Paura di morire? Basta aumentare la propria creatività

Dai risultati di un recente studio emerge come i soggetti con livelli più alti di creatività e ambizione creativa, fanno meno pensieri collegati alla morte

ID Articolo: 142093 - Pubblicato il: 21 dicembre 2016
Paura di morire? Basta aumentare la propria creatività
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I risultati di un recente studio suggeriscono che coloro che perseguono la creatività e producono contributi creativi significativi potrebbero beneficiare di una sorta di sicurezza esistenziale, che li allontana dalla paura della morte.

 

Creatività e immortalità (simbolica)

La relazione tra creatività e immortalità simbolica era stata da tempo riconosciuta da accademici e ricercatori.

Le persone creative, come il neo-annunciato premio Nobel per la Letteratura Bob Dylan, sono state spesso considerate come persone profondamente motivate  dal desiderio di lasciare un patrimonio culturale duraturo. Ed effettivamente è così: attraverso il loro lavoro di creatività, personaggi come Leonard Cohen e David Bowie continuano a vivere nella nostra cultura, anche dopo averci lasciato. Al contrario, la distruzione di antichi monumenti e manufatti, come è avvenuto in Iraq nel 2015 da parte dello Stato islamico, potrebbe essere interpretato come un atto simbolico volto impattare negativamente sulla società attraverso la distruzione di un patrimonio culturale.

 

Creatività e paura della morte: lo studio di R. Perach

La nuova ricerca condotta da Rotem Perach, dottorando presso la Scuola di Psicologia, supervisionato dal Dr. Arnaud Wisman dell’Università di  Kent (Regno Unito), ha dimostrato che le persone con alti livelli di creatività sono più resistenti alle preoccupazioni che derivano dai pensieri esistenziali, come ad esempio il pensiero della morte. Si pensa che questo sia il primo studio empirico a valutare la funzione della creatività come fattore protettivo dall’ansia tra persone per le quali la creatività costituisce un elemento centrale della propria cultura.

Messaggio pubblicitario La ricerca ha analizzato i risultati di un gruppo di 108 studenti. Gli studenti hanno completato due questionari per valutare il livello di realizzazione creativa e il livello di ambizione creativa, dopodiché i ricercatori hanno valutato i pensieri elaborati da tutti i partecipanti dopo che era stato chiesto loro esplicitamente di pensare alla propria morte.

Gli studenti con un punteggio molto alto di realizzazione creativa, unito ad alti livelli di ambizione creativa, facevano meno pensieri collegati alla morte, rispetto ai soggetti nella condizione di controllo.

In confronto, tra gli studenti con bassi livelli di ambizione creativa – qualunque fosse il punteggio di realizzazione creativa – pensare alla propria mortalità e alla propria morte non influenzava in alcun modo i livelli di accessibilità al pensiero di morte rispetto ai controlli.

I risultati suggeriscono che coloro che perseguono la creatività e producono contributi creativi significativi potrebbero beneficiare di una sorta di sicurezza esistenziale, ovvero la sensazione che la sopravvivenza è una cosa certa, di fronte al pensiero della morte. La realizzazione creativa potrebbe essere quella via che conduce ad un’immortalità simbolica, consentendo alle persone di “continuare a vivere” anche dopo essere morte.

 

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Bibliografia

 

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  • Giambattista Martino

    Da paziente mi permetto di dissentire. Credo che la creatività permetta di esprimere se stessi e quindi di soddisfare l’esigenza di realizzarsi indipendente dal lascito e quindi di non pensare alla vpropria vita come un fallimento incompleto. La morte quindi non fa più paura

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