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Neuroni simili ma non uguali: ciò che ci rende unici

In una recente ricerca sono stati scoperti nuovi meccanismi che modificano il DNA dei neuroni, cosa che ci rende unici ma anche propensi a gravi disturbi

ID Articolo: 140366 - Pubblicato il: 13 ottobre 2016
Neuroni simili ma non uguali: ciò che ci rende unici
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Sono stati scoperti altri meccanismi che modificano il DNA dei neuroni rendendoci unici, ma favorendo anche l’insorgenza di malattie gravi.

 

Pensiero comune è che ogni cellula del nostro corpo abbia il medesimo materiale genetico, ma recentemente è stata scoperta un’eccezione a questo dogma da parte di un gruppo di ricercatori del Salk Institute, negli Stati Uniti. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Nature Neuroscience.

L’eccezione risiede nel fatto che nella maggior parte delle cellule cerebrali sono avvenute nel tempo piccole modificazioni genetiche, dette elementi nucleari interspersi o L1, che hanno conferito unicità ad ogni singolo neurone.

Messaggio pubblicitario Lo studio condotto da Fred Gage e colleghi ha dato un contributo notevole ampliando le conoscenze esistenti: infatti non solo è stato confermato, cosa già risaputa, che gli L1 fossero dei trasposoni (geni in grado di spostarsi lungo il DNA inserendosi o copiandosi in diversi punti), si è ora scoperto che gli L1 possiedono un’altra capacità: quella di rimuovere tratti di DNA.

Inoltre è emerso che questi trasposoni sono presenti al 44-63% nei neuroni sani, influenzandone l’espressione come può avvenire in caso di silenziamento o modificazioni epigenetiche, ma rendendoci estremamente unici.

Dopo anni di studio e moltissime ricerche effettuate dal medesimo gruppo nel corso degli anni, i ricercatori sono riusciti a studiare un metodo unico e accurato di analisi basato sull’utilizzo di cellule staminali forzate a differenziarsi in neuroni. Proprio durante questo processo che si è notato che il DNA è soggetto a riarrangiamenti e mutazioni, tra cui le delezioni di parti del materiale genetico ad opera di un enzima che taglia nei punti L1.

A detta dei ricercatori:

Circa metà delle cellule del nostro cervello ha molti tratti di DNA inseriti o mancanti a causa dell’attività degli L1, che quindi in genere non provocano problemi. In alcuni casi tuttavia questo processo può essere all’origine di gravi disfunzioni e malattie.

Ciò è maggiormente confermato da altri studi che hanno riscontrato numerose anomalie a livello degli L1 in pazienti affetti da schizofrenia o disturbi autistici.

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