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La Tendenza alla Procrastinazione da Dove Origina?

Le radici della procrastinazione si possono rintracciare in due componenti: L’intolleranza alla frustrazione e L’autovalutazione globale.

ID Articolo: 22893 - Pubblicato il: 16 gennaio 2013
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La Tendenza alla Procrastinazione da Dove Origina?. - Immagine: © iQoncept - Fotolia.comLEGGI LA PRIMA PARTE DELL’ARTICOLO

Quali aspetti della personalità favoriscono una tendenza alla procrastinazione distruttiva?

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La procrastinazione si riferisce all’atto di sostituire attività prioritarie e importanti con attività piacevoli o compiti meno rilevanti o urgenti. Il procrastinatore è colui che rimanda le cose importanti con l’intento di occuparsene in un altro momento e così rischia di chiudersi nella gabbia del domani.

Abbiamo discusso di come la procrastinazione possa essere una strategia pericolosa e di quanto si importante monitorare la propria tendenza a procrastinare. Il dubbio successivo è: quali aspetti della personalità favoriscono una tendenza alla procrastinazione distruttiva?

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Un recente studio di Harrington (2005) considera il rapporto tra diverse componenti cognitive e la tendenza a procrastinare l’attività di studio in studenti universitari. Harrington ci mostra il ruolo di due componenti: intolleranza alla frustrazione e autovalutazione globale.

L’intolleranza alla frustrazione rappresenta la richiesta assoluta che le realtà sia esattamente come noi la desideriamo, una pretesa (es: la vita deve essere sempre facile e libera da ostacoli) e l’insostenibilità della sua frustrazione (es: non posso sopportare di fare cose difficili o di combattere contro ostacoli).

L’autovalutazione globale  rappresenta la definizione del proprio valore personale come dipendente dal raggiungimento di certe condizioni assolute (es: sono una persona di valore solo se ho sempre successo in quello che faccio).

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Queste due convinzioni estreme e assolute, spesso tanto radicate dall’essere implicite nella coscienza individuale, rappresentano un carico pesante sullo stato emotivo presente. Se la fatica è insopportabile e il fallimento implica l’essere totalmente inadeguato allora lo stress e la paura di fallire innanzi a un compito diventano molto più intense.

Messaggio pubblicitario ASPIC FINO A 11 MARZO 2018 Certo questi piani pretenziosi o generalizzati ci illudono (1) che esista una vita senza fatica e dolori, che sia legittimo auspicarla e richiederla oppure che (2) esista la possibilità di ottenere la rassicurazione di essere persone di valore una volta per tutte. Abbandonare questi piani significa (1) abbracciare quella leggera malinconia dell’essere pulviscolo nell’universo, (2) capire che solo dolore, fatica e sfida conducono alla soddisfazione, (3) accettare che del valore personale nulla in fondo si può dire.

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  • Sandrasassaroli

    caro gabriele tu ci hai parlato di procrastinatori ansiosi, (anche nel primo articolo) ma occorre che tu ci parli anche dei procrastinatori che dubitano, che ininterrottamente si chiedono se le attività che hanno davanti abbiano senso, o siano quelle giuste, o permettano con certezza di non sbagliare, e forse occorrerebbe capire anche meglio quali siano i più sofferenti, i rimandatori ansiosi, o i dubitatori ossessivi. 
    Senza parlare dei procrastinatori grandiosi nei quali la procrastinazione consente di mantenere la cintura difensiva della propria grandiosità, il tutto a spese del contatto autentico ma imperfetto con la realtà. Insomma questa psicopatologia della procrastinazione va approfondita. ed è molto interessante per noi psicoterapeuti.

  • Gabriele Caselli

    Hai ragione, la procrastinazione è un meccanismo con molteplici sfumature, raccolgo l’invito a scriverne ancora…

  • Rob40

    “Abbandonare questi piani significa (1) abbracciare quella
    leggera malinconia dell’essere pulviscolo nell’universo, (2) capire che
    solo dolore, fatica e sfida conducono alla soddisfazione, (3) accettare
    che del valore personale nulla in fondo si può dire.”

    Certo che con questi altri propositi (soprattutto i primi due) si potrebbe passare da procrastinatori ad aspiranti suicidi :)…
    “Se la vita è sventura, Perchè da noi si dura?”

  • Alice

    Parlo da procrastinatrice e da psicologa cognitivista .. secondo me si tratta semplicemente di pigrizia… e dell’aspettativa irrealistica che prima o poi succeda qualcosa che possa cambiare la situazione…

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