Il cervello di uomini e donne: quali le differenze? – Neuroscienze

Neuroscienze: dopo anni di ricerca volta ad individuare le differenze in termini di struttura cerebrale esistenti tra uomini e donne ora abbiamo dei dati...

ID Articolo: 40358 - Pubblicato il: 11 marzo 2014
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Uomini e donne. - Immagine: © Sangoiri - Fotolia.comDopo anni e anni di ricerca volta ad individuare le differenze esistenti tra l’uomo e la donna ora ci sono le prove!

Ecco a voi la prima meta-analisi in cui si analizzano oltre 20 anni di ricerca in neuroscienze sulle differenze di sesso, in termini di struttura cerebrale ovviamente!

Un team dell’Università di Cambridge ha eseguito una revisione su tutti gli articoli pubblicati dal 1990 al 2013, per un totale di 126 articoli.
Analizzando questi articoli si è rilevato che i maschi, in media, hanno un cervello più grande rispetto alle donne ( da 8-13 %), hanno un maggiore spazio intracranico ( 12 % ; > 14.000 cervelli),  maggiore materia grigia (9 % ; 7.934 cervelli ), maggiore sostanza bianca (13 % , 7.515 cervello ), maggior liquor (11,5 % , 4.484 cervelli ), e un cervelletto più grande (9 % ; 1.842 cervello ). Insomma, hanno la testa strutturalmente più grande di noi donne. 

Guardando più da vicino, i ricercatori hanno trovato differenze di volume in diverse regioni, ispezioniamo quali. I maschi in media hanno maggiori volumi e densità della parte sinistra dell’amigdala, dell’ippocampo, della corteccia insulare, del putamen; densità più elevate del cervelletto e del claustrum di sinistra, volumi più grandi della circonvoluzione anteriore paraippocampale bilaterale, del giro cingolato posteriore, del precuneus, dei lobi temporali, e del cervelletto, della circonvoluzione del cingolo anteriore e dell’amigdala destra.
Al contrario, le femmine in media avevano una maggiore densità del lobo frontale sinistro, e maggiori volumi del lobo frontale destro, delle circonvoluzioni frontali inferiore e media, della pars triangularis, del planum temporale/parietale, del giro del cingolo anteriore, della corteccia insulare, del giro di Heschl del talamo bilaterale, del giro paraippocampale di sinistra e della corteccia occipitale laterale.
Quante aree, lobi, lobuli, giri, ma cosa significherà?

Afferma Baron – Cohen:

Anche se ci sono chiare differenze strutturali cerebrali tra i maschi e le femmine un importante ruolo è svolto dall’ ambiente e dalla società nella quale si vive“.

E siamo al punto di partenza, se ci sono queste differenze in che modo si traducono in termini di agiti?

Pare il tutto sia condito dalla presenza dei neurotrasmettitori che determinerebbero il carattere, il temperamento. Infatti, questi propagatori di informazione risultano avere una concentrazione specifica per ognuno di noi. Quindi dire ad una persona che è dopaminergica, significa attribuirgli un tratto caratteriale. E quindi? Quindi, in alcune situazioni in cui è necessario scegliere, ad esempio, c’è chi lo fa impulsivamente, chi evita, chi considera solo alcuni aspetti necessari, si tratta di risposte messe in atto in base al tipo di carattere che si ha.

Secondo un recente studio pare che i due sessi affrontino le situazioni in maniera globalmente diversa. Infatti, gli uomini tendono a organizzare il mondo in categorie distinte, mentre le donne affrontano le cose con maggiore flessibilità. Gli psicologi dell’Università di Warwick hanno sottoposto un gruppo di uomini e donne a un compito di decision making  e hanno concluso che gli uomini giudicano in maniera più generale e frettolosa mentre le donne sono state solo in parte più accurate.

La scoperta più intrigante, però, è stata quella che uomini e donne sono ugualmente fiduciosi nelle decisioni prese. Questo significa che la differenza di genere non è dovuta al fatto che gli uomini sono più decisi nelle cose rispetto alle donne, come si tende a credere, ma semplicemente che uomini e donne percepiscono il mondo in modo diverso. In sostanza, dipende dai significati che si attribuiscono alle cose. Una possibile spiegazione è che il mondo potrebbe essere considerato in maniera più lineare, atteggiamento tipicamente maschile, o pieno di sfumature, come per le donne. Ovvero gli uomini sono più pragmatici mentre le donne spesso si perdono in ripetitive elucubrazioni mentali.

Tradizionalmente, la cultura ha voluto che l’uomo fosse preciso e determinato nelle scelte visto che doveva occuparsi del sostentamento familiare. Al contrario, alle donne era richiesta una maggiore flessibilità visti i molti compiti da svolgere (moglie, mamma, casalinga, lavoratrice). Questo tipo di addestramento sociale non solo influenza il comportamento e la personalità, ma anche le percezioni o significati attribuiti agli eventi esperiti.

Messaggio pubblicitario Per esempio, le donne percepiscono un rischio maggiore in molti scenari reali e ipotetici rispetto agli uomini, anche perché affrontare il rischio è una prerogativa centrale del ruolo di genere maschile e non femminile.

Secondo un altro studio gli uomini utilizzano maggiormente il pensiero astratto su molti argomenti e lavorano mentalmente su categorie e generalizzazioni, mentre le donne sono disposte ad affrontare le situazioni più nello specifico, in termini di situazioni concrete e di relazioni.
Ciò è evidente, ad esempio, nei giudizi morali. Gli uomini sono più legati a principi astratti di giustizia, dovere, correttezza, ecc. e li applicano a tutte le persone e in tutte le situazioni. I giudizi morali delle donne, invece, si basano su sensazioni soggettive, considerando spesso molte attenuanti, piuttosto che in base a principi astratti.

Quante differenze, ormai ciò che distingue l’uomo dalla donna fa parte di un dibattito che inizia dai tempi dei tempi e non si è mai sopito. Uomini e donne sono sottoposti a pressioni evolutive diverse e a separare i due sessi c’è un solco profondo, sosteneva Darwin. Negli ultimi anni ci si è dati da fare per sfumare le differenze e declassare al rango di boutade la tesi secondo cui le donne provengono da Venere e gli uomini da Marte. Dall’università del Wisconsin la ricercatrice Janet Shibley Hyde controbatte a suon di dati: “maschi e femmine sono uguali, fatta eccezione per piccole variabili psicologiche“. Le teoria dei due mondi separati è stata distrutta pezzi, siamo uguali, nessuna differenza!

A riportarci sul pianeta terra ci ha pensato, però, uno studio eseguito da italiani dell’università di Torino, pubblicato sulla rivista Public Library of Sciences in cui si dice che lo scarto fra i due sessi esiste, eccome. “L’idea che ci siano solo piccole differenze di personalità fra uomini e donne va ripensata perché è basata su metodi inadeguati“. La ricerca è stata condotta su un campione di 10 mila soggetti aventi 15 diversi tratti della personalità.

La discrepanza maggiore riguarda la sensibilità, tradizionale dominio femminile. Le donne registrano valori molto alti anche per quanto riguarda il calore e l’apprensione, mentre gli uomini si distinguono per equilibrio emotivo, coscienziosità e tendenza alla dominanza. Perfezionismo, vitalità e tendenza all’astrazione vedono invece la quasi totale parità fra i sessi.

I maschi  sono più stabili emotivamente, più dominanti, più legati alle regole e meno fiduciosi, mentre le femmine sono più calde emotivamente, meno sicure di sé e più sensibili. Niente di particolarmente nuovo!
Insomma, siamo uguali o diversi? Forse siamo diversi, fosse solo per il fatto che siamo femmine e loro maschi.

 

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  • Gina

    Se anche esiste una differenza media, qual è la variabilità all’interno del gruppo maschile e femminile? Se un certo fattore medio (es: emotività) pesa 10, l’altro 11, ma all’interno di uno stesso gruppo la variabilità è 3 (cioè esistono larghissime differenze di emotività tra persone appartenenti allo stesso genere) è chiaro che dal punto di vista statistico non c’è nessuna differenza tra i due gruppi.
    Uomini e donne sono uguali nel cadere spesso nella schematizzazione autistici/isteriche, che a mio parere è non solo fondamentalmente sbagliata, ma anche dannosa, perché fa sembrare normali cose che in realtà non lo sono.
    Fortunatamente ormai ci sono tantissime donne che fanno ingegneria fisica e matematica e spero faranno tabula rasa di queste idee antiquate. :)

  • Luca

    Interessantissima la meta-analisi con cui si apre l’articolo. Credo che affermare che non ci siano differenze di genere sia scientificamente errato e questa meta-a l’ha dimostrato. Ma un aspetto non viene spesso chiarito in modo opportuno. Le differenze di genere non devono essere necessariamente viste come differenze “biologico-genetiche” ma anche come differenze psicologiche legate alla cultura, alla storia, all’educazione nell’infanzia, agli stereotipi ecc. Basta osservare le differenze educative che caratterizzano ancora oggi i bambini dalle bambine. Le differenze, credo, vengono ingigantite sin dalla nascita. Es. i maschi generalmente sono più aggressivi (temperamento di base) delle bambine. Questa differenza poi viene esasperata ed accresciuta dall’educazione esponendo i bambini a differenti stimoli e giochi che incrementano l’aggressività (gioco della lotta, giochi competitivi ecc.) Da adulti questi saranno statisticamente più aggressivi delle donne. Lo stesso ragionamento vale per tutte le differenze di genere.
    In generale gli studi ora dovrebbero soffermarsi a comprendere le cause delle differenze di genere rilevate (oltrechè già note) nell’articolo. Saranno i geni/ormoni ecc a determinarle? Io credo che ci siano differenze biologico-genetiche, ma che queste (come esposto poco sopra) vengono esasperate dall’educazione e dalla cultura del “rosa e del blu”.

    Luca

  • Cristian Aska Malatesta

    Credo che uno dei problemi nel discutere delle differenze fra uomini e donne sia soprattutto un questione di terminologia. Uomini e donne sono diversi: e beh, sì! Decisamente sì!

    Le donne sono il Tempio della Vita, per cui sono più prudenti, quindi una visione del mondo a 360° e con la costante prudenza/paura è naturale un po’ di insicurezza (“Ma faccio bene a far così, considerando le 200 conseguenze, o dovrei far cosà, considerando le altre 200 conseguenze?”). La donna poi si è “sviluppata” come madre, quindi sensibilità emotiva maggiore per comprendere i bisogni della prole e l’evoluzione del linguaggio come continuo feedback (“Le donne parlano di più e fanno risaltare le emozioni come collante sociale”). E si è “sviluppata” come raccoglitrice, per cui l’occhio per il dettaglio (per trovare, ma anche per riconoscere una pianta/tubero) è fondamentale.

    L’uomo non è il Tempio della Vita. Ed è per questo “sacrificabili”: si usa dire “Prima donne (il collante sociale), bambini (le speranze del futuro) e anziani (la memoria del passato)”. L’uomo è sacrificabile, tant’è che per secoli è il protagonista delle guerre. Non portare avanti nessuna gravidanza lo svincola inoltre dalle necessità “femminili”, può dedicarsi alla caccia di grandi erbivori in cui una visione generale dell’ambiente è fondamentale (posizioni nello spazio, non essere sottovento, presenza di altri predatori, etc…). Il linguaggio sviluppato è “tecnico”, sostanziale e soprattutto si fa un po’ più uso del silenzio (dopotutto è pur sempre “caccia”).

    Ci sono studi anche su come uomini e donne fanno acquisti. La donna visita più negozi e confronta, ripassando più volte per farsi un’idea generale. L’uomo fa acquisti in modo più “predatorio”: osserva, entra, compra ed esce.

    E questo è l’estremizzazione delle differenze: poi ci sono tutte le sfumature grigie possibili e immaginabili. Comprese quelle di cui non si parla mai quando si affrontano le differenze uomo/donna: e i gay (?), e le lesbiche (?), e i transessuali (?), e gli ermafroditi (?). Aggiungere queste categorie nel quadro generale dell’uomo/donna sarebbe molto interessante, nonché arricchirebbe l’intero argomento.

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