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Il potere di Suggestione & Aspettative sul Comportamento

Cosa può spiegare l'effetto potente e pervasivo che la suggestione ha nella nostra vita? La risposta sta nelle "Aspettative di Risposta".

Di Serena Mancioppi

Pubblicato il 11 Giu. 2012

– FLASH NEWS – 

Rassegna Stampa - State of Mind - Il Giornale delle Scienze PsicologicheDue scienziati, Maryanne Garry e Robert Michael, della Victoria University di Wellington, insieme a Irving Kirsch della Harvard Medical School e Plymouth University, hanno studiato il fenomeno della suggestione approfondendo il rapporto tra suggestione, cognizione e comportamento.

Durante la loro carriera di ricerca, Garry e Kirsch hanno entrambi studiato gli effetti della suggestione sulla conoscenza e sul comportamento; nel corso di molti studi sperimentali hanno dimostrato che la suggestione intenzionale può influenzare la performance durante compiti di apprendimento e memoria e la risposta a integratori e farmaci, come avviene nell’ormai noto effetto placebo.

Ma cosa può spiegare l’effetto potente e pervasivo che la suggestione ha nella nostra vita? La risposta sta nelle nostre ‘aspettative di risposta’, cioè nel modo in cui anticipiamo le nostre risposte in varie situazioni. Le nostre aspettative infatti ci spingono verso risposte automatiche che influenzano il modo in cui raggiungeremo il risultato che ci aspettiamo. Se ci aspettiamo un certo risultato, i nostri pensieri e comportamenti successivi saranno indirizzati a portare a compimento questo risultato.

Per esempio, se una persona normalmente timida si aspetta che un bicchiere di vino la aiuterà a rilassarsi a un cocktail party, probabilmente si sentirà meno inibita, avvicinerà più gente, e si farà coinvolgere in diverse conversazioni nel corso della festa. Anche se il vino fa la sua parte, è chiaro che le sue aspettative su come questo la fa sentire svolgono un ruolo importante. Ma non è solo la suggestione deliberata a influenzare i nostri pensieri e comportamenti, infatti anche la suggestione non intenzionale può avere gli stessi effetti, come nell’effetto Hawthorne, per il quale la sola presenza di osservatori può provocare momentanee variazioni di un fenomeno o di un comportamento.

Secondo Garry questo è l’aspetto più preoccupante del fenomeno della suggestione, perchè sottovalutandolo si correrebbe addirittura il rischio di approvare l’uso di un farmaco o di un trattamento, perdendo di vista il fatto che siamo noi a reagire alla malattia.
Secondo i ricercatori il fenomeno della suggestione involontaria spiegherebbe addirittura i recenti fallimenti nel replicare i risultati di alcune ricerche. Mentre la ricerca ha fornito evidenze e spiegazioni per il fenomeno della suggestione, c’è ancora molto da imparare sul rapporto sottostante tra suggestione, la cognizione e il comportamento.

Come sottolineano gli autori, i ricercatori non conoscono ancora i confini e i limiti di questi effetti; concludono affermando che la comprensione di questi temi ha importanti implicazioni nel mondo reale: “Se siamo in grado di sfruttare la potenza della suggestione, possiamo addirittura migliorare la vita delle persone”.

 

 

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Serena Mancioppi
Serena Mancioppi

Psicologa Psicoterapeuta Sistemico Relazionale e Cognitivo-Evoluzionista

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