Mal di testa? Oltre la solita aspirina

ID Articolo: 868 - Pubblicato il: 22 luglio 2011
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Le statistiche indicano che circa il 20% degli italiani soffre abitualmente per il mal di testa. Il costo sociale di questo disturbo   ammonta al milione di euro all’anno. E’ difficile dire cosa lo scateni visto che può configuarsi sia come sintomo di altri disturbi o costituire una malattia a sè. Insieme alle cause di tipo organico (alterazioni vascolari, del sistema nervoso, muscolare, ormonale, etc.) può essere scatenato da fattori legati allo stile di vita che procurano stress: troppo lavoro, mancanza di sonno, un’alimentazione scoretta, un consumo di alcol eccessivo o addirittura una postura scorretta. Quali che siano le cause il risultato è sempre lo stesso, una diminuzione del benessere del singolo e della sua qualità di vita, che può durare poche ore o protrarsi per giorni. Il tipo peggiore è sicuramente la cefalea a grappolo a volte indicato come “mal di testa da suicidio” a causa del dolore quasi insopportabile che causa in chi soffre e che solitamente coinvolge un solo lato del viso. Cosa la provochi non è ancora chiaro, studi recenti suggeriscono che siano coinvolti cambiamenti nella struttura dell’ipotalamo. Una struttura del cervello implicata, tra le altre cose, nella regolazione dei ritmi circadiani, ovvero il ciclo giornaliero dell’organismo che detta quando dormire, regola la temperatura corporea e la pressione sanguigna. Un’alterazione dell’ipotalamo potrebbe spiegare quindi la frequenza degli attacchi e perché sembrino avvenire particolarmente spesso intorno ai solstizi. Tra le cure che possono apportare sollievo, le inalazioni di ossigeno, farmaci che regolano le aritmie e LSD, la droga allucinogena simbolo degli anni 70!

Torsten Passie, psichiatra presso la Scuola Medica di Hannover e colleghi hanno deciso di testare la molecola 2-bromo-LSD, una variante non allucinogena, impiegata inizialmente dai laboratori Sandoz – la società svizzera che storicamente ha scoperto gli effetti psichedelici di un fungo parassita della segale che causava la “febbre del pellegrino” con allucinazioni e dolori articolari – come farmaco per la cura della cefalea. I dati preliminari su un campione di 6 pazienti, mostrerebbero come tutti i partecipanti allo studio hanno riportato una riduzione della frequenza degli attacchi, e cinque pazienti hanno riferito di non aver più avuto attacchi per mesi dopo l’assunzione.

Gli studi proseguiranno. Non ci resta che sperare e nel frattempo andare a cercare i pantaloni a zampa chiusi in soffitta!

http://news.sciencemag.org/sciencenow/2011/06/lsd-alleviates-suicide-headaches.html

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