Cenni storici sulla diagnosi di Anoressia – Magrezza non è bellezza: i disturbi alimentari

La prima diagnosi di anoressia risale al 1689 ma è solo negli anni Settanta che essa si afferma come un vero e proprio disturbo alimentare.

ID Articolo: 118460 - Pubblicato il: 04 marzo 2016
Cenni storici sulla diagnosi di Anoressia – Magrezza non è bellezza: i disturbi alimentari
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La prima diagnosi di anoressia medica ufficiale del disturbo alimentare si trova in un testo di medicina pubblicato a Londra nel 1689. L’autore era Richard Morton.

MAGREZZA NON E’ BELLEZZA – I DISTURBI ALIMENTARI: Cenni storici sulla diagnosi di Anoressia (Nr. 5)

 

Storia delle prime diagnosi di anoressia (1689-1875)

La prima ufficiale diagnosi di anoressia medica del disturbo alimentare si trova in un testo di medicina pubblicato a Londra nel 1689. L’autore era Richard Morton. Nel trattato, dedicato ai vari tipi di defedamento alimentare, trova posto anche la “consunzione nervosa” (nervous consumption) causata da ragioni puramente psico-logiche: tristezza e ansia (sadness and anxious cares). Morton descrisse due casi, una ragazza di 18 anni e un ragazzo di 16. In entrambi, Morton escluse cause fisiche e quindi a buon diritto le sue possono considerarsi le prime segnalazioni consapevoli di disturbi alimentari psicogeni, la prima segnalazione ufficiale di una diagnosi di anoressia nervosa.

Settantacinque anni dopo, nel 1764, Robert Whytt di Edimburgo, è l’autore di una seconda segnalazione del disturbo alimentare psicogeno: si tratta di un ragazzo quattordicenne. L’astensione dal cibo era dovuta ad uno stato che oggi chiameremmo depressivo e che Whytt definisce “privo di spirito e pensieroso” (low-spirited and thoughtful) e costituisce quindi la seconda diagnosi di anoressia storicamente registrata da un medico.

Messaggio pubblicitario Dopo un intervallo di quasi cento anni, nel 1860, è la volta di Louis-Victor Marcé, un medico di Parigi. Come Morton e Whytt, Marcé notò che tra le varie forme di deperimento alimentare alcune hanno un’origine puramente psicologica e comprese che il fenomeno colpiva per lo più giovani ragazze nel momento del primo sviluppo fisico. Nel 1873 un altro medico francese, Charles Lasègue, riportò 8 casi di emaciazione e deprivazione alimentare su base psicologica, sottolineando la sofferenza emotiva dei pazienti. In quello stesso 1873, circa 6 mesi dopo, a Londra William Gull descrisse 3 casi e li denominò per la prima volta con il termine che si sarebbe poi universalmente affermato: anoressia nervosa. Due anni dopo, nel 1875, l’italiano Giovanni Brugnoli descrisse altri 2 casi a Bologna.

 

Hilde Bruch (1973) e Mara Salvini Palazzoli (1974): la moderna diagnosi di anoressia nervosa

Dopo queste prime segnalazioni, si assiste a un silenzio che si prolunga per decenni, in cui si cerca affannosamente di attribuire qualsiasi forma di defedamento a disturbi di natura fisica, per lo più endocrinologica. Sarà soltanto con il lavoro di Hilde Bruch (1973, 1982) e di Mara Selvini-Palazzoli (1974) che la natura psicologica dell’anoressia nervosa verrà riaffermata e descritta come un disturbo quasi delirante della valutazione delle proporzioni corporee, a cui si aggiungono una difficoltà di comprensione dei segnali corporei di fame e sazietà e un paralizzante senso di inadeguatezza e di insufficienza di fronte agli impegni della vita adulta, nonché la restrizione dietetica come surrogato illusorio di quel carente senso di competenza, efficacia e autonomia personale che affligge queste pazienti.

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Bibliografia

  • Bruch, H. (1973), Eating disorders: Obesity, anorexia nervosa, and the person within, Basic Books New York.
  • Bruch, H. (1978), The golden cage, Vintage, New York.
  • Selvini-Palazzoli, M. P. (1974), Self- Starvation, Chaucer, London.
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