La Neuroscience Based Cognitive Therapy di Tullio Scrimali

La Neuroscience Based Cognitive Therapy aiuta il paziente a aumentare il livello di padroneggiamento della sofferenza psichica.

ID Articolo: 20461 - Pubblicato il: 27 novembre 2012
Messaggio pubblicitario SFU Magistrale
Condividi

 

Successo in Estremo Oriente della Neuroscience Based Cognitive Therapy

LEGGI GLI ARTICOLI SULLE SCIENZE COGNITIVE

La Neuroscience Based Cognitive Therapy aiuta il paziente a aumentare il livello di padroneggiamento della sofferenza psichica.

Tra le varie nuove proposte di orientamento cognitivo che cercano di affrontare il problema del paziente “difficile”, ovvero del paziente che padroneggia con particolare difficoltà i suoi stati mentali e che non riesce ad assumere un atteggiamento auto-osservativo di esplorazione e messa in discussione dei suoi pensieri disfunzionali, c’è la Neuroscience Based Cognitive Therapy (NBCT). Esso si può definire uno dei molti orientamenti di “terza ondata” della Terapia Cognitiva, è stato sviluppato da Tullio Scrimali, presso la Clinica Psichiatrica della Università di Catania, e recentemente sistematizzato in una monografia pubblicata da Wiley (Scrimali, 2012).

La NBCT addestra il paziente a aumentare il suo livello di consapevolezza e padroneggiamnto dei suoi stati di sofferenza psichica utilizzando tecniche di neuro-biofeedback.

Scrimali ha sviluppato una sorta di laboratorio portatile (il MindLAB Set per leggere la mente e misurare il processo terapeutico!) che facilita l’esecuzione e ha descritto una interessante serie di protocolli che permettono al paziente di “vedere” nel qui e ora le sue attivazioni emotive espresse in forma di indici quantitativi e, contemporaneamente, agire sui suoi stessi stati mentali in modo da normalizzare questi valori quantitativi. Una sorta di allenamento alla disciplina interiore. Scrimali ha sviluppato il metodo per i paziente psicotici e molto gravi, ma sarebbe interessante vederene l’applicazione a pazienti meno difficili.

LEGGI GLI ARTICOLI SU: PSICOSI

L’Approccio Metacognitivo Evoluzionista alla Musicoterapia (MEM). - Immagine: © Gianni - Fotolia.com

Articolo Consigliato: L’Approccio Metacognitivo Evoluzionista alla Musicoterapia (MEM).

Si tratta di un orientamento di “terza ondata” perché, come in altri casi, esso rende meno fiducia all’elaborazione verbale e razionale e privilegia metodi di autocontrollo emotivo che non passano attraverso il pensiero esplicito e ponderato, ma piuttosto attraverso un canale che potremmo chiamare esperienziale e neo-comportamentale. Il legame con il modello cognitivo standard si indebolisce ma in qualche modo si mantiene attribuendo al termine cognizione un significato più ampio ed elastico.

Il modello NBCT ha i suoi punti di forza e si sta diffondendo all’estero. In questi ultimi anni Scrimali lo ha presentato ai congressi della società asiatica di CBT (cognitive behavioural therapy) e alla Asia University di Taichung (Taiwan) dove Scrimali è “Faculty Member”. Poche settimane fa Scrimali è tornato alla Asia University di Taiwan per condurre un workshop. Le reazioni sono state positive.

LEGGI I REPORTAGE DAI CONVEGNI DI STATE OF MIND

Come mi ha raccontato Tullio Scrimali in persona con il suo caratteristico stile entusiastico: “A Taichung, anche se si mangia riso e piccoli pezzettini carne o pesce con le bacchettine, mi sento ormai a casa. Gli studenti mi conoscono e questo anno ho tenuto lezioni e workshop su schizofrenia e disturbi della alimentazione. Il messaggio passa, i colleghi cinesi si interessano e, al party di commiato, mi diverto da matti. A fine serata suono, con una Telecaster prestatami, insieme alla band degli studenti della Asia University. Il pezzo è “Volare” di Domenico Modugno”. 

LEGGI GLI ARTICOLI SU: SCIENZE COGNITIVE –  PSICOSI – REPORTAGE DAI CONVEGNI

 

BIBLIOGRAFIA: 

VOTA L'ARTICOLO
(voti: 1, media: 5,00 su 5)
State of Mind © 2011-2019 Riproduzione riservata.
Condividi
Messaggio pubblicitario

Messaggio pubblicitario

Sono citati nel testo

Messaggio pubblicitario