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L’Insostenibilità Neuroconcettuale della Fisica Teorica del ‘900 di Roberto Bertagnolio

Roberto Bertagnolio spiega ai lettori di State of Mind la sua tesi sulla insostenibilità neuroconcettuale della fisica teorica del '900.

Di Redazione

Pubblicato il 02 Mar. 2013

Aggiornato il 10 Mar. 2013 10:19

Dott. Roberto Bertagnolio

L’Insostenibilità Neuroconcettuale della Fisica Teorica del Novecento

Roberto Bertagnolio spiega ai lettori di State of Mind la sua tesi sulla insostenibilità neuroconcettuale della fisica teorica del ‘900.

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Immanuel kant è stato il primo a spostare lo spazio e il tempo dal mondo fuori di noi al mondo dentro di noi, ma Kant era un uomo del settecento, e a quel tempo non c’era né la neuroscienza né la psicologia cognitiva né la psicoanalisi né il materialismo (storico-dialettico) che storicizza i concetti, evita le universalizzazioni e permette le traslazioni epistemologiche.

Ora tocca a noi sradicare definitivamente dalla testa quelle che passavano come categorie dette trascendentali. Ora, dopo un secolo di Neuroscienza e di Psicoanalisi, sappiamo che queste categorie sono già una derivazione causata da un’anomalia evolutiva che riguarda la disconnessione simmetrica degli emisferi e su questa anomalia dualistica si installa un sistema psicoanalitico di rispecchiamento della stessa.

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Schema Percezione Coscienza in Freud

Questa anomalia porta a una discrepanza dualistica fra il soggetto e l’oggetto che percorre i millenni del pensiero Occidentale, dalla scienza presocratica alla quantistica. Conduce a bavagli psichici che stanno alla base della confusione cognitiva e sono presenti in tutta la fisica del 900, come il dualismo determinazioneindeterminazione, simmetricoasimmetrico, finito-infinito, materia-antimateria, RelativitàQuantistica, onda-particella eccetera. Il mio lavoro sperimentale si è svolto in 38 anni di insegnamento. Dall’Università popolare di Biella ai vari licei ed infine, con la concessione di un progetto speciale, ho avuto il privilegio di seguire negli anni ’90, presso l’Istituto Comprensivo di Cavaglià sez. di Cerrione (BI), anche gli alunni di prima elementare di classi multietniche, in particolare sul rapporto OggettiMentali e teoria degli insiemi, per sei anni. Mi sono convinto che tale teoria non è che  il riflesso della disposizione simmetrica-deterministica degli Oggetti Mentali, struttura base del pensiero*.

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Tale struttura, attraverso passaggi complessi e poi c’è la traslazione dal simbolo al segno), conduce fino alle equazioni base della fisica.

 Ora, nell’ultimo periodo, sto lavorando sul concetto di Infinito, perchè sono convinto che il blocco neuropsichico alla base del concetto sia la vera causa delle confusioni fisiche, astrofisiche e cosmologiche attuali, e di tutti i problemi irrisolti che creano ambiguità logicointerpretative sia nella Relatività sia nella Quantistica. Si tratta in particolare del concetto di Entanglement[1]: Einstein è il primo a non essere convinto del concetto stesso. Innanzitutto non accetta l’idea che due fotoni viaggino in simultanea a miliardi di Km. di distanza, idea che presuppone l’esistenza di una velocità tendente all’infinito e questo metterebbe in discussione il limite “sacrale” della velocità della luce.

Einstein poi, assieme ad altri fisici, ritiene l’Entanglement un concetto inspiegabile (EPR)**. Questo resta il vero problema di fondo. Per la Relatività e per la Quantistica rimane il blocco psichico in relazione ad una energia “infinita”. Rimane cioè il limite neuropsichico in relazione al concetto di infinito. Limite derivante dalla disconnessione emisferica che impone bavagli cognitivi anche alla struttura matematica, non risolti con l’escamotage di Cantor[2] della corrispondenza biunivoca (pone in corrispondenza ad esempio numeri pari e numeri dispari).

Schema di C.

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Per la quantistica si pone un’ulteriore contraddizione: i “pacchetti” di energia finita, vale a dire i quanti, Planck li aveva progettati proprio per evitare ciò che riteneva assurdo cioè un’energia infinita (Teoria dei forni, corpo nero, Einstein-effetto fotoelettrico***), e su questo tabù è stata coniata la struttura dell’atomo di Borh, coi “salti energetici“.

Citiamo le parole sintetiche di Amiir D. Aczel: “Per esempio due fotoni emessi da uno stesso atomo quando il suo elettrone discende di due livelli di energia sono, come si dice in gergo, entangled. (i livelli energetici sono associati all’orbita di un elettrone nell’atomo). Sebbene nessuno dei due fotoni si muova lungo una direzione definita, la coppia verrà sempre individuata ai lati opposti dell’atomo. E simili fotoni o particelle, prodotti in un modo che li lega tra loro, rimarranno Entangled, cioè “accoppiati”, per sempre. Se si agisce su uno dei due fotoni, il suo “gemello”, ovunque si trovi nell’universo, reagirà a sua volta, istantaneamente”[3]. Per essere coerente a Planck, cioè alla negazione dell’energia infinita, Borh nel modello di atomo che costruisce, fa scindere con i “Saltidi energia finita un elettrone in due fotonigemelli“, perchè non può dare una spiegazione all’Entanglement con un concetto di energia infinita. Il concepimento delle particelle gemelle è la soluzione neuropsicologica legata all’anomalia emisferica, un escamotage per deviare l’ostacolo irrisolto dell’Infinito.

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*(i miei studi vedi PS )

**(EPR) Einstein-Podolshy-Rosen. Entanglement, una concettualità ambiguo cognitivamente per Relativisti, ma altrettanto ambigua è la spiegazione che danno i fisici quantistici. Partiamo solo da questa contraddizione evidente:formulazione di una concettualità che tende all’infinito, nata da “pacchetti” di energia concepiti come dimostrazione evidente dell’assurdità del concetto stesso di infinito.

*** Sia per quanto riguarda la teoria dei forni sia il corpo nero sia l’effetto Fotoelettrico affiora, nell’interpretazione della struttura della luce (tutto si complica quando ci sono di mezzo e Fotoni, in quanto si pongono distorsioni percettive enormi), un dualismo concettuale di fondo, assunto come “realtà”. Quest’assunzione da parte di Planck e di Einstein, di  un’onda continua o di una particella,*** è un’ulteriore conferma di una disconnessione emisferica alla base di tutto il pensiero occidentale, tendente alle concezioni dualistiche che in questo caso è un limite nei confronti del concetto di Infinito.

 

PS: I due schemi che si riferiscono e al pensiero logicosimbolico e al parallelismo fra la struttura degli insiemi e degli Oggetti Mentali, sono tratti dal mio saggio sui limiti neuropsicologici del pensiero occidentale in rapporto alle moderne fisiche e astrofisiche (Prefazione di Marco Pivato), ed. MJM Meda, 2011.

 

*** Questo dualismo merita un discorso a parte, perché sta alla base delle confusioni gnoseologiche del 900, anche se ha prodotto tanti premi Nobel.

 


[1]           Entanglement:due particelle separate anche da miliardi di Km, possono risultare collegate, qualunque cosa accada ad una accade istantaneamente anche all’altra.

[2]           Cantor –concetto di corrispondenza biunivoca-Schema

[3]           Amir D. Aczel, Entanglement, Raffaello Cortina editore, MI 2004, prefazione XVII.

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