Risate sincere o false? Basta ascoltare la voce! – Comunicazione

Le persone sarebbero in grado di distinguere risate sincere da risate finte anche a partire dalla sola voce e il cervello risponderebe in modo diverso.

ID Articolo: 41518 - Pubblicato il: 01 aprile 2014
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Rassegna Stampa - State of Mind - Il Giornale delle Scienze Psicologiche

Secondo un nuovo studio del Royal Holloway, University of London le persone sarebbero in grado di distinguere risate sincere da risate finte anche a partire dalla sola voce e il cervello risponderebbe in modo diverso.

L’essere umano sarebbe in grado di distinguere tra persone che ridono genuinamente e in modo sincero da coloro che fingono: certamente questo già Duchenne con l’identificazione dei muscoli facciali che caratterizzano il sorriso Duchenne (autentico) ci aveva instradato usando gli indizi facciali.

Ma che ne è dell’espressione vocale non verbale? Secondo un nuovo studio del Royal Holloway, University of London le persone sarebbero in grado di distinguere risate sincere da risate finte anche a partire dalla sola voce e il cervello risponderebe in modo diverso.

Ai partecipanti è stato chiesto di ascoltare l’audioregistrazione di persone che ridevano spontaneamente mentre guardano alcuni video divertenti oppure che ridevano a comando (semplicemente forzate a farlo da una richiesta dello sperimentatore).

Messaggio pubblicitario I ricercatori hanno scoperto che il cervello dell’auditore presenta risposte chiaramente differenti nel caso in cui si trovi ad ascoltare una risata falsa: maggiori attivazioni sono state riscontrate a carico della corteccia prefrontale anteriore mediale nell’ascolto delle risate forzate, come se il cervello si trovasse impegnato a valutare l’autenticità dello stato emotivo e mentale espresso della persona.

Ma soprattutto sono stati osservati due network di attivazioni distinti per le due categorie di risata: nel momento in cui la risata viene percepita come autentica e genuina si riscontrano maggiori attivazioni e connessioni tra le aree sensomotorie e altre aree corticali e subcorticali, in linea con la prospettiva embodied e simulativa della percezione delle emozioni.

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