Arte terapia come strumento di formazione manageriale

L'arte terapia indica l’insieme delle tecniche che utilizzano le arti visive come mezzi terapeutici utili alla crescita dell’individuo.

ID Articolo: 118057 - Pubblicato il: 19 febbraio 2016
Arte terapia come strumento di formazione manageriale
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L’arte terapia serve per far lavorare le persone sulle competenze relazionali per una crescita interiore e professionale a tutto vantaggio della motivazione, della creatività e dell’efficacia.

 

Arte e psicoanalisi

Che esista una sorta di corrispondenza tra psicoanalisi ed arte è un dato oramai acquisito: da sempre infatti gli artisti hanno dimostrato una vocazione per la psicologia e da sempre la psicoanalisi ha avuto una sua dimensione letteraria.

Sigmund Freud (Freiberg, 6 maggio 1856 – Londra, 23 settembre 1939) ha avuto il merito di individuare le analogie tra il contenuto della creazione artistica e quello della psicoanalisi. Secondo il padre della psicoanalisi, gli artisti ed i poeti sono i veri scopritori dell’inconscio:

I poeti sono alleati preziosi e la loro testimonianza deve essere presa in attenta considerazione, giacché essi sono soliti sapere una quantità di cose fra cielo e terra che la nostra filosofia neppure sospetta. Particolarmente nelle conoscenze dello spirito essi sorpassano di gran lunga noi comuni mortali, poiché attingono a fonti che non sono state ancora aperte alla scienza. (Freud, 1906).

L’arte rappresenta per Freud uno dei modi per correggere la realtà ed un mezzo per consentire all’uomo di soddisfare quelle pulsioni (generalmente sessuali o aggressive) che la sua coscienza ritiene inaccettabili. In questo senso l’arte è simile al gioco del bambino o al sogno dell’adulto. L’arte ha, per Freud, una funzione consolatoria e rappresenta una sorta di difesa contro le frustrazioni ed i traumi dell’esistenza, una riserva psichica in cui lasciar sfogare liberamente le pulsioni umane:

La vita, così come ci è imposta, è troppo dura per noi; ci reca troppi dolori, disinganni, compiti insolubili. Per sopportarla abbiamo bisogno di qualche palliativo. I soddisfacimenti sostitutivi che l’arte offre agli uomini sono illusioni che contrastano con la realtà. (Freud, 1929).

Per Freud l’arte ha la stessa funzione per tutti gli uomini, ovvero appagare i desideri inconsci, un appagamento coinvolto tanto nel processo di produzione, quanto in quello di fruizione dell’opera d’arte.

Messaggio pubblicitario Qualunque esperienza d’arte, sia essa produzione o fruizione, può dunque aiutarci a superare i lutti, la rabbia repressa, gli ostacoli e anche a raggiungere i nostri obiettivi.

Se non viviamo le nostre emozioni in maniera corretta possiamo creare dentro di noi delle ferite che, nel tempo, possono sfociare in malattie psichiche o psicosomatiche. Il vissuto emozionale non elaborato può condizionarci inconsciamente per tutta la vita, nella sfera personale, familiare, ma anche in quella lavorativa.

Nessuno ci ha dato un libretto delle istruzioni per essere consapevoli e per gestire al meglio le nostre emozioni; l’arte offre la possibilità di uno sviluppo della personalità, che si realizza attivando risorse ed energie precedentemente bloccate.

Arte terapia: cos’è e come si è evoluta

Con il termine arte terapia si indica l’insieme delle tecniche che utilizzano le arti visive (e, con un significato più ampio, anche la danza, la musica, il teatro) come mezzi terapeutici finalizzati alla crescita dell’individuo nella sfera emotiva, affettiva e relazionale.

I primi gruppi di arte terapia nacquero negli anni ’40 del Novecento in strutture manicomiali come mezzo di sollievo per coloro che si trovavano in condizioni di sofferenza psichica. Inizialmente il metodo fu utilizzato su degenti che per lunghi periodi vivevano forti stati depressivi. Il professor Adrian Hill scoprì che attraverso la proposta pittorica lo stato di salute psichica dei degenti andava migliorando.

Con il passare del tempo, l’arte terapia si è evoluta ed è diventata un modello di funzionamento dell’Io. L’arte – intesa sia come produzione, sia come fruizione – può essere un punto da cui partire per iniziare un percorso di conoscenza e di rielaborazione del proprio vissuto personale e professionale.

L’arte terapia serve per far lavorare le persone sulle competenze relazionali per una crescita interiore e professionale a tutto vantaggio della motivazione, della creatività e dell’efficacia.

 

Arte terapia in azienda

Anche all’interno di un’azienda, infatti, si manifestano stati emozionali e mentali impegnativi; anche in ambito organizzativo, attraverso la sperimentazione di materiali artistici, si può attivare un processo di conoscenza di sé per crescere, fare squadra, innovare, migliorare le relazioni interpersonali, gestire lo stress, i conflitti ed i cambiamenti organizzativi. L’arte aiuta ad incrementare la creatività per la risoluzione dei problemi e favorisce lo sviluppo della competenze trasversali; in questo senso, quindi, l’arte terapia può rappresentare uno strumento originale di formazione manageriale.

Messaggio pubblicitario Database Terapeuti SC 2016 Volete migliorare le vostre capacità di coaching? Fate una capatina al British Museum e soffermatevi sul Discobolo di Mirone (455 a.C. ca.), una delle statue più conosciute al mondo, considerata anche simbolo dell’attività sportiva in genere; questa figura si presta molto bene all’analisi delle tensioni del corpo umano impegnato in un’azione. Ed infatti il coaching nasce come tecnica per incrementare le performance sportive e può essere considerato un vero e proprio metodo di allenamento: infatti, così come un allenatore stimola l’atleta ad esercitare e sviluppare i muscoli, il manager- coach promuove nel proprio collaboratore l’espressione e lo sviluppo del suo potenziale umano con lo scopo di migliorarne le performance ed il raggiungimento degli obiettivi.

Volete eccellere nell’arte di costruire un team vincente? Potete scegliere se fare una visita al MoMA di New York, dov’è conservata la prima versione de ‘La Danza’ (1909) di Matisse o al Museo dell’ Hermitage di San Pietroburgo, dov’è conservata la seconda versione, quella del 1910. L’opera di Matisse, tra le più famose della sua produzione espressionistica, sintetizza in maniera esemplare la sua poetica e il suo stile: le figure danzano cercando di mantenere unito il cerchio, le due persone in basso a sinistra si staccano e cercano di riunirsi grazie al movimento di tutti gli altri. E’ una danza che esprime una sorta di lotta per il mantenimento dell’armonia e dell’unione, affinché la danza continui.

Volete gestire al meglio i cambiamenti organizzativi e volete mettere in atto soluzioni e meccanismi che favoriscano la fluidità dei rapporti? Il Musée Marmottan Monet di Parigi, con la sua splendida collezione di arte impressionista, fa al caso vostro: nella pittura impressionista, infatti, le immagini trasmettono sempre una sensazione di mobilità e di continuo cambiamento. Secondo i pittori impressionisti la realtà muta continuamente di aspetto, la luce varia ad ogni istante, le cose si muovono spostandosi nello spazio: la visione di un momento è già diversa nel momento successivo. Tutto scorre, tutto cambia, come in ‘Impression. Soleil levant’ di Claude Monet (1872): un istante dopo la visione può essere già diversa, perché la luce è cambiata e, con sé, anche la tonalità di colore che essa diffonde nell’atmosfera.

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Paola Luzzatto ha dato un considerevole contributo teorico e pratico all’arteterapia.

Bibliografia

  • Freud S. (1929). Il disagio della civiltà, in Opere, Boringhieri, Torino. 1978.
  • Ernst J. (1975). Amleto ed Edipo, seguito da Amleto e Freud di Jean Starobinski. Formichiere Editore. Milano.
  • Armstrong J., De Botton A. (2013). L’arte come terapia. Guanda Editore. Milano.
  • Recalcati M. (2007). Il miracolo della forma. Per un’estetica psicoanalitica, Bruno Mondadori. Milano.
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