Quando la psicopatologia è resistente ai trattamenti: il ricorso alla TMS e alle terapie di neuromodulazione – Intervista al Dott. Mazzarino

Intervista al Dott. M. Mazzarino per conoscere meglio l'argomento Stimolazione Magnetica Transcranica, le sue applicazioni cliniche e la sua efficacia

ID Articolo: 169764 - Pubblicato il: 31 ottobre 2019
Quando la psicopatologia è resistente ai trattamenti: il ricorso alla TMS e alle terapie di neuromodulazione – Intervista al Dott. Mazzarino
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Dinnanzi a dipendenze e disturbi emotivi resistenti alle cure, risulta oggi molto efficace l’integrazione tra farmacologia, psicoterapia e terapie di neuromodulazione, in particolare la Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS). Per conoscere meglio l’argomento, abbiamo intervistato il Dott. Massimiliano Mazzarino, Medico Neurologo, Psichiatra, Direttore Sanitario della Casa di cura neuropsichiatrica San Giorgio.

 

Messaggio pubblicitario Nell’ampio ventaglio della psicopatologia esistono disturbi psichici ed emotivi resistenti alle cure, anche a quelle ritenute più efficaci. Capita dunque che il paziente possa andare incontro a lunghi e infruttuosi percorsi di cura, frustranti non solo per chi si sottopone ai trattamenti ma anche per il professionista che li eroga.

In casi come questi si rende necessario cercare di adattare al singolo paziente l’utilizzo coordinato di più discipline. A tale scopo risulta oggi molto promettente l’integrazione tra farmacologia, psicoterapia e terapie di neuromodulazione, in particolare la Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS).

Una realtà di cura, quella appena descritta, già presente a Milano e a Viverone (Biella), presso lo Studio Clinico San Giorgio. Per questo motivo, per conoscere meglio l’argomento TMS e terapie di neuromodulazione, abbiamo intervistato il Dott. Massimiliano Mazzarino, Medico Neurologo, Psichiatra. Medico Responsabile e Direttore Sanitario della Casa di cura neuropsichiatrica San Giorgio, Viverone, Biella. Già Consulente per le discipline di neurologia e psichiatria presso il Ministero di Grazia e Giustizia. Delegato del settore ospedaliero privato alla riorganizzazione regionale della rete ospedaliera psichiatrica privata della Regione Piemonte.

L’ARTICOLO PROSEGUE DOPO L’IMMAGINE:

Stimolazione Magnetica Transcranica applicazioni ed efficacia - Intervista MASSIMILIANO MAZZARINO

Imm. 1 – Dott. Massimiliano Mazzarino. Medico Neurologo, Psichiatra,
Direttore Sanitario della Casa di cura San Giorgio.

 

State of Mind (SoM): Salve Dott. Mazzarino. Siamo lieti di poterla intervistare e di poter capire, grazie al suo aiuto, cosa sono le terapie di neuromodulazione di cui si sente parlare oggi?

Massimiliano Mazzarino (MM): La neuromodulazione consiste nella variazione dell’attività dei neuroni e dei connessi circuiti  che può essere artificialmente indotta utilizzando correnti elettriche, campi magnetici o sorgenti di luce particolari.

SoM: Invece quando parliamo di TMS cosa intendiamo?

MM: La Stimolazione Magnetica Transcranica, denominata internazionalmente con l”acronimo TMS, è una metodica di neuromodulazione che utilizza un campo magnetico orientato verso quelle aree particolari della corteccia cerebrale che si ritengono coinvolte nei processi patologici di vari disturbi psichici e neurologici quali ad esempio la depressione, il disturbo ossessivo compulsivo, le dipendenze da sostanze e comportamentali, il morbo di Parkinson e altri disturbi del movimento, il dolore cronico.

SoM: Concretamente come si svolge la TMS e come funziona? 

MM: La stimolazione magnetica viene prodotta da uno strumento, chiamato coil, che viene appoggiato con l’aiuto di un sistema di neuronavigazione computerizzata su un punto preciso della testa del paziente, variabile a seconda della patologia da trattare. L’area della corteccia cerebrale sottostante, individuata con precisione solo dalle apparecchiature tecnicamente più sofisticate, viene così raggiunta da una serie di stimoli ripetuti nel corso della seduta che, a seconda del disturbo da trattare, aumentano o riducono l’eccitabilità dei neuroni e delle strutture cerebrali alle quali essi si connettono. La stimolazione è una tecnica non invasiva e indolore che il paziente riceve comodamente seduto su di una poltrona e che dura, a seconda dei protocolli, da pochi minuti a mezz’ora. Gli effetti indesiderati sono di modesta entità: fastidio cutaneo nella sede cranica di stimolazione, cefalea infrequente e recedente spontaneamente o dopo la somministrazione di un comune antidolorifico. Dopo l’applicazione il paziente può tranquillamente tornare alle sue occupazioni. I protocolli di stimolazione attualmente usati prevedono sedute quotidiane per cinque giorni alla settimana, replicate per tre fino a sei settimane con successive sedute di richiamo finalizzate a consolidare i risultati ottenuti.

SoM: Qual è la storia della Stimolazione Magnetica Transcranica? Da quanto tempo esiste? 
Ci sono studi scientifici a supporto? 

Messaggio pubblicitario MM: I precedenti storici della stimolazione magnetica, fondati sul principio dell’induzione elettromagnetica di Faraday, risalgono alla fine del secolo precedente con i primi esperimenti di Merton e poi di Barker ma è solo nell’ultimo decennio che l’impiego clinico della TMS da parte di numerosi ricercatori ha avuto uno sviluppo esponenziale in neurologia e psichiatria ed i suoi protocolli, documentati e pubblicati sulle più importanti riviste scientifiche internazionali, hanno cominciato ad ottenere la validazione dei ministeri della salute di molti paesi. Brillanti ricercatori e clinici italiani come Antonello Bonci, direttore del National Institute of Drug Abuse statunitense, Luigi Gallimberti a Padova, Antonio Mantovani alla Columbia University di New York hanno individuato protocolli di trattamento TMS che hanno rivoluzionato la cura, in particolare della dipendenza incidendo significativamente su declinazioni di essa che finora avevano limitate alternative di cura.

SoM: Qual è la differenza tra questa tecnica e le terapie elettroconvulsivanti?

MM: La differenza tra TMS ed elettroshock è sostanziale perché quest’ultimo utilizza la corrente elettrica scaricata direttamente da tempia a tempia attraverso il cervello del paziente, anestetizzato e trattato farmacologicamente in modo che non si verifichi  l’altrimenti inevitabile crisi epilettica. Benché efficace, presenta le suddette complesse, disagevoli e per molti pazienti  allarmanti, caratteristiche di applicazione.

SoM: Come si spiega l’efficacia della TMS ad esempio sulle dipendenze o sulla depressione? 

MM: Il presupposto della possibilità di trattare con la TMS disturbi come la depressione o le dipendenze si basa sul fatto che l’area corticale prefrontale dorso laterale sinistra in queste patologie è ipofunzionante, come dimostrano gli studi di neuroimaging. L’impiego di stimolazioni a frequenza da 10 a 15 hertz dirette su questa area cerebrale è in grado di aumentare la funzionalità corticale e di agire sui circuiti sottostanti modificando gradualmente il tono d’umore nel primo caso e nella dipendenze di rendere  i processi decisionali del paziente più efficaci nel contrastare il bisogno compulsivo di assumere droghe o di attivare il comportamento disfunzionale.

SoM: Che vantaggi offre rispetto a una farmacoterapia?
 Perché un paziente dovrebbe preferirla rispetto ad altri approcci? 

MM: I vantaggi rispetto alla terapia psicofarmacologica sono: la totale assenza di farmaci in grado di trattare la dipendenza da sostanze quali ad esempio la cocaina; la difficoltà o in alcuni casi l’impossibilità di utilizzare antidepressivi per la presenza di intolleranza o di inefficacia dei farmaci utilizzati. Il concorso di malattie di altri apparati che controindicano l’impiego dei medicamenti. L’ imprescindibile convinzione personale di alcune persone, contraria all’uso dei farmaci.

L’eventuale preferenza della TMS da parte del paziente può essere attribuita alla non-invasività di questo tipo di trattamento, al suo essere indolore e praticabile anche ambulatoriamente senza incidere sulle prestazioni cognitive e sull’organizzazione di vita del paziente, al non richiedere esami di laboratorio preliminari e periodici di controllo. Per contro non dobbiamo trascurare il fatto che la stimolazione magnetica non solo è compatibile con psicofarmacoterapia e psicoterapia ma è in grado di potenziare l’efficacia di tali importanti strumenti di cura.

In conclusione va inoltre precisato, peraltro, che l’esperienza da noi e da altri clinici maturata sulla Stimolazione Magnetica Transcranica ci porta a dire che questo trattamento, benché sia un innovativo ed efficace metodo di cura dei disturbi dell’umore, dell’emotività e del comportamento, non può prescindere da una approfondita e multispecialistica valutazione della persona sofferente e richiedente aiuto. Una corretta identificazione del bisogno di cura esplicitamente o implicitamente espresso, del profilo personologico, delle caratteristiche biologiche, dei percorsi di cura già intrapresi, potrebbe così utilmente sfociare in una strategia di presa in carico integrata con le altre discipline psico e farmaco terapiche fornendo alla persona in difficoltà la risposta più completa, personalizzata e di precisione attualmente disponibile.

 

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Studio Clinico San Giorgio - TMS Stimolazione Magnetica Transcranica - MIlano e Viverone. LOGOIl Dott. Massimiliano Mazzarino è Direttore Sanitario dello Studio Clinico San Giorgio, presente in Lombardia, a Milano e in Piemonte, a Viverone.

Lo Studio Clinico San Giorgio offre percorsi integrati di cura per le dipendenze, la depressione maggiore e farmacoresistente, il disturbo ossessivo-compulsivo e la Sindrome di Tourette. Il team di professionisti dello Studio Clinico San Giorgio combina la Stimolazione Magnetica Transcranica con la psicoterapia cognitivo-comportamentale e la farmacoterapia.

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