EFT-NOVEMBRE-2022

Ecco perchè grattarsi aumenta il prurito – Neuropsicologia

Il grattarsi provoca dolore cutaneo il cui segnale genera il rilascio di serotonina che si propaga dai neuroni sensibili al dolore alle cellule circostanti

ID Articolo: 104231 - Pubblicato il: 12 novembre 2014
Ecco perchè grattarsi aumenta il prurito – Neuropsicologia
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L’influenza della serotonina nel controllo del dolore è nota da decenni, ma in questo studio si rileva per la prima volta il suo ruolo sulla sensazione di prurito.

Le mamme lo sapevano già: quando si ha un prurito non bisogna grattarsi, altrimenti potrebbe aumentare.  Zhou-Feng Chen, PhD e direttore del Centro per lo Studio del Prurito dell’Università di Washington, ha provato a spiegare perché questo accade.

Pare che il grattarsi provochi un lieve dolore cutaneo il cui segnale genera il rilascio di serotonina che allevia momentaneamente il fastidio. Successivamente, il prurito ritorna perché la serotonina si propaga dai neuroni sensibili al dolore alle cellule nervose circostanti, influenzando l’intensità dello stesso. Così, si dà vita a un circolo vizioso senza fine.

L’influenza della serotonina nel controllo del dolore è nota da decenni, ma in questo studio si rileva per la prima volta il suo ruolo sulla sensazione di prurito.

Messaggio pubblicitario MASTER DSA Nella ricerca eseguita da Zhou-Feng Chen sono stati studiati un gruppo di topi geneticamente modificati a non produrre serotonina. E’ stato osservato che in caso di prurito non si grattavano come avrebbero normalmente dovuto fare. Quindi, la serotonina svolgerebbe un ruolo determinate nella genesi e nel mantenimento del ciclo del prurito.

Inibire, però, la produzione di serotonina negli esseri umani non è auspicabile, viste le sue molteplici funzioni e il suo coinvolgimento nei processi di sviluppo, invecchiamento, regolazione dell’umore, ecc. Per questo motivo i ricercatori stanno studiando come interferire sulla comunicazione specifica tra serotonina e le cellule nervose che trasmettono il prurito.

Questa inferenza deriva dall’ipotesi che i segnali per il prurito e per il dolore siano sottesi da fascicoli cerebrali differenti ma collegati.

In conclusione, riuscire a comprendere meglio i meccanismi molecolari e cellulari che controllano questo ciclo (prurito-dolore-prurito) sarebbe importante, soprattutto nell’aiuto di coloro che soffrono di prurito cronico, sintomo di alcune malattie quali sclerosi multipla, fuoco di Sant’Antonio e neuropatia diabetica.

 

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