dei danni conseguenti, le percentuali delle fumatrici in gravidanza rimangono sorprendentemente alte: oltre il 12% delle donne americane e oltre il 9% di quelle italiane riferisce di avere continuato a fumare anche in gravidanza.

“Data l’importanza di un ottimale sviluppo neuro-cognitivo del bambino per il suo futuro benessere”, commenta il professor George Wehby dell’Università del Iowa negli Stati Uniti coordinatore dello studio, “sarebbe fondamentale progettare degli interventi mirati per ridurre il fumo in gravidanza e, a lungo termine, per il benessere dei bambini e dell’intero capitale umano”.

 

BIBLIOGRAFIA:

 

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