Mercoledì 12-10-2011

ID Articolo: 2084 - Pubblicato il: 12 ottobre 2011
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rassegna stampaOut of the closet!

L’età del “coming-out” nella popolazione gay di entrambi i sessi è diminuita molto negli ultimi 20 anni, passando da 25 a 16 anni. Un ampio studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Tel Aviv e apparso su Family Relations indaga la salute mentale dei giovani omosessuali e i possibili fattori si stress psicologico legati a questo fenomeno. Vista la giovanissima età, il sostegno emotivo e la vicinanza della famiglia, ancor più di quello dei pari, si sono rivelati elementi cruciali nel permettere la serena accettazione del proprio orientamento sessuale e i principali fattori di protezione contro stressors psicologici come l’allontanamento precoce da casa e il taglio emotivo con la famiglia di origine.

Chi è causa del suo male…

Un team di psicologi dell’Università del Kansas ha svolto un interessante studio su come bambini e ragazzi delle scuole elementari e medie immaginano e anticipano l’interazione con compagni di scuola molto…sovrappeso, aggressivi, timidi, con voti bassi, poco atletici o con evidenti deficit dell’attenzione o iperattività. Se il compagno è percepito come responsabile, colpevole, nell’avere determinato la sua situazione e nel mantenerla, il giudizio da parte degli altri sarà impietoso, sarà cioè giudicato incapace di modificare la sua situazione nei 6 mesi successivi e verrà preso in giro e ridicolizzato per il suo difetto. Le femmine si sono rivelate più gentili e comprensive dei maschi per tutte le caratteristiche attribuite tranne che per il sovrappeso e l’aggressività, considerate in assoluto i difetti peggiori e più severamente giudicati da entrambi i sessi.

Non adesso, ho mal di testa.

Il 40% delle donne americane tra i 20 e i 70 anni lamenta scarso desiderio sessuale. Il desiderio sessuale è ben più che un emozione, coinvolge infatti l’attivazione di diverse aree cerebrali che governano emozioni, la motivazione, l’immagine corporea e memorie associate ad esperienze personali. Recentemente la neuroscienziata Stephanie Ortigue e il suo team della Syracuse University hanno constatato, in un gruppo sperimentale di donne che lamentavano scarso desiderio sessuale e assenza di fantasie e pensieri sessualizzati, la non attivazione delle aree cerebrali femminili normalmente coinvolti nello scatenarsi dell’eccitazione. È stata invece osservata l’attivazione delle regioni cerebrali prefrontali coinvolte nell’inibizione dell’azione, nel controllo e nel giudizio di sé e nell’interpretazione del comportamento altrui. Questo significa che il proverbiale mal di testa ha a che fare con un eccessiva concentrazione nel cercare di interpretare, spesso erroneamente, i comportamenti dell’altro, e in un eccessivo controllo e giudizio delle proprie risposte agli stimoli sessuali. Insomma, riuscire a vivere il momento presente è la condizione indispensabile allo scatenarsi del desiderio sessuale.

Il senso innato dell’altruismo e il costrutto culturale della giustizia.

Bambini al di sotto dei 15 mesi di età hanno già iniziato a sviluppare senso della giustizia e altruismo: è quanto scoperto in una ricerca condotta dall‘Università di Washington. I bambini che si sono mostrati maggiormente sensibili a una equa distribuzione del cibo tra sé e i compagni sono anche quelli più disponibili a prestare e condividere i loro giocattoli. Lo studio ovviamente è a sostegno di fenomeni umani interpersonali quali il senso di uguaglianza e la cooperazione, che sebbene compaiano molto presto non sono però ugualmente sviluppati in tutti i bambini. Da cosa di pendono le differenze individuali osservate? Da fattori genetici innati? O dalla trasmissione all’interno della famiglia di valori e credenze? Questo è quello su cui i ricercatori si propongono ora di investigare.

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