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La Memoria Episodica: lo sviluppo dall’infanzia all’età adulta

Memoria Episodica -la capacità di codificare le informazioni è il riflesso di un miglioramento nelle capacità di prestare attenzione al contesto.

ID Articolo: 37308 - Pubblicato il: 28 novembre 2013
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Santina Leonardi

 

 

Psicopedia - Immagine: © 2011-2012 State of Mind. Riproduzione riservata

Memoria Episodica – Lo sviluppo della capacità di codificare le informazioni è il riflesso di un miglioramento nelle capacità di prestare attenzione al contesto e di formare strutture relazionali complesse.

Con il termine memoria episodica (o memoria dei fatti) ci si riferisce all’abilità di ricordare un avvenimento (cosa è successo) e nello stesso tempo dove e quando questo fatto ha avuto luogo. Effettivamente un buon ricordo richiede che vengano legate tre informazioni – cosa, dove, quando – in una struttura relazionale coerente.

Molti studiosi ritengono che la memoria episodica abbia uno sviluppo tardivo e lento nel bambino soprattutto se messa a confronto con il rapido sviluppo della memoria semantica (o, più semplicemente, memoria delle parole), entrambe componenti della cosiddetta memoria verbale a lungo termine.

Anche gli studiosi che, invece, propendono per uno sviluppo precoce di tale abilità, riconoscono comunque che, intorno ai 4-6 anni, molti aspetti di tale memoria siano ancora piuttosto fragili. In effetti a questa età i bambini possono dimostrare eccellente memoria per eventi singoli, ma hanno difficoltà a riportare anche il quando e il dove di un episodio.

Ma cosa cambia veramente nel corso dello sviluppo? I bambini imparano a codificare strutture relazionali complesse oppure ciò che si sviluppa è la capacità di conservare tali strutture nella memoria a lungo termine? Se è una questione di codifica, le difficoltà potrebbero riguardare la capacità di prestare attenzione simultanea a componenti multiple o la capacità di organizzare una struttura relazionale complessa, oppure entrambi. Se la questione è la conservazione e il recupero del ricordo, le difficoltà potrebbero riguardare il fatto che strutture relazionali complesse decadono più facilmente nelle prime fasi dello sviluppo (l’episodio era stato codificato in memoria ma non è più recuperabile).

I risultati dello studio condotto da Hyungwook Yim, Simon J. Dennis, e Vladimir M. Sloutsky della Ohio State University indicano che i bambini di 7 anni dimostrano una maggiore abilità di usare strutture sia semplici che complesse rispetto ai bambini di 4 anni, questi ultimi inoltre falliscono nella codifica di strutture complesse. Gli adulti invece dimostrano di fare un uso spontaneo di strutture complesse anche quando il materiale da memorizzare potrebbe essere organizzato in maniera più semplice.

Le diverse prestazioni nella fase di recupero supportano l’ipotesi che la memoria episodica continui a svilupparsi fra i 7 anni e l’età adulta, con un sostanziale aumento nell’uso di strutture più articolate.

Messaggio pubblicitario Le evidenze di questo nuovo studio hanno importanti implicazioni per le teorie sulla memoria episodica perché introducono la codifica quale nuovo fattore nello sviluppo della memoria. In particolare, gli autori sottolineano che lo sviluppo della capacità di codificare le informazioni sia il riflesso di un miglioramento nelle capacità di prestare attenzione al contesto e di formare strutture relazionali complesse.

Questi risultati possono inoltre avere implicazioni nella comprensione dei meccanismi neurali della memoria episodica. Due strutture principali sono associate a questa memoria, il lobo temporale mediale (MTL) e la corteccia prefrontale (PFC).

Secondo alcuni studiosi, l’MTL (incluso l’ippocampo e le cortecce che lo circondano, che si trovano nella parte più interna dell’MTL) è coinvolto nella conservazione delle tracce mnestiche, mentre la PFC è coinvolta nell’organizzazione delle molteplici informazioni in un’unica traccia di memoria episodica. Secondo altri invece, sia l’MTL che la PFC intervengono durante la codifica e i loro rispettivi ruoli cambiano durante lo sviluppo.

Il fatto che la PFC raggiunga il culmine della maturazione neurale nella prima età adulta, mentre si osservino piccoli cambiamenti a livello dell’ippocampo dopo i 4 anni di età, costituisce, per alcuni, un’evidenza a favore dello stretto legame fra sviluppo infantile-adolescenziale della memoria episodica e maturazione delle aree frontali del cervello. Altri studi però riportano che strutture come il giro paraippocampale posteriore svolgono un ruolo sostanziale nello sviluppo della memoria episodica.

Per poter dirimere la questione è quindi fondamentale comprendere quali componenti intervengono nell’apprendimento e nel mantenimento di un’abilità, la memoria, su cui si basa il nostro essere persone e la nostra storia. Comprendere come funziona la memoria episodica ha inoltre risvolti estremamente importanti anche nella comprensione di malattie come l’Alzheimer o la demenza fronto-temporale.

LEGGI:

MEMORIABAMBINI 

 

 

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