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Il Metacognitive Functions Screening Scale – MFSS-30 – Psicologia

Il Metacognitive functions screening scale: strumento self-report sulla metacognizione non lungo da somministrare e relativamente semplice da interpretare.

Di Redazione

Pubblicato il 19 Feb. 2014

Aggiornato il 26 Feb. 2014 12:55

Sebastiano Maurizio Alaimo

 

 

UN NUOVO STRUMENTO PER LO SCREENING DEL FUNZIONAMENTO METACOGNITIVO:

IL METACOGNITIVE FUNCTIONS SCREENING SCALE (MFSS-30)

 

 

Il Metacognitive functions screening scale - MFSS-30. -Immagine: © ArchMen - Fotolia.comL’attività diagnostica e clinica mi aveva suggerito l’importanza della costruzione di uno strumento self-report sulla metacognizione che non fosse eccessivamente lungo da somministrare e che fosse relativamente semplice da interpretare, senza comunque scotomizzare la complessità insita nel processo diagnostico.

La relazione è fondamentale. Siamo nodi di una rete, “dovunque c’è vita ci sono reti” (Casati, 1997). Le funzioni metacognitive, nel loro senso più esteso,  giocano un ruolo fondamentale nella vita dell’uomo (Baron-Cohen et al. 1985; Premack e Woodruff 1978; Bateman e Fonagy 2004; Brüne et al. 2007; Alaimo, 2004).

A prescindere dai modelli teorici di riferimento, è opinione condivisa di clinici e ricercatori che a “parità” di deficit o di tipologia di disturbo clinico, la capacità di “pensare il pensiero” e di modulare di conseguenza il comportamento può fare la differenza rispetto alla capacità di relazionarsi funzionalmente con gli altri, ma anche, sotto il versante clinico, nella capacità di accelerare e tesorizzare un “processo terapeutico” (Semerari et al., 2003; Cozolino 2010; Dimaggio e Lysaker 2011; Alaimo, 2012a; Schimmenti, 2012).

L’attività diagnostica e clinica che da diversi anni svolgo presso l’Istituto Scientifico di Psicologia Edgar Morin (ISPEM) di Caltanissetta mi aveva suggerito l’importanza della costruzione di uno strumento self-report sulla metacognizione che non fosse eccessivamente lungo da somministrare e che fosse relativamente semplice da interpretare (Alaimo 2012a, 2012b), senza comunque scotomizzare la complessità insita nel processo diagnostico (Scrimali, Alaimo, Grasso, 2007).

Giunsi intorno al 2006 ad una prima scala con 48 item, già dotata di una buona coerenza interna e definita Metacognitive Functions Screening Scale (MFSS). Dopo alcuni anni di lavoro sullo strumento, e dopo averlo testato più volte clinicamente presso l’ISPEM con esiti incoraggianti, ho proposto un attento studio al collega Adriano Schimmenti il quale ha effettuato ulteriori analisi statistiche sul test, per verificarne distribuzione dei punteggi agli item, consistenza interna, correlazioni tra item, correlazioni item-totale e possibili soluzioni fattoriali, giungendo, dopo circa due anni, alla versione definitiva costituita da 30 item.

La MFSS-30 è stata quindi somministrata, insieme ad altri strumenti self-report, a 335 soggetti non clinici, al fine di valutarne attendibilità e validità in questo gruppo. 

Dopo aver verificato l’adeguata consistenza interna della MFSS-30 (alpha di Cronbach=0,88), si è proceduto a verificare inoltre la presenza dei criteri minimi affinché l’analisi in componenti principali potesse produrre risultati interpretabili: sono stati utilizzati il test KMO di Kaiser-Meyer-Olkin per verificare la misura dell’adeguatezza campionaria, e il test di sfericità di Bartlett per verificare che la matrice di correlazione tra gli item non provenisse da una popolazione di variabili indipendenti.

Desiderabilmente, l’indice KMO è risultato piuttosto elevato (0,86), e il test di sfericità di Bartlett è risultato altamente significativo (chi-quadro=2447,75, gdl=435, p<0,0001). Per valutare il numero delle componenti sottostanti alle variabili osservate empiricamente è stato utilizzato lo scree plot di Cattell (1966).

Sono state quindi estratte 4 componenti. E’ stata successivamente effettuata un’analisi qualitativa degli item che saturavano su più componenti, ed è stato così possibile individuare quattro sottoscale teoricamente coerenti con i quattro macrofattori che la versione originale del test, a 48 item, desiderava esplorare.

Le 4 sottoscale sono state così denominate:

CRE – Capacità di riconoscere le emozioni (6 item) (alpha Cronbach di 0,79).

CRC – Capacità di cogliere relazioni causali (8 item) (alpha Cronbach di 0,71).

CDD – Capacità di decentramento (12 item) (alpha (Cronbach di 0,78).

CDP – Capacità di ponderazione (4 item) (alpha Cronbach di 0,70).

Naturalmente è ottenibile, ed è molto importante, anche un punteggio globale (alpha di Cronbach=0,88) che sintetizza il livello delle funzioni metacognitive esplorate.

È opportuno precisare che esistono già diversi studi condotti con la MFSS-30, sia presso l’ISPEM (ed in particolare all’interno delle attività svolte dall’Unità Clinica e di Ricerca per la Psicoterapia Cognitiva centrata sulla Implementazione delle Funzioni Metacognitive) sia presso altre strutture cliniche e di ricerca; presto verranno presentati i risultati di questi studi.

Studi che nella loro totalità, appaiono promettenti e incoraggianti per un utilizzo diffuso della MFSS-30 in ambito clinico e di ricerca, grazie anche alle sue qualità di rapidità di somministrazione, scoring e interpretazione.

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METACOGNITIVE FUNCTIONS SCREENING SCALE – 30 ITEMS (MFSS-30): UN NUOVO

STRUMENTO PER LO SCREENING DEL FUNZIONAMENTO METACOGNITIVO

Sebastiano Maurizio Alaimo, Adriano Schimmenti

Istituto Scientifico di Psicologia “Edgar Morin” (ISPEM), Caltanissetta;

Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Cognitiva “Aleteia”, Enna.

Facoltà di Scienze Umane e Sociali, UKE – Università degli Sudi di Enna “Kore”;

Società Italiana di Psicodiagnostica Clinica (SIPDC).

Abstract

METACOGNITIVE FUNCTIONS SCREENING SCALE – 30 ITEMS (MFSS-30):

A NEW MEASURE FOR THE SCREENING OF METACOGNITIVE FUNCTIONING

Key words: metacognition, theory of mind, alexithymia, validity, reliability

Metacognitive functions allow individuals to regulate affects and behaviors. These functions include the abilities of representing emotions and mental events, attributing mental states to oneself and to other persons, and predicting behaviors on the basis of mental representations. This article presents the Metacognitive Functions Screening Scale – 30 items (MFSS-30), a new self-report measure for the screening of metacognitive functioning. The MFSS-30 was administered together with other self-report measures investigating specific aspects of metacognitive functioning to 335 non-clinical participants (47.5% males) ages 18 to 60 . The psychometric properties of the scale were analyzed according to classical test theory. The MFSS-30 demostrated good internal consistency (Cronbach’s alpha=.88) and test-retest stability (r=.82), a four-factor structure consistent with the investigated construct, and good characteristics of convergent validity demonstrated by its association with measures assessing specific aspects of metacognitive functioning. Discussion: In several psychiatric disorders, metacognitive functions are more or less damaged. The psychometric characteristics of the MFSS-30 suggest that this measure can be useful as a screening tool for these functions. Cooncusions: The assessment of metacognitive functions through the MFSS-30 can be useful in the diagnostic frame, as well as in the process of planning a psychotherapy capable to take into account specific deficits or problems in the individual’s metacognitive functioning. The MFSS-30 and its scoring criteria are presented in appendix to the article.

 

BIBLIOGRAFIA:

  • Alaimo,SM, Schimmenti,S., METACOGNITIVE FUNCTIONS SCREENING SCALE – 30 ITEMS (MFSS-30): A NEW MEASURE FOR THE SCREENING OF METACOGNITIVE FUNCTIONING(ACQUISTA IL PDF)
  • Alaimo SM (2004). Le storie della mente. Edizioni ISPEM, Caltanissetta.
  • Alaimo SM (2012a). La valutazione dei processi metacognitivi ed attentivi nei disturbi di personalità. Relazione al Convegno Internazionale Volcanic Mind, Acitrezza (CT), 23 giugno 2012 [Audioregistrazione].
  • Alaimo SM (2012b). Disturbi di personalità e psicoterapia: prime evidenze dell’utilizzo di una batteria di test per l’assessment del funzionamento metacognitivo e del deficit attentivo. Relazione al Congresso nazionale SITCC, Roma, 5 ottobre 2012. [Audioregistrazione].
  • Baron-Cohen S, Leslie A, Frith U (1985). Does the autistic child have a Theory of Mind?
  • Cognition 21, 37-46.
  • Bateman AW, Fonagy P (2004). Psychotherapy of Borderline Personality Disorder: mentalisation based treatment. Oxford University Press, Oxford. Tr. it. Il trattamento basato sulla mentalizzazione: psicoterapia con il paziente borderline. Raffaello Cortina, Milano 2006.
  • Brüne M, Abdel-Hamid M, Lehmkämper C, Sontag C (2007). Mental state attribution, neurocognitive functioning, and psychopathology: What predicts poor social competence in schizophrenia best? Schizophrenia Research 92, 151-159.
  • Cattell RB (1966). The scree test for the number of factors. Multivariate Behavioral Research 1, 245-76.
  • Cozolino L (2010). The neuroscience of psychotherapy: Healing the social brain. WW Norton, New York.
  • Dimaggio G, Lysaker PH (2011). Metacognizione e psicopatologia, Valutazione e trattamento. Raffaello Cortina, Milano.
  • Premack D, Woodruff G (1978). Does the chimpanzee have a Theory of mind? Behavioral and Brain Sciences 4, 515-526.
  • Schimmenti A (2012). Unveiling the hidden self: developmental trauma and pathological shame. Psychodynamic Practice 18, 181-194.
  • Scrimali T, Alaimo SM, Grasso F. (2007). Dal sintomo ai processi, l’orientamento costruttivista e complesso in psicodiagnostica. Edizioni Franco Angeli, Milano.
  • Semerari A, Carcione A, Dimaggio G, Falcone M, Nicolò G, Procacci M, Alleva G (2003). How to evaluate metacognitive functioning in psychotherapy? The Metacognition Assessment Scale and its applications. Clinical Psychology and Psychotherapy 10, 238-261.

 

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